F1 | Analisi di fine stagione: il bilancio Ferrari

Inizia oggi su F1ingenerale una serie di articoli che ci porterà ad analizzare, numeri alla mano, il rendimento delle scuderie nell’appena conclusa stagione 2018. Considerazioni che esulano da fatti e statistiche trovano il loro spazio nell’apprezzata Rubrica Fellon: cerchiamo, in questa sede, di fornire un quadro oggettivo e completo. Era impossibile non cominciare con il Cavallino Rampante, autore di una stagione spaccata a metà. Vediamo insieme cosa ha funzionato e cosa si può migliorare per il prossimo campionato. F1 analisi Ferrari

2018, gioie e dolori F1 analisi Ferrari

Il debutto della SF71H appare subito promettente in quel di Montmelò, nei test prestagionali. Sia Raikkonen che Vettel sembrano in forma e fanno registrare ottimi tempi, spesso piazzandosi al primo posto nelle tabelle dei tempi cronometrati. Dedicandosi prevalentemente all’analisi delle nuove e più morbide mescole messe a disposizione da Pirelli per la stagione, la competitività della vettura si fa subito sentire. Si fa sentire anche rispetto a una Mercedes che quasi non ha bisogno di dimostrare nulla, spesso davanti al Cavallino, in questi test, anche con mescole due o tre volte più dure. F1 analisi ferrari

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La Gazzetta dello Sport

L’esordio in pista

Arriva la fine di marzo, e per la Scuderia è il momento del primo autentico confronto in pista. Le prestazioni a Melbourne non deludono e vedono Vettel e Raikkonen piazzarsi al primo e terzo posto, regalando la prima vittoria stagionale alla prima gara e un immediato e consistente vantaggio nel campionato costruttori. La Mercedes, infatti, deve accontentarsi di un secondo posto di Hamilton e un ottavo di Bottas (forse presagio di quella che sarebbe stata una delle sue peggiori stagioni). Un’altra vittoria regala grandi speranze ai tifosi di tutto il mondo in Bahrain, dove un inarrestabile Sebastian Vettel vince ancora, nonostante il ritiro di Raikkonen per un brutto incidente al pit stop.

Dopo la meno fortunata parentesi cinese, che vede Daniel Ricciardo trionfare e la Mercedes riguadagnare terreno nel costruttori, si arriva, come ormai di consueto, in Azerbaijan. Nonostante la competitività della vettura sul tracciato (Vettel aveva conquistato la pole position con quasi due decimi di margine su Hamilton), manca di nuovo la capitalizzazione del risultato. Kimi Raikkonen riesce a rendersi autore di una gara rispettabile, rimontando da sesto a secondo. Un errore del tedesco in staccata, bloccando e andando lungo nel tentativo di agganciare il leader della corsa Valtteri Bottas, lo confina invece fuori dal podio. Il finlandese sarà poi costretto a un rovinoso ritiro che lo priva di quella che sarebbe stata la sua prima vittoria stagionale.

I primi alti e bassi

L’appuntamento spagnolo è altrettando doloroso per Maranello, che soffre di una strategia fallimentare e di una gestione della vettura nettamente inferiore a Mercedes. Si può velocemente sorvolare anche su Monaco, tracciato in cui poco conta la potenza e tanto fa il miglior chassis del campionato, cioè quello Red Bull. Vettel, comunque, si dimostra in grado di ottime prestazioni, chiudendo con oltre 17 secondi di distacco su chi lo segue a podio, Lewis Hamilton. Raikkonen, inoltre, si conferma pilota di grande esperienza, affrontando senza difficoltà il connazionale in Mercedes e avvicinandosi pericolosamente a Hamilton.

Dopo la dolce (e assai inaspettata) vittoria in Canada, si apre un triple header a sorti alterne. Un inizio disastroso quello francese, che vede Vettel ancora una volta fuori dal podio per un suo errore in partenza; seguito dal consistente vantaggio guadagnato a Spielberg, con entrambe le rosse a podio e le Mercedes a 0 punti. Il culmine di quelle intense tre settimane giunge a Silverstone, dove Vettel si prende l’enorme soddisfazione di trionfare a casa di Hamilton e Raikkonen tiene Bottas lontano dal podio.

Il punto di svolta F1 analisi ferrari

Arriviamo a Hockenheim. A voler fare un’analisi oggettiva della prestazione della squadra, poco ci sarebbe da dire sulla Germania. Una qualifica conquistata con una grande prestazione, assistita da una strategia di gara che incredibilmente sembra premiare le rosse anche sotto la pioggia. Arriva poi l’errore di Vettel, il terzo (fatti alla mano) nella stagione, quello che fa più male perché proprio davanti al suo pubblico. Il tedesco va a muro da leader della corsa, e Hamilton, affamato come non mai, vince in rimonta dalla quattordicesima posizione. In Germania vediamo un Sebastian deluso e provato, che si sente l’unico colpevole per aver rovinato quella che sarebbe stata una vittoria importante per il campionato.

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Si arriva in Ungheria con una qualifica non particolarmente brillante, in quello che è un tracciato ostico e non particolarmente apprezzato per tutti, seguita comunque da una solida prestazione in gara, che regala a Maranello un altro doppio podio e preziosi punti dopo lo 0 di Sebastian. Si va quindi alla pausa estiva consapevoli che, per tenere testa alle Frecce d’Argento, il lavoro da fare è tanto. Il campionato, però, non sembra così irraggiungibile.

Il rientro dalla pausa estiva

Un’autentica prova di forza, quella del Cavallino in Belgio, macchiata solo da uno sfortunato e incolpevole ritiro per Kimi Raikkonen. La Ferrari trova una potenza che porta Sebastian Vettel, partito dalla seconda casella, a dominare la gara e a strappare quasi subito il primo posto a Hamilton. Il sorpasso di pura scia e potenza del tedesco sull’inglese rimane una delle immagini più belle del campionato, e questa vittoria continua a regalare speranze per la seconda metà di stagione. E resistono, queste speranze, fino alla domenica di Monza. Una bellissima qualifica che vede Kimi Raikkonen conquistare una pole inaspettata, seguito a ruota dal suo compagno di squadra, promettono bene per un grande ritorno della vittoria in rosso al Gran Premio d’Italia.

La fine del campionato?

Su queste speranze si abbatte come una mannaia un altro errore di Vettel, forse quello che più di tutti ha compromesso il campionato, se non  il suo morale. Un leggero contatto con Hamilton al primo giro lo costringe a una rimonta tutt’altro che piacevole per i tifosi sugli spalti. Raikkonen è costretto a dare tutto per salvare il salvabile, e si arrende solo quando le sue gomme sono davvero al limite. Singapore, Russia e Giappone possono sostanzialmente (e sfortunatamente) essere riassunti in poche righe: clamorosi errori di strategia e scelta gomme del muretto, una serie di upgrade aerodinamici falliti e la mancanza di lucidità che deriva da una situazione così nera di fatto compromettono definitivamente la stagione. Sarà Sebastian stesso a dire che è stata Singapore ad averlo davvero spezzato.

Il riscatto

Austin diventa quindi occasione di riscatto, non solo per una squadra che deve tornare a vincere, ma anche per un pilota che si vuole scrollare di;dosso tutte le critiche ricevute alla soglia dei 39 anni. Kimi Raikkonen si prende una vittoria importante negli Stati Uniti, che commuove gli appassionati a prescindere dalla fede sportiva, superando Hamilton, partito in pole, senza nemmeno grosse difficoltà.

Le ultime tre gare della stagione sono caratterizzate dalle polemiche di tutti contro tutti: i fori Mercedes, l’accondiscendenza di Bottas, l’instabilità di Vettel. Fatto sta che in Messico la Ferrari si prende un doppio podio, appena dietro all’irraggiungibile Verstappen. Vettel ritorna a mostrare tutta la lucidità di cui è capace con il secondo posto di Abu Dhabi, dopo i problemi tecnici (e non solo) in Brasile. Il campionato è perso, ma le basi ci sono.

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Cosa aspettarsi dal 2019 F1 analisi Ferrari

L’anno prossimo vedrà grossi cambiamenti nella categoria regina del Motorsport, e in Ferrari soprattutto. Il regolamento impone una stretta sullo sviluppo aerodinamico delle vetture, fra cui le semplificate ali anteriori che abbiamo visto in diverse prove libere e nei test di Abu Dhabi a fine stagione. Maranello dovrà risolvere i problemi in galleria del vento per evitare le tristi sorti degli upgrade di fine stagione. Dovrà fare i conti con un rimpasto nella dirigenza sportiva e nei box.

L’arrivo di Charles Leclerc, prodigio delle categorie minori e grande promessa alla sua stagione di esordio, sarà probabilmente la più importante novità per il Cavallino. Le indicazioni che derivano dai test di Abu Dhabi, per quanto indebitamente gonfiate dalla stampa, sono un buon punto di partenza per il riscatto Ferrari. Vettel e Leclerc, impegnati nelle due giornate di test, hanno evidenziato ancora una volta le ottime prestazioni della SF71H. Partendo dalla migliore vettura Ferrari degli ultimi anni, gli ingegneri italiani hanno adesso il compito di ottimizzare costi, tempi e sviluppo per regalare ai tifosi una stagione più serena.

Il team ha anche deciso di reinserire, dopo una breve assenza, la figura dello sporting director, nelle mani esperte dell’ex FIA Laurent Mekies. Maurizio Arrivabene, bersagliato dalle polemiche (di cui è anche stato parzialmente autore), deve difendere il suo operato. Troppo presto per dire se il 2019 sarà finalmente l’anno della rossa. Quello che possiamo dire, però, è che Sebastian Vettel non può farsi sfuggire l’occasione di lottare fino allo;stremo delle forze, in quello che potrebbe essere il suo ultimo anno utile per vincere il Mondiale che tanto desidera. Leclerc presto busserà alla sua porta.

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Aurora Dell'Agli

Classe 1997, appassionata di motori sin da bambina. Studio Giurisprudenza e nel tempo libero commento e analizzo la Formula 1 sul blog Instagram @theracingchick.