F1 | Accadde oggi, 26 maggio 1955: Ascari muore a Monza

Accadde oggi, 26 maggio 1955: Alberto Ascari muore a Monza, mentre testa una nuova Ferrari 750. L’italiano scompare quattro giorno dopo l’incidente a Montecarlo.

Morte Ascari Monza
Alberto Ascari. Fonte: motorward.com

Quando si pensa ai grandi del Motorsport, non si può non pensare ad Alberto Ascari.

Pilastro della Scuderia Ferrari, il milanese è l’ultimo pilota italiano ad aver vinto il titolo mondiale. Tra i suoi successi annovera quattordici pole position, il record per la più alta percentuale di vittorie in una stagione e di giri veloci conquistati in gare consecutive.

Capace di gareggiare sia in moto che in auto, Ascari si cimenta anche nel mondo del Rally e del Granturismo. Come dimenticare la Coppa “Trofeo Nuvolari” delle Mille Miglia del 1954.

La sua mitica rivalità con Fangio ha colorato la primissima epoca di Formula 1. I loro duelli sono stati i primi nella storia della massima categoria.

Una rivalità però tristemente stroncata dalla morte dello stesso Ascari, il 26 maggio 1955.

È un ordinario giovedì, ora di pranzo, e il trentaseienne è nella sua casa di Milano, con l’adorata moglie Mietta. I piloti e amici, Luigi Villoresi e Eugenio Castellotti, lo chiamano e lo invitano a Monza. Stanno testando una nuova Ferrari 750.

Nessuno rinuncerebbe a qualche giro sulla rossa, soprattutto se si ha le corse nel DNA.

Si fa prestare l’equipaggiamento da Castellotti. Lui è, d’altronde, in giacca e cravatta.

Quel giorno decide persino di ignorare le sue strane abitudini scaramantiche, anche quella di non guidare il giorno ventisei. Un alone di mistero ruota intorno a questo maledetto numero.

Trent’anni prima, il 26 luglio, il padre Antonio, anch’egli pilota, muore in un incidente automobilistico a Montlhery, in Francia. A soli trentasei anni.

Nel maggio del 1940, Ascari invece perde l’amico Silvio Vailati. Morto proprio il 26, durante una corsa a Genova. Morte Ascari Monza 

Alberto riesce a percorrere soltanto tre giri, poi si sente un boato fortissimo. Uscito ad altissima velocità dalla curva del Vialone (che prenderà poi il suo nome), il corpo del pilota viene sbalzato a quindici metri di distanza.

Muore all’istante per sfondamento del torace, schiacciato dalla vettura che tanto amava.

Un destino il suo forse già scritto, e dal quale era riuscito a salvarsi, a malapena, quattro giorni prima a Montecarlo.

Nel tentativo di superare la Mercedes di Moss, il quale si era ritirato a suo insaputa, accelera fino all’uscita del tunnel, perde il controllo della monoposto, distrugge le barriere e finisce in mare.

L’incidente gli procura soltanto una frattura al naso. Morte Ascari Monza 

Forse fu il compiacimento di chi ha rischiato la vita ma non l’ha persa a suggerirgli di rinunciare a quelle scaramanzie. Magari Ascari credeva di poter spezzare quel filo che sembrava legare le persone che amava di più.

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