F1| Analisi di fine stagione – Williams’ Inferno

Calato il sipario sulla stagione 2018 di Formula 1, è tempo di bilanci anche in casa Williams. Abbiamo tentato di tirare le fila ed analizzare una stagione certamente difficile, che ha visto la scuderia inglese relegata all’ultimo posto della classifica costruttori e della classifica piloti con Sergey Sirotkin, cercando di comprendere le cause delle evidenti difficoltà del team di Grove. analisi stagione Williams analisi stagione Williams

Foto: williamsf1.com

Prima parte di stagione

La stagione della scuderia parte in salita ancor prima dell’inizio del campionato. Il 27  Febbraio 2018, pochi giorni dopo la presentazione della FW41, Martini annuncia infatti la fine del contratto di sponsorizzazione con  Williams al termine dell’anno e il definitivo addio al Circus. Sicuramente un duro colpo per la casa di Grove, nonostante il supporto finanziario portato alla scuderia da SMP Racing con l’arrivo dell’esordiente russo Sergey Sirotkin al fianco di Lance Stroll. analisi stagione Williams analisi stagione Williams

Sergey Sirotkin – Foto: williamsf1.com

Domenica 25 Marzo prende ufficialmente avvio la 69a edizione del Campionato mondiale di Formula Uno con il Gran Premio di Australia. L’esordio della scuderia inglese è subito difficile: Sirotkin, alla sua gara di debutto nella massima serie, è costretto al ritiro poco dopo l’inizio della gara a causa di un’avaria ai freni causata dal surriscaldamento. Stroll non riesce invece ad andare oltre la diciottesima piazza.

Negativi risultano anche gli esiti dei successivi due GP (Bahrain e Cina), nei quali Stroll e Sirotkin collezionano, rispettivamente, due quattordicesimi e due quindicesimi posti.

I primi quattro punti iridati arrivano al GP di Azerbaijan grazie all’ottavo posto ottenuto da Lance Stroll. Esito che risulterà essere il miglior piazzamento del team nella stagione 2018.

I problemi aerodinamici

Le deludenti prestazioni della FW41 nelle prime sei gare di campionato portano Paddy Lowe ad una pesante riorganizzazione in corso d’opera all’interno del team tecnico di Grove: il capo progettista Ed Wood abbandona il team all’inizio di maggio, mentre il responsabile dell’aerodinamica ex-Ferrari Dirk de Beer prende commiato dalla scuderia inglese alla fine dello stesso mese.

Il testimone viene lasciato, rispettivamente, a Doug McKiernan e  Dave Wheater, che raccolgono l’ardua sfida di rimettere in sesto l’aerodinamica della vettura. I problemi che affliggono l’ultima nata della scuderia di Sir Frank sono stati causati dal tentativo portato avanti da de Beer di passare dalle soluzioni a basso carico adottate fin dal 2014 ad una scelta aerodinamica più aggressiva che garantisse alla monoposto passo anche nei circuiti ad alta deportanza (circuiti “lenti”, come ad esempio Montecarlo).

Il risultato ha però deluso fortemente le aspettative: come già evidenziato dai test pre-stagionali di Barcellona, la monoposto soffre infatti di perdite di deportanza in curva.

Lo stesso Robert Kubica, terzo pilota Williams per il 2018, al suo ritorno al volante di una monoposto di Formula Uno dal lontano 2010 (precisamente, dal GP di Abu Dhabi, disputatosi tre mesi prima del drammatico incidente che lo ha portato lontano dalla scena motoristica per diverso tempo) in occasione delle prove libere 1 del GP di Spagna, non ha potuto celare le difficoltà in pista della FW41, lamentando problemi di bilanciamento:

Mi sentivo imbarazzato nel guidare questa vettura perché era poco maneggevole e mi sentivo davvero lento in alcuni punti. Ma non potevamo fare di più.

Robert Kubica impegnato nelle FP1 del GP di Spagna- Foto: williamsf1.com

Seconda parte di stagione

Il team deve attendere il Gran Premio d’Italia per entrare nuovamente in zona punti, questa volta con entrambe le monoposto: Stroll ottiene infatti la nona posizione, mentre Sirotkin, conquistando la decima piazza, si accaparra il suo primo (e finora unico) punto nella classe regina.

I due piloti sono poi rimasti relegati nelle retrovie in tutti e sette i rimanenti appuntamenti, rimanendo costantemente fuori dalla zona punti.

Inoltre, a due gare dalla fine del campionato, in casa Williams è tempo di ulteriori addii: ad annunciare il suo commiato dall’Oxfordshire al termine della stagione è questa volta il responsabile dell’area Performance Engineering Rob Smedley.

Allo spegnersi delle variopinte luci del Circus sulla stagione 2018 di Formula Uno, la storica scuderia fondata da Sir Frank Williams e Sir Patrick Head si ferma a soli sette punti costruttori, relegata a mesto fanalino di coda di entrambe le classifiche iridate.

Direzione 2019

Calato il sipario sul 2018, l’attenzione del team di Grove si proietta al 2019. Il primo nodo da sciogliere è la scelta dei due piloti titolari per la prossima stagione: vengono così ingaggiati Robert Kubica e George Russell.

Il primo, pilota di grande esperienza, ritorna nella massima serie dopo l’abbandono forzato causato dal terribile incidente al rally di Andora nel Febbraio 2011 che lo costrinse ad una lenta e dolorosa riabilitazione a causa dei pesanti traumi riportati all’arto superiore destro.

Il secondo, giovane pilota del vivaio Mercedes, giunge alla classe regina da campione uscente di Formula 2 e accompagnato da tanta voglia di mettersi in gioco.

Robert Kubica e George Russell – Foto: williamsf1.com




L’analisi di Paddy Lowe

In una lunga intervista rilasciata a Racer, il direttore tecnico Paddy Lowe ha svolto un’accurata analisi della stagione della sua scuderia.

Paddy Lowe – Foto: williamsf1.com

L’ingegnere britannico approdato a Grove a Marzo del 2017 ha infatti affermato:

È stata una stagione dura per la squadra, per i piloti e per la competitività in generale. Non è facile in questo sport recuperare velocemente. Più incappavamo in problemi, più scoprivamo strade che ci portavano ad altre difficoltà e più alcune di queste risultavano profondamente radicate.”

“Tutto ciò ci ha portato a precise conclusioni. Nonostante la scuderia si sia trovata per un decennio a lottare per la parte centrale della classifica – ottenendo anche una vittoria nel 2012 e disputando una grande stagione nel 2014 – le effettive fondamenta della squadra non fossero state poste con la giusta solidità per giungere ad una concreta possibilità di tornare a vincere.”

“Dunque, ciò che questa stagione ha messo sotto l’evidenza di tutti è che c’è tanto lavoro da fare. Sono necessari cambiamenti a tutti i livelli sia per raggiungere che per superare ciò che gli altri stanno facendo. Ed è un processo che abbiamo appena iniziato.”

“In questi 18 mesi ho imparato un’importante lezione: nella mia carriera ho avuto sempre la fortuna di lavorare per un team che era in cima, o quasi, alla griglia. Ciò comporta un determinato modo di lavorare. Ho commesso l’errore di arrivare in Williams con quell’impostazione di lavoro e pensare che ci fossero solamente poche cose da sistemare per poter migliorare le cose. Si tratta invece di un progetto molto più grande.

Agli osservatori esterni non resta che augurare buon lavoro a Mr. Lowe. L’augurio più grande è quello di poter prima o poi vedere la scuderia che un tempo fu di Mansell, Prost e Piquet intraprendere, come il personaggio Dante nella sua Commedia, il lento cammino di risalita dalle lande desolate dell’ Inferno delle ultime posizioni al Lete di un Purgatorio di speranza.

Foto: williamsf1.com

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