F1 | Analisi di fine stagione: Red Bull, questione di equilibrio

Con il termine della stagione 2019 arriva il momento di trarre tutte le conclusioni del caso, di fare i consueti bilanci e di stabilire dove e come i team potranno migliorare in vista del 2020. Oggi ci occupiamo della Red Bull, la scuderia capitanata da Christian Horner che non è certo stata fuori dai riflettori per tutta la durata della stagione.

Red Bull analisi stagione
Foto Red Bull

L’inizio: Verstappen e Gasly Red Bull analisi stagione

La stagione 2019 della Red Bull comincia senza grossi intoppi, con Max Verstappen sul gradino più basso del podio del Gran Premio d’Australia,;e continua su una linea molto costante: Verstappen capitalizza fino al quarto posto, a cui per le prime gare sembra abbonato, su una monoposto da cui certamente non è ancora stato spremuto tutto; dietro, eterno inseguitore – anche a diverse posizioni di distanza – Pierre Gasly,;che inizia a suscitare dubbi in Horner e Marko a causa delle prestazioni piuttosto deludenti rispetto al compagno di squadra. Nel frattempo, la scuderia lavora sodo per portare a termine la lunga transizione a Honda, ottenendo buoni risultati.

In Austria, mentre il francese ottiene la settima piazza, Verstappen vince il Gran Premio,;per tornare sul gradino più alto del podio a pochissima distanza, nel pazzo GP di Germania. Gasly, in quell’occasione sicuramente particolare, non finisce la gara. La differenza prestazionale tra i due si fa violentemente chiara, al punto da convincere i vertici della scuderia austriaca a retrocedere il francese in Toro Rosso. Doccia fredda per Gasly, che nella pausa estiva vede il sogno sfumare, e gran sorpresa per il rookie Alex Albon,;che con appena metà stagione di Formula 1 all’attivo viene promosso in un top team del calibro della Red Bull,;a fianco di un coetaneo con un bagaglio di esperienza nettamente più ampio. Red Bull analisi stagione

La svolta: da Gasly ad Albon

La seconda metà di stagione in casa Red Bull inizia con una certa pressione sulla squadra,;specialmente su Alex Albon che, appena arrivato alla massima categoria, si vede catapultato in un top team. In Belgio, al primo Gran Premio con indosso i colori Red Bull, Albon ottiene il quinto posto, confermandosi in linea con la performance delle gare precedenti. Il suo miglior piazzamento resta un quarto posto in Giappone, mentre sono molto più frequenti il quinto e il sesto posto.

Verstappen, che nel corso della prima metà di stagione dimostra una maturità che negli anni precedenti gli era indubbiamente mancata, si dedica alla costanza più che alle pazzie in pista,;e viene premiato: le vittorie della Red Bull nel 2019 sono tre, tutte e tre a opera di Max. L’ultima arriva in Brasile, dove la monoposto è così competitiva che anche Albon punta a un podio pressoché sicuro,;finché un errore di Hamilton non lo relega addirittura in quattordicesima piazza. I presupposti, in ogni caso, c’erano tutti, e un potenziale doppio podio per la squadra austriaca è un segnale forte e un monito alle altre squadre, Ferrari in primis. La Red Bull, infatti, ottiene il terzo posto nel costruttori, staccata di meno di 100 punti dal Cavallino, ma con in più un cambio interno che ha indubbiamente scombussolato gli equilibri, almeno inizialmente.

Voto alla stagione

Al 2019 della Red Bull ci sentiamo di dare un 7.5 (di incoraggiamento, badate bene), che si avvicina all’8 se pensiamo a come i vertici hanno gestito – nella maniera più pulita possibile – lo swap tra Gasly ed Albon. Non il massimo quanto a delicatezza, certo, ma l’obiettivo qui era capitalizzare, e la gestione di un passaggio tanto delicato è certamente ben riuscita. Gara dopo gara, inoltre, specialmente dal Belgio in poi, abbiamo visto una monoposto più competitiva, con una power unit in grado di impensierire – di rado e mai con la costanza tedesca, ma pur sempre di impensierire – una Mercedes semplicemente inarrivabile. Abbiamo potuto testimoniare un Verstappen maturo, più consapevole e più concentrato su un obiettivo a lungo termine. E non è cosa da poco. Abbiamo potuto testimoniare un Albon già mentalmente pronto per la sfida che gli è stata proposta. Non veloce quanto il compagno, ma sicuramente pronto.

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Resta da vedere come si evolverà la progettazione della monoposto 2020, ora che il momento di transizione si può dire concluso, e quali sorprese ci riserveranno i due piloti. Piloti che, ricordiamo, da poco più che ventenni non possono che essere premiati per l’autogestione nell’ottica del bene della squadra.

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Martina Andreetta

Studentessa di lingue e comunicazione con una grande passione per il motorsport. Un giorno sogno di far parte di questo mondo.