F1 | Analisi di fine stagione: Haas, la peggiore annata di sempre

È tempo di bilanci in casa Haas. L’ultima stagione è stata la peggiore di sempre della breve storia della scuderia americana in F1, quest’ inverno ci sarà molto da lavorare per non ripetere le stesse figuracce. analisi stagione haas

credits: Haas Twitter

È tempo di bilanci in casa Haas. Il 2019 è stato il peggior anno di sempre, sia per la posizione finale, che per i punti ottenuti, nella breve storia della scuderia americana in F1. Questo inverno ci sarà molto da lavorare per non ripetere le stesse figuracce. analisi stagione haas

Un buon inizio analisi stagione haas

La stagione era iniziata in maniera eccellente per la Haas. Gli ottimi test di Barcellona avevano fatto sperare in un’altra buona stagione, dopo il quinto posto finale del 2018, miglior risultato di sempre. In Australia, al primo Gran Premio dell’anno, la monoposto ha confermato le ottime impressioni dei test di Barcellona. Al termine delle qualifiche, Grosjean riesce a piazzarsi addirittura sesto, davanti a Magnussen, settimo. In gara, nonostante il ritiro di Grosjean, Magnussen riesce a strappare un grandissimo sesto posto, e ad essere l’unica vettura non doppiata dai top team. Con queste premesse, la stagione della Haas prometteva grandi trionfi; ma le difficoltà non hanno tardato ad arrivare.

Le prime difficoltà in Bahrein, poi più nulla

Dopo buone qualifiche, con Magnussen sesto e Grosjean ottavo, le difficoltà iniziano durante la gara del Bahrein. Grosjean si ritira per il secondo contatto in due gare, mentre Magnussen chiude 13°. La Haas da allora entra in un periodo di crisi da cui non viene più a capo del problema. La prima metà di stagione si chiude tutto sommato con un risultato quasi accettabile, entrambi i piloti sono andati a punti in tre gare, e la speranza è di migliorare nella seconda parte di campionato. Ma già dal rientro dopo la sosta, a Spa, si capisce che gli ultimi mesi dell’anno saranno un calvario. La gara del Belgio è l’emblema della stagione disastrosa della Haas. Entrambi i piloti chiudono le qualifiche in top ten: Magnussen ottavo e Grosjean nono. In gara, però il passo è talmente lento che i due piloti perdono in poco tempo la zona punti, e terminano il Gran Premio con il 12° e 13° posto; ma visti i cinque ritiri di vetture che stavano davanti a loro (le due Alfa, le due McLaren e Verstappen), significa che le Haas sono state le peggiori della gara, escluse, ovviamente, le due Williams. Nella seconda parte di stagione la Haas conquista solamente 2 punti, grazie al nono posto di Magnussen a Sochi, e conclude la stagione al nono, nonché penultimo posto; riuscendo nell’impresa di finire dietro alla Williams di Russell in ben tre occasioni. Ma vista la situazione della Williams, ci sentiamo di dire che la Haas è stata la scuderia peggiore dell’anno.

Credits: Planetf1

Un’intera stagione alla ricerca del problema

Come sottolineato da Magnussen nell’ultima conferenza stampa dell’anno, ad Abu Dhabi; la scuderia si è concentrata molto sulle gomme, ed ha addossato un po’ tutto il problema a quello, quando in realtà era un problema più semplice, e più generale, ovvero una aerodinamica instabile. Il che, unito ad una pessima gestione delle gomme, vede le Haas ottenere talvolta anche buone prestazioni in qualifica (Magnussen ha raggiunto la Q3 in 5 delle prime 6 gare), ma perdere un sacco di posizioni in gara. I piloti Haas, infatti, sono riusciti ad entrare in Q3 nove volte a testa in stagione, ma dal Bahrein in poi hanno entrambi raggiunto la zona punti soltanto in tre occasioni.

I piloti

Magnussen: voto 6

Grosjean: voto 5

A peggiorare la situazione non certo ottima in casa Haas, ci hanno pensato i due piloti. Magnussen e Grosjean si sono affrontati più volte in pista nel corso della stagione; e ben tre volte sono arrivati al contatto: Barcellona, Silverstone (entrambi fuori al primo giro) e Hockenheim, rovinando le proprie gare, e costringendo Gunther Steiner a dover usare gli ordini di scuderia.

Il confronto in classifica vede Magnussen chiudere la stagione 16° con 20 punti, mentre Grosjean 18° con soli 8 punti.

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In qualifica Magnussen ha battuto Grosjean 13 volte, contro le 8 del francese. Simile la situazione in gara, dove Magnussen ha terminato davanti al compagno di team 11 volte, contro le 9 di Grosjean. Se consideriamo, però, le 13 gare senza ritiri, Grosjean ha battuto Magnussen 8 volte, mentre il danese solo 5 volte ha terminato davanti al compagno. Forse anche per via di questo dato, Gunther Steiner, ha deciso di confermare entrambi i piloti; dato che Grosjean, quando non ne combina, dimostra di essere più veloce di Magnussen in gara.

Magnussen si è ritirato 2 volte in stagione, meglio di lui ha fatto solo Stroll, dei non top team. Grosjean, invece, addirittura 7 volte, 3 ritiri in più di chiunque altro. Il francese ha inoltre commesso alcuni gravi errori durante la stagione, uno su tutti il clamoroso quanto comico incidente in pit lane a Silverstone, che ha ricordato l’incidente di Baku 2018, quando andò a sbattere da solo nel tentativo di scaldare le gomme dietro alla safety car.

La peggior stagione di sempre, nel 2020 non si può che migliorare

Haas: voto 4

La Haas ha chiuso la sua peggior stagione di sempre al nono posto della classifica costruttori e con soli 28 punti, addirittura uno in meno del 2016, la stagione d’esordio. Considerando che l’ultima squadra in classifica è la Williams, che quest’anno praticamente non ha partecipato, è come essere arrivati ultimi. Da questo risultato non si può che migliorare e ripartire nel 2020 cercando di crescere basandosi sulle esperienze e l’apprendimento ottenuto quest’anno, e ricordando che nel 2018 la Haas arrivò quinta al terzo anno di Formula 1.

La conferma dei due piloti durante la pausa estiva, ha trovato stupiti tutti. Soprattutto vista la presenza sul mercato di un ottimo pilota quale Nico Hulkenberg; e visto che Steiner stesso aveva detto che avrebbe voluto in tedesco con lui in squadra nel 2020. Difficile capire le motivazioni che hanno spinto la Haas a mantenere entrambi i piloti, forse la speranza che con una vettura migliore, possano tornare ai livelli del 2018, per poter ambire a posizioni più alte in classifica. analisi stagione haas

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Simone Frigerio

Vivo per scrivere, mi nutro di MotoGP e Formula 1