Excursus F1 | Il 2019 è stato l’anno della resa dei conti per la Honda

Con un totale di 11 podi, di cui 3 vittorie e 2 pole position, la Honda ha risposto in pista alle vecchie accuse della McLaren. Honda f1

Honda f1
Credits: GPFans

Il marchio nipponico, ritiratosi dal circus nel 2009, rientrato come motorista nel 2015 e oggi fornitore Red Bull e Toro Rosso, è tornato quest’anno al successo in F1 dopo quasi 13 anni. Honda f1

Il GP d’Austria del 2019 verrà ricordato per il duello tra Verstappen e Leclerc, sul circuito austriaco Verstappen ha vinto sorpassando il pilota monegasco con una manovra al limite, contatto che non è stato ritenuto passibile di sanzioni da parte dei giudici di gara. Quel giorno, non ha vinto solo Verstappen, ha vinto la Red Bull, ma anche, e forse soprattutto, la Honda. Honda f1

L’ultimo successo della Honda in F1. Honda f1

Era datato 2006 (come costruttore unico avendo acquisito, in quella stagione, il team British American Racing, meglio conosciuto con il nome “BAR” al quale forniva i propri motori) con Jenson Button al Gran Premio di Ungheria, una gara caratterizzata da numerosi colpi di scena causa la pioggia.

Dopo 113 GP disputati Button vincerà così il suo primo Gran Premio, la Honda chiuderà la stagione al 4° posto come costruttore, un punto di arrivo dal quale ripartire, con la prospettiva di poter aspirare a traguardi più ambiziosi; in realtà sarà quello il punto più alto perché avrà inizio la parabola discendente. Le due stagioni seguenti si concluderanno rispettivamente con la conquista di 6 (nel 2007) e 14 (nel 2008) punti. Il 2008 sarà caratterizzato dal terzo posto di Barrichello nel GP d’Inghilterra (gara bagnata), gran merito di quel risultato sarà da attribuire a Ross Brawn (ingaggiato dalla Honda dopo aver lasciato la Ferrari alla fine della stagione 2006 ed essersi concesso un anno sabbatico) optando per la strategia di far montare gomme da bagnato estremo sulla vettura del Brasiliano.

La Honda abbandona la F1, Ross Brawn l’acquisisce e fonda il team “Brawn GP”

Nel 2008, in piena crisi mondiale economico-finanziaria, Takeo Fukui, durante la conferenza stampa il 4 Dicembre annuncia che la Honda si ritira dal campionato del mondo di Formula .

Ross Brawn rileva la squadra corse della Honda che aveva già iniziato lo sviluppo per il 2009 dando il suo nome alla nuova scuderia, “Brawn GP”, motorizzata Mercedes. I piloti sono Button e Barrichello, dal 2006 insieme nel team Honda. La squadra dominerà la stagione (in particolare nella prima parte) grazie al contestato diffusore al limite del regolamento che creava non pochi vantaggi aerodinamici. Conquista del titolo costruttori e piloti (Jenson Button), ottimo per la modica cifra di 1 sterlina spesa da Ross Brawn per l’acquisto del team Honda.

La Mercedes rientra in F1 come costruttore unico

Dopo la trionfale stagione 2009 la scuderia fu ceduta alla Mercedes che da tempo voleva rientrare in Formula 1 completamente con il proprio marchio e non solo come motorista. Lo fece nel 2010 insieme al ritorno di Michael Schumacher, affiancato da Nico Rosberg con Ross Brawn nel ruolo di team principal. La casa tedesca inizierà a dominare con l’introduzione dell’era ibrida, conquistando ben 6 titoli costruttori e altrettanti titoli piloti dapprima con l’accoppiata Hamilton – Rosberg, poi con l’inglese e Bottas.

Il “turbo-lento” rientro della Honda in F1 con la McLaren e la fine del rapporto di collaborazione

La Honda vuole rientrare in Formula 1 come motorista; la McLaren ripone fiducia in questo progetto: a partire dalla stagione 2015 la scuderia inglese sarà spinta dalla power unit Honda.

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McLaren-Honda si pensa subito agli anni d’oro con Senna (e Prost), adesso il pilota è Fernando Alonso che ha lasciato la Ferrari e ha messo da parte i vecchi dissidi con Ron Dennis; sarà affiancato da Jenson Button passato alla McLaren nel 2010 dopo il titolo mondiale conquistato con la Brawn (ironia della sorte l’ultimo pilota a vincere un GP con la casa giapponese).

Il rientro è tutt’altro che facile, già dai test i problemi di affidabilità sono eloquenti, oltre alla mancanza di prestazione; addirittura nei test pre-stagione a Barcellona, sul circuito del Montmelò, il 22 Febbraio 2015, Alonso è vittima di un misterioso incidente (si pensa ad una scarica di corrente elettrica nella sua monoposto);

Saranno tre stagioni travagliate, con miglior risultato il 5° posto in tre GP con Fernando Alonso. Dopo costanti partenze nelle retrovie (ogni GP è buono per sostituire elementi della power unit e scontare penalizzazioni in griglia di partenza così come previsto dal regolamento) e innumerevoli ritiri la McLaren punta il dito contro la Honda; a metà stagione 2017 il team di Woking comunica il divorzio con la casa Asiatica al termine del campionato. A partire dalla stagione 2018 si avvarrà del propulsore Renault.

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McLaren MP4/30 2015. (museo Fernando Alonso, Oviedo) – Foto: Vincenzo Cristofaro
La parterneship della Honda con la Toro Rosso e la Red Bull

A credere ancora nel progetto della Honda in Formula 1 è la Toro Rosso che decide di farsi spingere dai motori nipponici per la stagione 2018. A partire dalla stagione 2019 anche la Red Bull, un top team, da anni in continua polemica con la Renault per mancanza di prestazione e affidabilità ripone fiducia in questo progetto abbandonando la casa francese.

La resa dei conti Honda f1

Il campionato mondiale da poco concluso, è stato per la Honda la stagione della resa dei conti nei confronti della McLaren; sono stati 9 i podi conquistati da Max Verstappen, contraddistinti da 3 vittorie (Austria, Germania e Brasile) e 2 pole position; 2 podi conquistati della scuderia toro rosso con Kvyat 3° in Germania e Gasly 2° in Brasile (entrambi, in periodi diversi, “retrocessi” dalla Red Bull alla casa di Faenza a stagione in corso). La casa giapponese ha iniziato quindi a raccogliere i risultati che prospettava al ritorno in Formula 1 nel 2015, forse questa volta con la possibilità concreta di guardare e puntare a traguardi più ambiziosi nella stagione 2020.

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