F1 | 70 anni Lauda: Un’intraprendenza così umana

Il pilota austriaco tre volte campione del mondo di Formula 1 Niki Lauda compie 70 anni accompagnati da numerosi successi, sconfitte e rivincite.

Niki Lauda, Scuderia Ferrari, ©️ unknown

Oggi compie 70 anni Niki Lauda, pilota austriaco proveniente da una famiglia di banchieri viennesi che si è portato a casa tre titoli piloti e cinque titoli costruttori di Formula 1, prima con la Ferrari e poi con la McLaren, e cinque titoli piloti e costruttori da presidente non esecutivo della Mercedes. Ricordato da molti non solo per le vittorie, ma anche per il terribile incidente dal quale è sopravvissuto nel GP di Germania del 1976, e il ritorno dopo soli 42 giorni nella gara di Monza. In quella stessa stagione si è consumata la rivalità per il titolo piloti con James Hunt, poi conquistato dal pilota inglese. Questa rivalità è stata narrata nel film “Rush” di Ron Howard, uscito nel 2013.

Ma Niki Lauda ancor più che un pluricampione di Formula 1 è stato un uomo dotato di un’intraprendenza incredibile, che pur nella sua umanità, in alcune occasioni qui riportate ha dimostrato di poter agire ben oltre la realtà che gli si presentava dinanzi. A partire proprio dal suo rapporto con James Hunt.

James Hunt e Niki Lauda si sono conosciuti sin dai tempi della Formula 3, ritrovandosi a gareggiare insieme nelle categorie minori. Tra i due ci fu subito un rapporto di rispetto reciproco e di simpatia, nonostante i caratteri ben diversi. Una sera Niki Lauda festeggiò il suo compleanno a Vienna, occasione in cui invitò anche James, il giorno dopo dovevano andare al Paul Ricard per una sessione di test. Ebbene, Lauda che era andato a dormire alle 23 era sveglio e all’erta, mentre James si addormentò nell’abitacolo.

Il rapporto tra i due rimase solido anche dopo il ritiro del britannico dalle corse, nel 1979. In quel periodo Hunt ebbe sia problemi economici che di alcolismo e Lauda una sera volle incontrarlo a cena per dimostrargli che per lui ci sarebbe sempre stato e che avrebbe potuto aiutarlo in qualunque modo. Si rincontrarono dopo un po’ di tempo, Hunt ebbe una netta ripresa: aveva messo da parte le cattive abitudini e si era messo a lavorare come commentatore in Formula 1 per la BBC. Morì improvvisamente nel giugno del 1993, stroncato da un infarto. Lo shock di Lauda fu tanto grande quanto è il ricordo che ancora conserva di lui: <<Era fantastico, simpatico, uno di cui non ti dimentichi mai quando lo conosci. Seppure morto, lui in me rimane vivo, importante per la mia vita.>>

In quel mondiale con il duello Lauda-Hunt del 1976 arrivò anche il drammatico incidente del pilota austriaco. Appena ne ebbe l’opportunità l’austriaco tornò nell’abitacolo: aveva bisogno di sapere, di capire come il suo corpo avrebbe reagito al tornare di nuovo in pista. Tutto ok nel test a Fiorano, poi un blocco mentale nelle libere del GP d’Italia del venerdì mattina. Era spaventato, aveva paura e sentiva la pressione di tutta la gente che chiedeva di lui. Il giorno successivo guidò senza stress, chiedendo ai suoi ingegneri di non aggiornarlo sui tempi: si piazzò quinto in qualifica.

Niki Lauda, Mercedes-AMG Petronas, ©️ unknown

Si è ritrovato a dimostrare questa forza anche fuori dalle piste: nel 1979 aveva fondato la compagnia aerea Lauda Air e nel maggio del 1991, il volo Lauda Air 004 da Hong Kong a Vienna con scalo a Bangkok si schianta al suolo in Thailandia con un bilancio di 223 vittime.

Nei giorni successivi fu inondato da telefonate di parenti delle vittime. E quasi tutti gli chiedevano semplicemente “Perché?  La cosa più importante per queste persone era dare loro una ragione, se la responsabilità è mia dovevo dimettermi perché non ero stato capace di far volare un aereo in maniera sicura. Mi chiesi “cosa facciamo adesso? Dobbiamo sapere quale spiegazione dare loro”. Nel momento in cui, dopo otto mesi, si venne a conoscenza delle cause, fu determinato a non voler lasciare quella gente in attesa e convinse chi si stava occupando del caso a dar subito la notizia: un errore di progettazione del velivolo e la compagnia fu esentata dalla responsabilità.

Niki Lauda oggi

Niki Lauda nel 2018 è stato costretto a lottare contro un’infezione per la quale è stato necessario un trapianto di polmone e adesso: “Sta combattendo come un leone e vuole ritornare alla vita normale il prima possibile”, ha dichiarato suo figlio Mathias Lauda.

Guardandolo con ammirazione per questa sua intraprendenza, gli auguriamo un felice compleanno e speriamo di rivederlo presto ai box della Mercedes.

Formula 1 | Test Barcellona – Charles Leclerc conclude la prima settimana di test: “La Ferrari sembra competitiva”