F1 | Analisi di fine stagione: il tumultuoso 2019 di Renault

La stagione 2019 era attesa da Renault come quella di una svolta in F1, o quantomeno di una felice transizione. Le aspettative (forse malriposte), tuttavia, sono state subito smentite da risultati non sempre brillanti. Vediamo insieme che piega ha preso il corso del campionato appena concluso per la scuderia francese.

Renault f1 2019

Le grandi speranze Renault f1 2019

Il lavoro dei francesi durante la pausa invernale si era prospettato intenso, ma soddisfacente. Il dibattuto, a tratti controverso, arrivo in squadra di un pilota del calibro di Daniel Ricciardo doveva dare nuova linfa a un team che aveva tutte le intenzioni di elevarsi dal resto del midfield, mai così competitivo. Ciononostante, i risultati hanno da subito tradito le carenze strutturali della squadra.

Alla fine della stagione, sono stati ben otto gli appuntamenti del mondiale in cui la scuderia di Enstone non ha concluso la gara in zona punti con nessuna vettura, la quale peraltro non ha raggiunto il traguardo in ben sei occasioni. Le mancanze della R.S. 19 sono state più evidenti nel reparto aerodinamico: la macchina, infatti, ha fatto fatica a brillare nei circuiti più tortuosi, dove pagava in velocità in curva rispetto alle concorrenti. Il risultato migliore, in un circuito di potenza come Monza (22 punti totali per la squadra), non è abbastanza per compensare le grandi delusioni della stagione, prima fra tutte Hockenheim.

Renault f1 2019

Le responsabilità

Nel 2019, né motore, né vettura, né piloti hanno davvero convinto in casa Renault. Una complessiva mancanza di affidabilità dell’unità Renault ha spinto anche McLaren, dopo Red Bull, ad abbandonare la casa francese, rendendola di fatto l’unico Costruttore senza clienti nel circus. La riforma nel reparto design era attesa e decisamente necessaria, ed è puntualmente arrivata. Le dimissioni di Nick Chester dopo 20 anni di onorato servizio a Enstone fanno parte di un piano di “ristrutturazione generale” in vista delle prossime stagioni. Ed è forse anche Esteban Ocon la chiave delle aspettative Renault?

Il calibro dei piloti Renault per la stagione appena conclusa era sicuramente di tutto rispetto. La loro gestione da parte di Cyril Abiteboul, tuttavia, non è forse stata delle più oculate. A dispetto di quanto sembrino dire i risultati, infatti, Daniel Ricciardo non ha brillato come avrebbe dovuto, e la perdita di Nico Hulkenberg potrebbe costar caro al team. Se infatti l’australiano è riuscito a prevalere in classifica, il tedesco è stato immediatamente relegato ad un ruolo di comprimario, vittima di strategie che spesso, nonostante la dichiarata intenzione di favorire il ben più blasonato (e pagato) Ricciardo, hanno finito per danneggiare la squadra.

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Il giudizio sulla “strana coppia”

Se volesse dare dei voti all’accoppiata Ricciardo-Hulkenberg, chi vi scrive promuoverebbe il primo con appena la sufficienza. Per quanto possa essere un giudizio impopolare, invece, il tedesco merita un pieno sette, che ne premi la resilienza e ne commemori il commiato. La scelta di Esteban Ocon come nuovo pilota per la stagione 2020 è tutt’altro che insensata, data la sua giovane età e il suo palese talento, ma è anche spiccatamente e dichiaratamente politica. La necessità per Renault di trovare supporto in madrepatria è comprensibile, anche in vista dei guai finanziari e legali del brand automotive, ma rischia di porre un freno al reparto corse: a chi fra i due, infatti, affidare lo sviluppo della vettura 2020? E con che esito? Queste risposte, come sempre, ci saranno concesse solo a Barcellona.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, studentessa di Giurisprudenza, blogger su @theracingchick. Ho un occhio di riguardo per Endurance, competizioni GT, Formula 1 e Formula E.