Esclusiva, Nick Heidfeld: “2007 e 2008 le mie stagioni migliori”

In occasione del BMW i eprix di Berlino, F1inGenerale ha avuto l’opportunità di parlare con Nick Heidfeld, uno dei piloti che hanno segnato gli anni 2000 della Formula 1.

Formula 1 Nick Heidfeld
Nick Heidfeld, Credit: Mahindra Racing

Nick Heidfeld è stato uno dei più grandi piloti a correre in Formula 1 negli anni 2000, andando a punti con vetture spesso non all’altezza. Pur arrivando a punti per ben 41 gare consecutive, è uno dei piloti più veloci a non essere mai salito sul gradino del podio. Terminata l’esperienza in Formula 1, ha preso parte alle prime 4 stagioni del campionato di Formula E e nella stagione in corso è terzo pilota del Mahindra Racing.

Nella stagione 2007 e 2008 con la BMW Sauber hai avuto insieme a Robert Kubica la possibilità di giocarti il titolo mondiale. Raccontaci un pò il tuo punto di vista.

Sono state le mie stagioni migliori e probabilmente le più belle vetture che abbia mai guidato. In particolare nel 2007 sono andato spesso a punti e sono salito sul podio in Canada e a Budapest. E’ stata una stagione molto particolare perchè con la squalifica della McLaren siamo riusciti ad ottenere il secondo posto nei costruttori sebbene fossimo la terza forza del campionato. Nel 2008 ho fatto ancora meglio salendo 4 volte sul secondo gradino del podio. Siamo stati in corsa per il titolo con Robert (Kubica ndr) ma McLaren e Ferrari avevano qualcosa in più.

Nick nel corso della tua carriera in Formula 1 hai avuto un record di 41 gare consecutive a punti con team diversi. Quale compagno di squadra nel corso della tua carriera ti ha impressionato di più e perchè?

E’ difficile da dire perchè non c’era un pilota che più di tutti mi abbia sorpreso sotto vari aspetti. Ma se dovessi scegliere qualcuno che mi ha impressionato in particolare farei due nomi; direi Kimi (Raikkonen ndr), soprattutto per la costanza e la velocità nel passo gara mentre sul giro singolo in qualifica direi Mark Webber. 

Tu sei uno dei tanti piloti che hanno avuto la possibilità di correre sia in Formula 1 che in Formula E. In particolare quest’anno il tema ricorrente della stagione è la competitività del campionato. Secondo te perchè il campionato di Formula E è estremamente competitivo?

Credo che il motivo principale sia di tipo tecnico e cioè che le vetture sono relativamente molto vicine nelle prestazioni rispetto allo sviluppo della Formula 1. In Formula e abbiamo il telaio e l’aerodinamica in comune e la potenza in qualifica è limitata a 250 KW. Questa fa in modo che l’efficienza sia molto simile sul giro singolo e le vetture molto vicine nei tempi. In gara invece la questione è relativa ai circuiti, un pò come accade a Montecarlo per la Formula 1; essendo i circuiti brevi, il tempo sul giro è ridotto e le vetture sono molto vicine.

Questa settimana ci ha lasciato Niki Lauda. Cosa ha rappresentato per te?

È una domanda molto personale perchè la mia famiglia mi ha dato questo nome per “Niki”. Mio padre era appassionato di motorsport e io sono nato nel’77, l’anno del suo secondo mondiale con la Ferrari. Ho avuto modo di incontrarlo nel paddock ma non abbiamo mai lavorato insieme nello stesso team. Quando lo incontravi capivi che era una persona davvero unica. È  difficile da accettare che una persona così non ci sia più perchè dopo l’incidente che ha subìto, sembrava che non potesse morire mai. 

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