F1 | Addio Stirling Moss: l’eterno secondo se ne va a 90 anni

Se ne va uno dei grandi protagonisti dei primi anni di Formula Uno: Stirling Moss è morto nel giorno di Pasqua a Londra, dove era nato novant’anni fa

Sir Stirling Moss
credits: Aol

Aveva compiuto novant’anni in settembre, aveva incontrato un anno fa Lewis Hamilton in una sorta di due estremità della storia dell’automobilismo. Per anni, se i vigili fermavano qualcuno che andava troppo forte, la domanda era sempre quella: “Ma chi ti credi di essere, Stirling Moss?”. Se n’è andato, come ha detto sua moglie, come aveva vissuto, ossia serenamente. Beh, mica tanto poi. Andava forte Stirling, sia con la mitica Cooper, con la quale esordì al GP di Svizzera nel 1951. Poi con la Maserati, la Mercedes, la BRM, la Lotus. In terra elvetica ebbe il battesimo (arrivò ottavo), e questo lo faceva ancora il pilota più anziano in vita ad aver partecipato a una gara di Formula Uno.

Lontanissima dai tempi odierni, la Formula Uno si era affacciata al panorama delle corse da un anno. Stirling è stato uno di quelli che ha gareggiato con Farina, con Fangio, con Taruffi e Ascari, ma ciò che lo ha reso celebre sono i suoi soprannomi. Poco lusinghieri, forse, ma a volte anche chi non vince sale sull’altare della memoria. “Il re senza corona”, “l’eterno secondo”: Stirling Moss è stato probabilmente il più grande pilota a non aver mai vinto un Mondiale di Formula Uno. Viene in mente Villeneuve padre, o, se vogliamo fare un paragone calcistico, l’allenatore argentino Hector Cuper, che di finali europee o campionati, ne ha persi parecchi a pochi metri dal traguardo.

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Credits: petrolicious
I NUMERI

Sono stati 66 i GP corsi, 16 quelli vinti, e per ben quattro volte consecutive Moss è arrivato secondo in classifica generale: 1955, 1956, 1957, 1958, in quest’ultimo caso a un punto da Hawthorn, che vinse il titolo con la Ferrari. Aveva studiato nell’Hertfordshire, era membro di una famiglia che i motori ce li aveva nel sangue: il padre Alfred partecipò alla 500 miglia di Indianapolis, la sorella a diverse gare di rally. La gara in Svizzera, corsa con la HWM, fu l’unica per molto tempo, perché già l’anno dopo, 1952, arrivò secondo al Rally di Montecarlo. Nel 1954 corre in Mercedes proprio al fianco di Fangio, e centra il primo podio al Gran Premio del Belgio.

C’è però una grande vittoria nella sua carriera che gli è valsa il “wall of fame”: la Mille Miglia del 1955, da Brescia a Roma in 10 ore a 157 km/h. Vinse nel 1961 il suo ultimo GP in Formula Uno, in Germania, e passò un bel guaio a Goodwood (la pista dove morì Bruce McLaren) dove dopo un incidente, nel 1962, rimase per 30 giorni in coma, riprendendosi. E’ stato poi commentatore per la BBC, e si è dedicato alle corse per le auto d’epoca. E c’è una curiosità non da poco che riguarda questo grande personaggio: annunciò il suo ritiro dalle corse nel… 2011, quando a margine di qualche giro con una Porsche Rsk a margine della 24 ore di Le Mans, alla veneranda età di 81 anni, disse: “Smetto con le corse”.

I 90 anni di Stirling Moss, il "Re senza Corona" | Euronews
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IL PERICOLO E’ IL MIO MESTIERE

Nel 2014 aveva rilasciato una lunga intervista in cui aveva mostrato tutta la sua originalità nei ragionamenti e nella visione delle cose. “La verità è che iniziai a correre, fui stregato dalle competizioni, perché c’era il pericolo. Mi affascinava quello. Noi affrontavamo il pericolo non perché purtroppo inevitabile, ma perché, al contrario, il brivido faceva parte del gioco. E se devi giocare col toro, tanto vale prenderlo per le corna”.

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E sulla Formula Uno di oggi aveva lanciato il suo sprezzante e sorprendente giudizio, lanciando pure un guanto di sfida al suo erede in Mercedes: “Onestamente penso che se qualcuno mi ridesse indietro i miei vent’anni, in questa Formula Uno lotterei tranquillamente per la vittoria. Non vedo perché no. Prova a chiedere a Hamilton se ci starebbe a sfidarmi sul vecchio Nurburgring al volante di una Maserati 250F. Ti risponderebbe no, grazie, non ci vengo, perché non è sicuro. La differenza è questa. Uno della mia generazione andrebbe bene sempre, quelli della leva attuale sono buoni solo per oggi”. Continua a correre, Stirling.

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