F1 | Analisi di metà stagione Renault: tornare ad essere competitivi

Questa pausa estiva ha sicuramente visto la scuderia francese protagonista del mercato piloti, assicurandosi inaspettatamente Daniel Ricciardo per il 2019. Il campionato 2018, però, non è ancora finito. È arrivato il momento di vedere insieme i progressi fatti dalla squadra nel terzo appuntamento del nostro ciclo di analisi di metà stagione.

credits: Renault Sport Formula One Team

Prestazioni previste dopo i test

Dopo il nuovo ingresso in Formula 1 nel 2016 come works team, in seguito all’acquisizione di Lotus, Renault non era ancora riuscita a portare in pista una macchina competitiva, nonostante un leggero miglioramento nel 2017 (dovuto, soprattutto, alle abilità di guida di Nico Hulkenberg). I test pre-stagionali a Barcellona, fortunatamente, mostrano una R.S. 18 affidabile, discretamente veloce, in grado di adattare il suo assetto anche nelle non splendide condizioni meteorologiche di inizio marzo. I tempi segnati sono decisamente incoraggianti sia sul bagnato che sull’asciutto. Carlos Sainz, ancora in prestito da Red Bull, fa addirittura segnare il terzo tempo cronometrato nell’ultima giornata di test.

La coppia di piloti sembra funzionare e il programma viene completato con risultati soddisfacenti: la vera prova, però, arriva in gara. Andiamo adesso a vedere come Renault ha trasformato questi ipotetici buoni risultati in preziosi piazzamenti a punti.

credits: Renault Sport Formula 1 Team

Reali prestazioni

Subito entusiasmanti i risultati all’Albert Park, nell’appuntamento del Gran Premio di Australia. Nico si piazza settimo, appena dietro i piloti dei top team (e ad un’incredibile McLaren in quinta posizione), Carlos chiude la zona punti con un decimo posto. La macchina è affidabile, come già dimostrato nei test, e l’abilità dei due piloti fa presagire un campionato interessante.

In Bahrain le prestazioni precedenti quasi si ripetono, con il tedesco sesto e lo spagnolo appena fuori dalla zona punti. Alcune prime avvisaglie mettono però in allarme i più attenti tifosi: un doppio DNF delle Red Bull, motorizzate Renault, sembra poter far immaginare una sorta di tonfo del team francese. Questi sospetti vengono rapidamente scacciati in Cina, dove Ricciardo si prende una vittoria strepitosa e le Renault finiscono sesta (Hulkenberg) e nona (Sainz).

Baku, Gran Premio molto impegnativo per tutti i piloti sin dal suo inserimento in calendario, vede sorti alterne per i due piloti. Nico va a muro a causa dell’oggettiva mancanza di spazio in pista, mentre Carlos riesce a prendersi un fantastico quinto posto, in una gara comunque caratterizzata, come sempre, da numerosi ritiri, imprevisti ed incidenti. Simili le sorti in Spagna, dove The Hulk soffre un altro DNF e il suo compagno spagnolo si piazza sesto.

I primi problemi

Risultati simili si susseguono nelle gare successive, con la costante del netto vantaggio di Hulkenberg su Sainz e dei ripetuti piazzamenti a punti di entrambi. Le gare più difficili per il team si dimostrano L’Austria, con un altro DNF dello sfortunato Nico e un P12 per il compagno spagnolo, e l’Ungheria, ultimo appuntamento prima della pausa estiva. In un weekend caratterizzato da una qualifica da cardiopalma, la strategia premia Carlos Sainz, che conquista un inaspettato quinto posto sulla griglia di partenza (e inevitabilmente finisce nono) ma distrugge la gara di Hulkenberg. Il tedesco si qualifica molto indietro e non riesce ad andare oltre la dodicesima posizione finale in un circuito dai sorpassi difficili.

A metà stagione Renault si trova saldamente al quarto posto del Campionato Costruttori, pur se notevolmente distanziata dai top team, e non sembra (per ora) temere la minaccia Haas.

Reattività nel trovare l’assetto ideale e la strategia

credits: Renault Sport Formula 1 Team

La scuderia francese si sta sicuramente distinguendo per il grande lavoro in termini di affidabilità e di gestione gara. I DNF sono al momento pochi se paragonati ad altri team di metà classifica, e praticamente nessuno è dovuto a engine failure o perdite di potenza. Il passo gara rimane costante e sia i piloti che il team si adattano facilmente ai cambiamenti in pista: raramente Renault ha sbagliato strategia ai pit o ha fatto una scelta improvvida con le gomme.

L’unica vera minaccia al loro quarto posto sembra essere una sorprendente Haas, che pur essendo un client team gode dell’eccezionale motore Ferrari. Nonostante questo, nel confronto diretto il muretto e i piloti Renault hanno sempre mantenuto una freddezza e un equilibrio spesso mancato alla scuderia americana. I numerosi (e a tratti imbarazzanti) errori in Haas non hanno trovato una controparte in Renault, che ha sempre adattato la sua strategia in pista e in qualifica rapidamente.


Confronto rispetto all’anno scorso

È quasi crudele confrontare monoposto e piloti Renault 2017 con i risultati del 2018. La vettura, decisamente meno affidabile rispetto alla R.S. 2018, non ha consentito neanche a un pilota di indiscusso talento come Nico Hulkenberg di ottenere i piazzamenti a punti che meritava. Chiudendo la stagione con soli 43 punti e ben sette DNF, il tedesco aveva avuto una stagione ancora più deludente della difficile annata 2016, dove comunque aveva messo in saccoccia 30 punti in più.

Sarebbe meglio soprassedere, poi, sulle prestazioni di Jolyon Palmer, sostituito infatti addirittura durante la stagione dall’attuale Carlos Sainz. Il confronto con il passato è impietoso per il 2017, estremamente positivo per il 2018: a metà campionato, infatti, la scuderia può vantare già 30 punti in più rispetto alla chiusura della stagione 2017. La macchina ha fatto enormi progressi in termini di passo gara, velocità di punta e affidabilità, e i piloti hanno decisamente fatto la loro parte.

Aree migliori e aree peggiori

Al di là della mille volte ripetuta (e confermata) affidabilità della power unit francese (almeno finché è montata in un telaio giallo…), gli aspetti più lodevoli del lavoro della scuderia si trovano, incredibilmente, proprio nel capitale umano. La squadra è coesa e lavora in evidente sinergia, tanto da portare un team sostanzialmente rinato due anni fa verso un risultato estremamente positivo, e da convincere un pilota del calibro di Daniel Ricciardo del loro enorme potenziale.

Le strategie di gara sono quasi sempre accurate e portano a risultati costanti, il che è il migliore sintomo della salute di una scuderia. Risultati, peraltro, che per ora sono il meglio che si possa ottenere. Il lavoro aerodinamico Red Bull è al momento imbattibile, ed è assolutamente impossibile fare un confronto con la potenza Ferrari e Mercedes.

Le aree peggiori sono rappresentate, si potrebbe dire, dal contraltare dei successi: la scuderia ha ancora un notevole potenziale inespresso, e la costanza dei suoi risultati non sembra indicare un particolare impegno nello sviluppo mid-season della vettura: se scuderie come la Sauber hanno fatto un enorme balzo in avanti anche solo dall’inizio della stagione, il rischio che Renault si culli sugli allori è forte. L’aerodinamica della vettura non è sicuramente fra le più efficienti e quasi non è stata modificata da inizio campionato. È palese che per ora i francesi stiano puntando allo sviluppo del motore: scelta legittima, ma su cui si deve riflettere per la prossima stagione.

Possibilità di miglioramento per il resto della stagione

Al momento, Renault deve puntare a migliorare la vettura per tenere quanto più ampio il margine nel Campionato Costruttori con l’incombente Haas, e possibilmente tenere alto il morale di Carlos Sainz, adesso definitivamente messo da parte e con un distacco di oltre venti punti dal compagno di squadra. Siamo giunti in una fase del campionato in cui non ci si possono permettere errori di alcun tipo. Renault deve continuare sulla strada di sinergia ed efficienza strategica che Cyril Abitelbou ha costruito finora, e lavorare con impegno sul già discreto motore.

Perdere la fornitura Red Bull a favore di Honda deve avere come conseguenza una prova di forza dei francesi, che devono dimostrare di essere un fornitore all’altezza che non penalizza eccessivamente i team clienti. D’altronde, è il momento di provare a Daniel Ricciardo che la sua è stata e sarà una scommessa vincente, anche dopo il 2020 e perfino in vista di un titolo mondiale. I francesi ne sono capaci, come lo sono stati in passato.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo la Formula 1 sul blog Instagram @theracingchick.