F1 Amarcord | GP Australia 1986 – L’esplosione della gomma di Mansell che regala il mondiale a Prost

Il mondiale di Formula 1, come ormai da tradizione, aprirà i battenti in Australia. Riviviamo la seconda edizione del gran premio australiano, quella del 1986, che portò Alain Prost alla conquista del suo secondo titolo iridato. F1 GP Australia 1986.

F1 GP Australia 1986
Credit: fisupernews.com

La pausa invernale è ormai al termine e la Formula 1 2020 è pronta a prendere il via dall’Australia. Già, l’Australia: ormai da oltre due decenni, i fan della categoria regina del motorsport associano l’inizio della nuova stagione con la gara nella terra dei canguri. Ed è infatti esattamente così dal 1996, da quando cioè il gran premio si disputa a Melbourne, fatta eccezione per il 2006 ed il 2010. F1 GP Australia 1986.

Ma il gran premio d’Australia è entrato in calendario qualche anno prima, nel 1985. Le prime 11 edizioni si sono infatti disputate su un altro circuito cittadino, quello di Adelaide, che per tutte le 11 stagioni ha rappresentato l’appuntamento di chiusura della stagione ed inevitabilmente è risultato anche decisivo per la conquista del titolo mondiale. F1 GP Australia 1986.

Come accadde nell’ormai lontano 1986. La Formula 1 è all’apice della sua popolarità. Siamo nel bel mezzo dell’era turbo. Ma i motori turbo dell’epoca non avevano limiti alla portata di carburante ed al numero di giri come quelli odierni, ma erano liberi da qualsiasi vincolo.

Il 1986 è infatti l’anno delle monoposto più potenti della storia della Formula 1, con vetture capaci di raggiungere in qualifica potenze nell’ordine dei 1300 cavalli! F1 GP Australia 1986.

Quello sarà l’ultimo anno senza limitazioni. Nelle due stagioni successive, la federazione infatti, per motivi legati ai costi ed alla sicurezza, imporrà una restrizione alla pressione di sovralimentazione del turbo, prima che i propulsori sovralimentati fossero aboliti definitivamente a partire dal 1989.

E’ l’anno in cui la Formula 1 rompe la Cortina di ferro e disputa per la prima volta nella sua storia una gara nell’Europa comunista, in Ungheria, ormai diventato uno degli appuntamenti classici del calendario.

E’ l’anno in cui purtroppo ci lascia Elio de Angelis, il pilota gentiluomo, in una giornata di test sul circuito del Paul Ricard.

Ma è soprattutto l’anno in cui i fantastici 4 dell’epoca, Alain Prost, Nigel Mansell, Nelson Piquet ed Ayrton Senna, si danno battaglia per la conquista del titolo. Il francese è alla guida della McLaren motorizzata TAG Porsche; Mansell e Piquet sono gli alfieri della Williams-Honda, mentre il giovane rampante Ayrton Senna è la punta di diamante della Lotus-Renault.

Da sinistra: Ayrton Senna (Lotus), Alain Prost (McLaren), Nigel Mansell (Williams) e Nelson Piquet (Williams) – Credit: CircusF1

Nelle prime 14 gare della stagione, i quattro si scambiano ripetutamente il gradino più alto del podio e soltanto alla quindicesima e penultima gara della stagione, in Messico, vince un pilota diverso: Gerhard Berger al volante sulla Benetton-BMW.

La Williams-Honda è la vettura migliore del lotto, tant’è che alla fine dell’anno conquisterà con facilità il titolo costruttori. Ma l’obiettivo dei due piloti, più che lottare per il titolo, sembra quello di prevalere sul compagno di squadra. Una guerra interna che alla fine dell’anno risulterà determinante nella lotta per il titolo piloti.

Comunque, con la vittoria nella gara di casa di Brands Hatch, nono appuntamento della stagione, Mansell si porta in vetta alla classifica, posizione che non abbandonerà più fino alla vigilia dell’ultima gara. Alla lunga, Senna paga diversi problemi di affidabilità alla sua Lotus e, a due gare dal termine, si chiama fuori dalla lotta per il titolo.

A giocarsi il mondiale piloti, nell’ultimo appuntamento di Adelaide, sono dunque Mansell con 70 punti, seguito da Prost con 64 e da Piquet con 63. Il pilota inglese è dunque l’indiscusso favorito: gli basterebbe infatti tagliare il traguardo in terza posizione per fregiarsi del primo titolo della sua carriera. Prost e Piquet sono invece costretti a vincere.

Va ricordato che il punteggio di quel periodo prevedeva 9 punti per il vincitore, 6 per il secondo, 4 per il terzo, per poi scalare di un punto fino alla sesta posizione.

I fantastici 4 sono naturalmente davanti a tutti nelle qualifiche: la Williams-Honda monopolizza la prima fila con il capoclassifica Mansell in pole davanti a Piquet. In seconda fila, Senna terzo, affiancato da Prost.

Alla prima curva, Mansell mantiene la testa, ma nelle tre curve successive viene infilato prima da Senna, poi da Piquet ed infine dalla McLaren di Keke Rosberg, scivolando così in un baleno in quarta posizione. Prost è quinto, alle sue spalle.

Ma la gioia per Senna dura ben poco: già nel corso del primo giro infatti, il connazionale Piquet lo svernicia sul lungo rettilineo del circuito di Adelaide e passa in testa. Il giovane brasiliano perde subito diverse posizioni: al secondo, al quarto ed al settimo giro viene infilato prima da Rosberg, poi da Mansell ed infine da Prost, precipitando così in pochi giri in quinta posizione.

Nel frattempo c’è stato anche un avvicendamento in vetta alla classifica, con Keke Rosberg che si è portato davanti a tutti, superando Nelson Piquet. Poche tornate dopo, anche l’altra McLaren di Prost balza davanti all’altra Williams di Mansell, salendo così in terza posizione.

Dopo i primi giri caratterizzati da continui mutamenti nelle posizioni di vertice, la situazione si stabilizza: dopo 15 tornate, Rosberg su McLaren è in testa con 8.8 secondi di vantaggio sulla Williams di Piquet; Prost è terzo a 3 secondi dal brasiliano e con un vantaggio di più di 6 secondi sull’altra Williams di Mansell. Ma la gara, che prevede 82 giri, è ancora lunghissima.

Alain Prost esulta sul traguardo del GP d’Australia 1986 per la conquista del suo secondo titolo mondiale – Credit: twitter

Rosberg vola via con un ritmo insostenibile per gli altri. Il campione del mondo 1982 è deciso a lasciare il segno nell’ultima gara della sua carriera. Intanto alle sue spalle, Prost si avvicina a Piquet, finchè non arriva nei tubi di scarico della Williams.

Nel corso del giro 24, Piquet perde il controllo della Williams e finisce in testacoda, la cui conseguenza è la perdita di due posizioni a vantaggio di Prost e Mansell. Il brasiliano scende così in quarta piazza.

Ora le due McLaren sono davanti, seguite dalle due Williams. La situazione rimane invariata fino al giro 32, quando Prost è costretto a rientrare ai box per la foratura della gomma anteriore destra. Un pit stop lunghissimo, di circa 17 secondi, ed il francese rientra in pista in quarta posizione, alle spalle delle due Williams. Ma alla lunga, Prost dovrà benedire proprio quella foratura.

Al giro 44, Piquet, che nel frattempo si era di nuovo fatto sotto a Mansell, supera il compagno di squadra e si riporta in seconda piazza. Nello stesso giro, Senna, quinto e staccato di quasi un giro, deve ritirarsi per problemi tecnici sulla sua Lotus.

Quando mancano solo 20 giri alla conclusione, Rosberg ha in mano la vittoria, con oltre 20 secondi di vantaggio su Piquet, mentre Mansell, tranquillamente terzo, è ormai ad un passo dalla conquista del suo primo titolo mondiale.

Ma nei giri 63 e 64 succede di tutto: Rosberg si ritira con la;gomma posteriore destra dechappata; Prost, dotato di pneumatici freschi, rimonta giro dopo giro e sorpassa Mansell. Ma in fondo, al pilota inglese va bene così: è terzo, con oltre un giro di vantaggio sul suo più immediato inseguitore. Il titolo è nelle sue mani.

Ma con i problemi di gomme accusati dalle due McLaren è ormai chiaro che gli pneumatici Goodyear non reggono l’intera durata della gara. Il messaggio non viene però recepito ai box della Williams.

E così al giro 64 accade il colpo di scena che risulterà decisivo per la lotta mondiale: la gomma posteriore sinistra della Williams di Mansell esplode in pieno rettilineo ed il pilota inglese è costretto a parcheggiare la sua vettura nella via di fuga. Per lui è la fine dei sogni mondiali.

Solo adesso alla Williams decidono di richiamare ai box Piquet per sostituirgli gli pneumatici. Ma è ormai troppo tardi: Prost approfitta della sosta del brasiliano per passare in testa e andare a vincere la gara ed il suo secondo mondiale di fila. Piquet è secondo sul traguardo. Completa il podio Stefan Johansson, alla sua ultima gara con la Ferrari.

Si conclude così, nel modo più incredibile, una delle stagioni più più belle della storia della Formula 1. La guerra fratricida è dunque costata carissima alla Williams.

Nelson Piquet si rifarà però già la stagione successiva, quando conquisterà il suo terzo ed ultimo titolo mondiale. Nigel Mansell dovrà invece aspettare la bellezza di sei anni per fare finalmente suo quel titolo che per lui sembrava maledetto.

 

F1 | GP d’Australia story: 1994, la sportellata che valse il primo titolo di Schumi

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari