F1 | Analisi di metà stagione – Una realtà dis(haas)strosa

Continuamo la nostra rubrica estiva con l’analisi della prima parte di stagione della Haas: tante le aspettative alla vigilia, tanta la delusione della dura realtà. Il team, dopo 12 gare, occupa soltanto la penultima posizione in campionato Haas Analisi Metà Stagione

Credits: Sky Sport

Bilancio stagionale

Sembrava avere tutte;le carte in regola per lottare per il titolo della F1.5, ma qualcosa non ha funzionato. Più di una cosa.
Gli ingranaggi del team americano non sembrano oliati a dovere, con troppi inconvenienti in troppe aree della squadra, a partire dal;rapporto tra i due piloti, passando da uno sviluppo tecnico totalmente fuori strada, fino allo psicodramma con il main sponsor Rich Energy. Haas Analisi Metà Stagione

I test invernali avevano nutrito il legittimo ottimismo figlio della solida stagione 2018 appena lasciata alle spalle: il passo dimostrato sul tracciato spagnolo dalla VF-19 era parso solido e perfettamente in linea – se non migliore – con gli;altri team del centro gruppo. Le qualifiche di Melbourne hanno regalato al team americano la sensazione che il duro lavoro invernale avesse effettivamente dato i suoi frutti: 6° e 7° posizione in griglia a soli 4 decimi dalla Ferrari di Leclerc, un risultato da incorniciare in fabbrica. Haas Analisi Metà Stagione

Ma poi la situazione ha iniziato a precipitare: nonostante gli 8 punti conquistati da Magnussen a fine corsa, la gara per il team americano ha un sapore agrodolce, con il ritiro di Grosjean causato da un fissaggio non corretto dell’anteriore;sinistra, un amaro dejà vù dell’edizione 2018. E archiviata l’Australia, il buio è definitivamente calato sulla scuderia americana: nelle restanti undici gare, la Haas ha collezionato a malapena 26 punti, un bilancio deludente che pone la squadra soltanto davanti alla Williams, team mai realmente scesa in pista finora.

Reattività nel trovare il giusto assetto: uno sviluppo tecnico drammatico Haas Analisi Metà Stagione

Come si diceva, sono diverse le ragioni imputabili alla mancanza di rendimento della squadra, ma su tutte lo sviluppo tecnico sta giocando un ruolo determinante. I diretti competitor della Haas hanno portato costantemente;aggiornamenti che hanno interessato tutte le aree della monoposto, migliorando sensibilmente le prestazioni: il team americano non è stato da meno, ma la vettura invece che progredire ha paradossalmente fatto passi indietro, diventando man mano più nervosa e complicata da comprendere. La drammatica situazione è culminata con l’incredibile decisione presa proprio nell’ultimo appuntamento prima della pausa. Grosjean è sceso in pista con le specifiche di Melbourne, una scelta paradossale, ma ancor più;paradossale è stato l’esito dell’esperimento: un’incredibile 8° posizione conquistata in qualifica ad un solo secondo dal tempo segnato da Vettel, con una monoposto il cui ultimo aggiornamento risaliva 5 mesi prima. Un chiaro segnale dell’effettiva bontà delle basi della VF-19, purtroppo mal coltivate nel corso della stagione.

Scintille tra i piloti

A complicare il quadro ci hanno pensato Magnussen e Grosjean, spesso non collaborativi e con poco spirito di squadra: i due sono;arrivati al contatto in diverse occasioni, spingendo il Team Principal Steiner a controllare la situazione con ordini di scuderia indesiderati.

In Spagna i due hanno rischiato più di volte di concludere rovinosamente la corsa con manovre azzardate e al limite del fair play tra compagni di scuderia, in quella che forse era l’unica parentesi positiva della stagione in termini di prestazione.

Magnussen spinge fuori pista Grosjean – F1

A Silverstone la storia si è ripetuta, ma questa volta si è materializzato il peggiore degli esiti: un contatto tra Grosjean e Magnussen nel corso del primo giro ha segnato la fine delle gare di entrambi, un doppio ritiro pesantissimo in una gara dove le due vetture avrebbero avuto l’opportunità di segnare punti preziosi.

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La foratura di Grosjean in seguito al contatto – F1

Non sufficientemente soddisfatti, la coppia ci ha riprovato nel primo momento possibile: nel corso del successivo appuntamento in Germania, le due Haas si sono nuovamente toccate in una corsa dove toccarsi proprio non conveniva, vista la ghiotta possibilità di accumulare punti. Per loro fortuna, Grosjean e Magnussen hanno evitato l’ira di Steiner grazie ad un doppio piazzamento a punti, anche se, visto il podio di Kvyat con la Toro Rosso, in palio c’era ben altro di una 7° e 8° posizione.

La rabbia di Grosjean dopo il contatto

Oltre ai contatti, diversi sono;stati gli errori commessi dai due piloti, su tutti il clamoroso incidente di Grosjean in pit lane a Silverstone: il francese non ha prestato attenzione in uscita della corsia box e ha impattato violentemente contro il guard rail, distruggento, per altro, anche l’unica ala della nuova specifica a disposizione del;team. Cali di concentrazione che rappresentano una recidiva per il francese dopo il clamoroso crash in regime di safety car della passata stagione

Confronto rispetto allo scorso anno

Totalmente impietoso: lo scorso anno, dopo 12 gare, la Haas era in piena lotta con la Renault per il quarto posto in classifica costruttori con 66 punti, e non fosse per il;clamoroso doppio ritiro di Melbourne, sarebbe andata in vacanza in cima alla classifica “degli altri”.
A parità di corse, la VF-19 ha invece collezionato soltanto 26 punti, meno della metà del 2018. Ma ciò che più destabilizza la squadra è la luce che nemmeno si intravede in fondo al tunnel, con le due vetture che a Spa scenderanno in pista entrambe con le specifiche di Melbourne.




Il giallo di Rich Energy

Come non bastasse, anche problematiche con il main sponsor hanno contribuito a peggiorare il quadro già complicato della scuderia: l’ex CEO di Rich Energy William Storey, unico detentore delle chiavi d’accesso dell’account Twitter ufficiale, ha inscenato un brusco divorzio con la scuderia tramite un duro Tweet, “Ci aspettavamo di;lottare con Red Bull e invece abbiamo concluso dietro una WIlliams”, scatenando il caos tra gli addetti ai lavori. Soltanto qualche ora più tardi sono giunte formali spiegazioni dal main sponsor: Storey, licenziato per contrasti con i principali azionisti di Rich Energy, ha ben deciso di giocare un brutto scherzo con un tweet di cattivo gusto.

Movimenti di mercato

Si è vociferato tanto nelle ultime settimane di una possibile sostituzione di Grosjean in pieno stile Red Bull, nel corso del campionato, con un inverosimile benvenuto ad Ocon nel team americano. Sembrerebbe addirittura che;Steiner, imbufalito per il clamoroso doppio ritiro a Silverstone, avesse chiesto a Gene Haas il permesso di licenziare di netto il pilota francese. Tuttavia non abbiamo conferme che effettivamente qualcosa stia bollendo in pentola, e considerando le difficoltà del team, sarebbe anche un momento inappropriato per un;intervento così invasivo. Certo è che Grosjean deve alzare l’asticella nella seconda metà di stagione se non vuole ritrovarsi senza sedile per il 2020.

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Ilaria Vimercati

Studentessa in Scienze dei Servizi Giuridici, coltivo una forte passione per la Formula 1. Sono amante della velocità, del brivido delle corse e del senso di libertà.