F1 | A metà stagione il leone si chiama ancora Mercedes

Con la pausa estiva della Formula 1, per le scuderie è il momento di rinchiudersi negli uffici e nelle fabbriche per analizzare quanto fatto fino a oggi e quanto ancora dovrà essere affrontato. Anche noi ci apprestiamo a fare un sintetico bilancio della prima parte di stagione delle varie squadre e, in questo articolo, stileremo il resoconto su Mercedes.

© Mercedes AMG F1
Prestazioni previste dopo i test

Nei gelidi test di Barcellona di inizio anno, la neonata W09 EQ Hybrid + si era dimostrata, ancora una volta, molto competitiva. Le similitudini con la vettura del 2017 erano notevoli, anche se fin da subito si sono notati i miglioramenti per quanto riguarda la gestione delle gomme e la stabilità alla guida. Nel corso delle giornate catalane, la Mercedes ha percorso un’ingente quantità di giri senza incorrere in alcun problema. Unici, modesti ostacoli si sono riscontrati nella gestione delle gomme “Medium”, ma, già da allora, fra gli uomini di Wolff non era sorta alcuna preoccupazione.

La monoposto che abbiamo visto sfrecciare nel corso delle prime uscite prestagionali aveva lasciato presagire che anche per il 2018 le frecce d’argento sarebbero state ripetutamente davanti a tutti. Nonostante i grandi miglioramenti apportati dalla Ferrari, a inizio stagione risultava difficile pensare che Mercedes avrebbe potuto incorrere in problemi ed errori. Insomma, la convinzione diffusa era quella per cui i tedeschi fossero ancora gli uomini da battere.

Reali prestazioni

Le prestazioni della Mercedes e dei suoi piloti in queste prime 12 gare sono state notevolmente altalenanti. Anche Sebastian Vettel ha dichiarato di non sapere mai cosa aspettarsi dai suoi rivali prima di vederli in pista, perché, indecifrabilmente, possono essere i più veloci di tutti o ritrovarsi indietro a inseguire. Per comprendere al meglio le reali prestazioni, è il caso di analizzare con cura e con calma le varie uscite stagionali.

Foto: Motorsport.com

Quando si è cominciato a fare sul serio, cioè in Australia, la W09 di Lewis Hamilton ha subito affilato gli artigli, conquistando una pole position sensazionale ai danni della Ferrari di Sebastian Vettel. Anno iniziato come era finito il precedente. La domenica, però, il tedesco in rosso ha sorpreso gli ingegneri argento con un intelligente e fortunoso sorpasso tramite la pit lane. Ed ecco che l’incontestato dominio Mercedes ha iniziato a vacillare e a ricevere le prime scosse.

Presentimenti confermati anche nella gara successiva in Bahrein, quando le Ferrari dominano le qualifiche e Mercedes si ritrova a dover inseguire con entrambi i piloti. Oltre alla minore competitività, nel sodalizio di Toto Wolff si accende anche un primo campanello di allarme per quanto riguarda l’affidabilità: infatti, Hamilton è costretto a sostituire il cambio per un problema idraulico. Nonostante la vittoria rocambolesca di Vettel, in gara le due Mercedes tornano a dimostrare superiorità sul cavallino rampante. Ma ancora niente vittorie.

Anche la terza uscita stagionale, in Cina, non regala sorrisi alla Mercedes, che vede sfumare la vittoria di Bottas per un ottimo calcolo strategico degli uomini Red Bull. La principale preoccupazione, giunti a questo punto, non può che essere lo stato di forma di Lewis Hamilton, che ancora non ha conquistato una vittoria e che fatica a trovare il giusto feeling con la sua monoposto.

La svolta arriva nel caotico GP di Azerbaijan, quando finalmente la Mercedes si accomoda sul gradino più alto del podio con il numero 44 britannico, sfiorando addirittura la doppietta con lo sfortunato Bottas. Nonostante la vittoria, accrescono le certezze riguardo alla crescita esponenziale della Ferrari, con lo stesso Hamilton che si dichiara “fiducioso di poter recuperare il team di Maranello“.

Foto: Mercedes AMG Petronas F1

Il culmine delle prestazioni Mercedes si palesa nel GP di Spagna, con la doppietta delle frecce d’argento, seppur aiutate dalla decisione di Pirelli di ridurre lo strato delle gomme di circa 0.4 millimetri. Dopo il GP di Baku e quello di Barcellona, finalmente Mercedes pare avere trovato lo smalto del 2017 e Hamilton è tornato, improvvisamente, il pilota da battere.

Dopo un noioso GP di Monaco, durante cui si è notata l’inferiorità delle frecce d’argento a livello di carico aerodinamico rispetto a Red Bull e a Ferrari, qualche preoccupazione torna a circolare in casa Mercedes davanti all’assolo di Vettel in Canada. Neanche il tempo di pensare a come risolvere i problemi, che Hamilton vince in Francia con una gara in cui nessuno ha potuto insidiare la forza del britannico e della sua auto.

Vettel sorpassa Hamilton – Foto F1

Come in Spagna si ha il momento più alto, così in Austria si ha quello più basso. Dopo una qualifica strepitosa, con Bottas in pole position e Hamilton in seconda posizione, la gara si rivela uno storico disastro per Mercedes: due ritiri per problemi tecnici. Era dal 1955 che la scuderia argento non terminava un Gran Premio con un doppio zero per motivi tecnici. Il primo ad alzare bandiera bianca è il finlandese: problemi idraulici. Errore di strategia dal box e Hamilton perde la testa della corsa, ritrovandosi nella confusione dei suoi inseguitori. A questo punto, prima di doversi fermare definitivamente per un problema idraulico, il britannico subisce un umiliante sorpasso da Vettel, ma soprattutto dimostra le difficoltà della sua W09 nel gestire gli pneumatici in condizioni di alte temperature.

La Ferrari, a questo punto, è davanti in entrambe le classifiche mondiali e, come non bastasse, Sebastian Vettel trionfa su Hamilton nel GP di Silverstone, “a casa loro“. È tempo di riflessioni per gli ingegneri e per i meccanici agli ordini di Wolff. Nella giostra altalenante che è il campionato 2018, si vola in Germania e la pioggia benedice la corsa del campione del mondo in carica. Dopo altri problemi meccanici (ancora!) riscontrati nel corso del Q2 sulla sua monoposto, Hamilton trionfa in maniera ai limiti del paradossale, recuperando 25 punti in un colpo solo al suo rivale in rosso, impiantato nella ghiaia bagnata di casa sua.

Dimenticati i problemi delle qualifiche tedesche, le Mercedes approfittano ancora della pioggia e conquistano tutta la prima fila della griglia di partenza del GP d’Ungheria. Nonostante la superiorità dimostrata da Ferrari nel corso del fine settimana, nel momento decisivo, per l’ennesima volta, Hamilton e Bottas riescono a trovarsi davanti e a tornare alla base con il sacco colmo di punti.

Classifica campionato costruttori dopo 12 gare – Foto: Formula 1 Twitter

A nove gare dalla fine del mondiale, la Mercedes è davanti nella classifica costruttori e Hamilton ha allungato su Vettel per il trono di campione del mondo. Quanto fatto fino a ora, quindi, è stato sufficiente per allentare la prodigiosa rincorsa della Ferrari. Poco importano i numerosi e tecnici sorpassi di Seb o la superiorità spesso ostentata delle monoposto rosse: davanti ci sono ancora gli uomini Mercedes.

Reattività nel trovare l’assetto ideale e nella strategia

Come tutti sappiamo, negli ultimi anni le difficoltà per Mercedes sono state modiche e facilmente risolvibili, anche perché l’egemonia sulle altre scuderie permetteva qualche sbavatura. In questa stagione, qualche cosa è cambiata. Infatti, nel corso delle prove libere o, addirittura, delle qualifiche, le Ferrari, alle volte a braccetto con le Red Bull, sfrecciavano molto più velocemente di Hamilton e di Bottas. Così, inauditamente, Toto Wolff e compagni hanno dovuto concentrarsi strenuamente nel corso di alcuni fine settimana per perfezionare le vetture.

In alcune circostanze, pensiamo alle qualifiche del Bahrein o alle giornate del Principato, gli uomini argento si sono dimostrati quasi inerti davanti alla supremazia dei propri avversari, che, increduli, provavano a scalfire l’intoccabilità di Mercedes.

In altre circostanze, però, gli ingegneri della scuderia tedesca hanno compiuto splendidi lavori sulle auto nel corso del fine settimana. Solo pochi giorni fa, Hamilton disputava delle prove libere estremamente nervose in Ungheria, con diversi testacoda e uscite di pista. Risultato finale? Pole position e vittoria.

Anche a livello di strategia, la Mercedes ha avuto fasi alternate. In Bahrein e in Cina, le scelte fatte durante la gara con Bottas avevano spinto il finlandese alla vittoria, svanita a Sakhir per una magia del duo gomma “Soft”-Vettel e a Shanghai per una genialata degli uomini Red Bull. In Germania, nel momento dell’arrivo della pioggia, il muretto Mercedes non ha sbagliato un colpo, consentendo a Hamilton di completare la sua rimonta e a Bottas di conseguire l’eclatante doppietta.

Oltre a queste sagaci decisioni, però, gli ingegneri di Wolff hanno compiuto anche qualche errore di strategia, che si è rivelato decisivo. La scelta più grossolana è stata presa nel corso del disastroso GP d’Austria, nel momento in cui Bottas è stato costretto a ritirarsi e Hamilton comandava la corsa. Regime di Virtual Safety Car e tutti ne approfittano per fare il pit stop, a parte i meccanici Mercedes, che restano seduti. Errore clamoroso e Hamilton perde la testa della corsa, prima del rovinoso ritiro.

Foto: Angelica P.

Anche in Cina, la strategia delle frecce d’argento non è stata premiante e, anzi, ha tolto a Bottas la gioia della vittoria. Infatti, Red Bull ha colto al volo l’occasione di montare gomme con mescola più morbida all’uscita della Safety Car, potendo così agilmente scalzare le inermi Ferrari e Mercedes.

Confronto rispetto all’anno scorso

Confrontando alcuni dati prestazionali della stagione in corso con quelli della passata, il primo aspetto che balza all’occhio è l’esito delle qualifiche. Nelle prime 12 gare del 2017, la Mercedes ha totalizzato ben 9 pole position; nello stesso periodo del 2018, invece, Hamilton e Bottas ne hanno conseguite solo 6, con quella ungherese pesantemente influenzata dalla pioggia. La differenza è netta, a fortiori considerando che le frecce d’argento avevano nel giro secco del Q3 il loro cavallo di battaglia.

Oltre ai semplici numeri, in ogni pista in cui Mercedes ha percorso il giro più veloce, Ferrari è sempre stata molto vicina. Nelle stagioni precedenti, in tanti discutevano di un possibile “tasto magico” sul volante di Hamilton che gli permettesse di azionare una modalità super-prestazionale del motore per l’ultimo tentativo di qualifica. Oggi, qualora il cosiddetto party mode esista ancora, sicuramente non è sufficiente a porre le rosse a distanza di sicurezza.

Al di là della questione delle qualifiche, ogni appassionato di Formula 1 sa che nel 2018 Mercedes sta facendo i conti con degli avversari nettamente cresciuti. La Ferrari, infatti, ha dimostrato di essere competitiva in ogni tracciato finora affrontato, riscontrando un numero minimo di difficoltà meccaniche e tecniche. Nonostante ciò, Hamilton e Bottas si stanno ripetendo nel portare il campionato nel proprio garage, grazie a un’abilissima concretezza nei momenti più delicati e decisivi delle corse.

Infine, rispetto alla stagione 2017, Mercedes sta confermando la sua grandissima capacità di utilizzare gli pneumatici “Soft”. Le maggiori difficoltà a confronto con le altre migliori scuderie si riscontrano nell’utilizzo delle gomme “HyperSoft”, spesso osteggiate dai piloti argento.


Aree migliori e peggiori

Per quanto riguarda le aree migliori, quando si tratta di Mercedes è molto complicato elencare ogni singola parte funzionante, perché ci occorrerebbe una settimana intera. Per marcare quanto di più rilevante, possiamo ripeterci nel sottolineare la capacità delle vetture di gestire le gomme “Soft” e, miglioria 2018, le gomme “Medium”.

Großer Preis von Aserbaidschan 2018, Sonntag – Wolfgang Wilhelm

Una carta fondamentale nelle mani di Toto Wolff e di Lewis Hamilton, poi,;è rappresentata da Valtteri Bottas. Dopo le numerose sfortune di inizio stagione che gli hanno negato la possibilità di battere tutti, il;finlandese è diventato a tutti gli effetti un fidato compagno di avventure del campione britannico. Ancorché il numero;77 si dichiari ferito per essere stato considerato un gregario, quanto accaduto in Ungheria evidenzia, nel caso servisse, che non ci possono essere dubbi. Ma anche in questo sta l’astuzia del sodalizio tedesco: avere una squadra coesa al;suo interno e disposta a tutto pur di conquistare gli obiettivi stagionali. Detta in poche parole: il 2016 di Rosberg e Hamilton è abbondantemente dimenticato.

 

Inoltre, la Mercedes sta dimostrando di avere un passo gara sensazionale per velocità e per conservazione degli pneumatici. Senza andare tanto lontano con i ricordi, basta rammentare quanto accaduto in Francia o;in Ungheria: Hamilton davanti a tutti diventa imprendibile.

Ci metteremo poco, ma dobbiamo analizzare anche le aree di difficoltà di Mercedes. Come scrivevamo anche sopra, sicuramente un;problema delle frecce d’argento è rappresentato dalle gomme “HyperSoft”, con le quali le vetture non rendono come con altre mescole più dure. Allo stesso tempo, gli ingegneri tedeschi, se vorranno, dovranno lavorare notevolmente per migliorare l’aerodinamica dell’auto, per avvicinarsi a Ferrari e;a Red Bull sotto questo aspetto.

Come non citare poi le difficoltà incontrate a livello di affidabilità? È evidente a chiunque che;da una scuderia impeccabile e meticolosa come Mercedes non ci si aspettavano tutti questi problemi tecnici: non a;caso il doppio ritiro austriaco è considerato un evento.

Possibilità di miglioramento per il resto della stagione

Mercedes sicuramente continuerà nel miglioramento della vettura e, forte del doppio rinnovo dei piloti, potrà anche consentire a Hamilton e;a Bottas di guidare con maggiore tranquillità e leggerezza. Benché i problemi ci siano stati e benché non siano stati dovuti solo alla crescita di Ferrari, la;testa delle classifiche parla chiaro e ciò contribuirà a rimpolpare di certezze coloro i quali rimangono gli uomini da battere.

Considerando che i suicidi di Ferrari non sono garantiti fino a;fine stagione, Mercedes e Hamilton devono migliorare in costanza e in continuità. Un ottimo modo per chiudere anticipatamente il campionato, o;quantomeno per non farsi recuperare, sarà confermare lo strepitoso feeling che Lewis sembra aver trovato con la;sua auto nelle ultime gare, così da poter affrontare Seb con la mente più lucida possibile.

22.03.2018 – Press conference, Lewis Hamilton (GBR) Mercedes AMG F1 W09 and Sebastian Vettel (GER) Scuderia Ferrari SF71H

Lo stesso Hamilton, probabilmente, non è stato il miglior Hamilton mai visto. In molte occasioni, inutile negarlo, si è ritrovato avvantaggiato dalla fortuna o dalle benevole e clementi decisioni dei giudici. Se consideriamo, inoltre, le lamentele e i piagnistei alla;radio, allora capiamo ulteriormente quanto il campione del mondo in carica non;sia perfettamente a suo agio. Lo abbiamo detto, ripetuto e ribadito: se nonostante tutto;ciò Hamilton occupa il primo posto, significa che se la testa del britannico prende la giusta via, per Vettel diventerà tostissima.


Mercato Piloti F1: l’attuale Line Up 2019

Andrea Zanolli

Provinciale di nascita, ma cittadino del mondo. Grazie a Dio innamorato di sport, di montagne da scalare e di penne per scrivere.