F1 | Analisi fine stagione 2020 – Ferrari, tra sofferenza ed insofferenza

La stagione appena conclusa è stata tra le più dure della storia del cavallino e la peggiore dall’inizio dell’era ibrida. Ripercorriamo insieme questa particolare annata e tiriamo in via definitiva le somme di questo drammatico 2020 della rossa

Ferrari2020
Davide Galli per F1inGenerale.com

Gli eventi susseguitosi negli ultimi 365 giorni hanno garantito a questo sciagurato 2020 un connotato di immortalità nelle memorie di ognuno di noi, e se vogliamo, i tifosi della Ferrari hanno certamente un motivo un più per volersi lasciare alle spalle questa particolare annata.
La Formula 1, per questi pazienti tifosi, non ha saputo allontanare gli impulsi negativi provenienti dalla difficile vita da pandemia: Ferrari, squadra che occupa un posto speciale nel cuore di molti italiani,  ha scelto proprio questo maledetto anno per completare una delle più brutte stagioni della sua storia, di fatto strappando motivi di felicità e rendendo inospitali le isole spensierate della Formula 1 dove in molti speravano di potersi rifugiare in questo difficile periodo

. E’ stata una stagione breve ma al tempo stesso interminabile, un’agonia che forse nemmeno il più pessimista avrebbe potuto immaginare. Proviamo a ripercorrere questo 2020 al fine di tirare le ultime somme, analizzare le cause e proiettarci verso la prossima stagione.

Tra difficoltà politiche e sportive: il 2020 della Ferrari è iniziato subito con il piede sbagliato

F1inGenerale.com era presente in loco, nella seconda settimana di test invernali di Barcellona, quando si è presentato il primo presagio della stagione che è stata. Sebbene la prima settimana di test avesse già lanciato primi timidi segnali di una SF1000 nata storta, gli ultimi tre giorni hanno fornito un’immagine dolorosamente più chiara. La conferenza stampa di Binotto a cui abbiamo preso parte, sul finire della sesta giornata di test, non lasciava scampo: “A Melbourne non per vincere“, la SF1000 non era competitiva a sufficienza per poter anche solo pensare alle vittoria. Scontato, ripensandoci nel gennaio 2021, ma all’epoca fu un boccone amaro.

Mentre poi ci apprestavamo a lasciare il circuito conclusa l’ultima giornata di test, un secondo presagio ha contribuito ulteriormente a delineare il quadro drammatico della SF1000: la FIA rende noto il famigerato “settlement agreement”, – il famoso patto Fia- Ferrari – che è andato a confermare i timori in tema potenza della Power Unit Ferrari. Tutt’ora non è chiaro il contenuto di questo agreement, ma come analizzato approfonditamente in questo articolo con tutta probabilità, nella sostanza, Ferrari ha rinunciato a quella soluzione tecnica che garantiva un deciso surplus di cavalli nel 2019.

Questa importante perdita – non prevista – di cavalli, annunciata nell’ultima giornata di test, si è poi rivelata essere una delle principali cause della debacle Ferrari: pensata con più potenza a disposizione, la SF1000 è andata in crisi nel momento in cui è ritrovata con meno cavalli, non riuscendo a compensare la crescita di drag figlia della ricerca di maggiore downforce nel corso dell’inverno.

In questo contesto si è poi aggiunto, qualche mese più avanti, il brusco addio a Vettel comunicato prima del via della stagione. Questa scelta, discutibile nei modi e nelle tempistiche, ha contribuito ad inquinare ulteriormente l’aria in casa Ferrari, che per gran parte della stagione è stata tutt’altro che salubre anche per questo importante fattore.

L’impatto con la dura realtà

La posticipazione della prima gara della stagione ha soltanto rimandato la resa dei conti, senza nemmeno permettere al team di poter sfruttare quei nuovi mesi a disposizione (marzo – luglio) per provare ad arginare i danni. Lo stop forzato delle fabbriche, imposto dalla FIA per gestire la pandemia, ha congelato la SF1000 alle condizioni dei test di Barcellona, giungendo quindi al primo appuntamento stagionale ancora estremamente acerba.

Sebbene il GP d’Austria 2020 si fosse concluso con una incredibile e fortunosa seconda posizione per Leclerc, l’impatto con la realtà è stato ancor più duro di quanto ci si aspettasse: Vettel escluso dal Q2 nelle qualifiche, Leclerc non riesce a piazzarsi sopra la settima piazza ad un secondo dalla pole, Ferrari si rivela essere una team che rema nel centrogriglia. E questa realtà fu dura da accettare per il team in primis, che è passato in poche ore dal terrore di ritrovarsi a mezzo secondo dalla pole position al concludere ad un secondo netto dal più veloce. Frustrazione. Tanta. Tanta frustrazione che ha trovato modo di concretizzarsi alla prima chance, nella tappa successiva del GP di Stiria.

Nelle qualifiche piove, e tante volte è proprio quando si presentano condizioni insidiose che i team in difficoltà riescono a tirare fuori qualcosa di speciale dal cappello. La SF1000, invece, scivola. Entrambi i piloti fuori dal Q3, con Leclerc per di più si ritrova dietro al proprio compagno. Al via dell’indomani l’atmosfera è carica di tensione negativa: un nervoso Leclerc tenta un improbabile attacco al proprio compagno in Curva 3, distruggendo la sua ala posteriore, la sua gara e la propria. Ferrari lascia l’Austria con un doppio ritiro e tanto tanto imbarazzo.

Il disperato tentativo di recupero

Ferrari non si è voluta subito arrendere. Tra la prima e la seconda tappa il team ha lavorato instancabilmente al fine di anticipare i primi sviluppi della SF1000 ma, come abbiamo visto, i risultati;non si sono presentati. “La SF1000 aggiornata non è competitiva quanto McLaren”, questo il verdetto di Vettel al termine del secondo GP. E l’Ungheria ha confermato definitamente l’impossibilità di salvare capra e cavoli: sebbene sul tracciato ad alto carico di Budapest la Ferrari si fosse comportata meglio rispetto a Spielberg soprattutto in qualifica (5° e 6° piazza), in gara Vettel conclude soltanto settimo, doppiato dai primi tre.

Con l’Ungheria, Ferrari decide di cancellare ogni pianificazione di aggiornamenti optando per una lunga e lenta analisi, al fine di comprendere le difficoltà e;tentare di risolverle più in là nella stagione. Ferrari intraprende così un lungo e doloroso percorso, privo o quasi di interventi sulla vettura, che l’ha portata a segnare record negativi, debacle impressionanti;ed un altro doppio ritiro, questa volta sul suolo di casa a Monza. Degna di nota, in questi primi mesi della stagione, soltanto la fortunosa tappa di Silverstone, gara nella quale Leclerc è riuscito a chiudere in terza posizione.

I risultati sono cominciati ad arrivare nella seconda parte

Sebbene sia necessario ricalibrare il significato di “risultati” ai più magri bottini a cui Ferrari poteva ambire nel 2020, questi hanno cominciato ad arrivare con maggior costanza nella;seconda parte di stagione, quando il team ha finalmente cominciato a mettere mano sulla vettura dopo svariati weekend di analisi. Dal Mugello – gara in cui Ferrari ha festeggiato il proprio millesimo Gran Premio con una livrea commemorativa – Leclerc ha avviato una serie di 7;risultati utili a punti (tra cui due quarti posti in Portogallo ed Istanbul) che hanno permesso al team di riavvicinarsi alle proprie rivali in campionato.

Miglioramenti sensibili dunque, che però non hanno mai portato la SF1000 a competere per i podi in gare ordinarie: l’unico acuto è arrivato nella sopracitata Istanbul, Gran;Premio nel quale, in condizioni insidiose, Vettel ha conquistato il suo primo podio stagionale e l’ultimo della sua carriera in Ferrari beffando Leclerc all’ultimo giro, vittima di un;proprio errore nel tentativo di sorpasso su Perez.

Ferrari Explain Why They Called Charles Leclerc Over Sebastian Vettel to Pit During Lap 6 of the Turkish Grand Prix - EssentiallySports

Finale in decrescendo Ferrari 2020

Complice lo stato di abbandono in cui la SF1000 è stata lasciata sul finire dell’anno, al fine di dedicare il 100% delle proprie risorse al 2021, la stagione si è poi conclusa in calando. Sull’ovale del Bahrain Leclerc si ritira dopo aver centrato Sergio Perez – poi vincitore del Gran Premio – e Vettel chiude fuori dalla zona punti. Ad Abu Dhabi, ultimo appuntamento stagionale, i due piloti chiudono ancora una volta entrambi fuori dalla zona punti con una prestazione decisamente;incolore.

Ferrari chiude la stagione lontano dalle proprie rivali in sesta posizione a ben 50 punti di distanza dalla Renault e davanti di 24 rispetto ad AlphaTauri che seguiva in settima. Leclerc, in una serratissima lotta con Sainz, Albon e Norris, conclude in settima posizione con un punto di vantaggio su Norris ed a 7 da Albon e Sainz. Vettel, quasi dimenticato, segna in totale soltanto 33 punti e finisce in 13esima posizione.

La peggior stagione dal 1980: i record negativi segnati dalla SF1000 nel 2020

La sesta posizione in campionato non è una piazza degna del nome Ferrari, non c’è bisogno di specificarlo. Era dal 1980 che Ferrari non concludeva un’annata così indietro in campionato, il peggiore risultato negli ultimi 40 anni nonché il secondo peggiore insieme al 1962, 1969 e 1973.

Il 2020 è stato generoso di vittorie per vari team con quattro squadre vincitrici (Mercedes, Red Bull, AlphaTauri, Racing Point): Ferrari, in questo contesto, non solo non è mai riuscita a;concludere un GP in prima posizione, non ha nemmeno condotto un singolo giro in testa ad uno dei 17 Gran Premi, qualcosa che era accaduto soltanto due volte (1973 e 1992).

Inoltre nel Gran Premio di Spa Ferrari ha segnato la peggior qualifica dal GP di Europa del 2012 con entrambe le vetture fuori dalla Q3. Infine, la debacle Ferrari a Monza, con il ritiro di entrambi i piloti, è stato il peggiore risultato sulla pista di casa dal 1995.

Vettel subisce il confronto con Leclerc Ferrari 2020

Mai come in questa stagione Vettel ha faticato rispetto al proprio compagno di squadra. In costante difficoltà di adattamento sulla SF1000, Vettel non è quasi mai riuscito a spuntarla né in gara né in qualifica, qualcosa di eclatante dal momento che il tedesco è unanimemente considerato uno dei migliori qualificatori della storia. In gara, esclusi i GP in cui Leclerc si è ritirato, Vettel ha concluso davanti al monegasco soltanto in Ungheria, Belgio ed Istanbul. Le difficoltà di Vettel sono ancor più evidenti se si guarda al numero di risultati a punti (7 gare su 17) ed al confronto in classifica rispetto a Leclerc (33 punti contro 98).

Lenta anche nei pit-stop Ferrari 2020

Il team di Maranello una volta eccelleva nel cambio gomme rispetto alle rivali, ma questa è una tendenza ormai lontana nel passato. Nel 2020 Ferrari è stato uno dei più lenti team;nei pit-stop della griglia, perdendo – secondo nostri calcoli – circa un minuto e 20 secondi in totale rispetto a Red Bull soltanto nelle operazioni ai box. La ragione sembra essere riconducibile alla struttura del dado che troppo spesso si spana durante l’avvitamento. Sebbene perdere 8 decimi in ogni singola sosta non sia qualcosa che può davvero comportare una posizione in più o in meno in campionato, questa carenza è tuttavia specchio;dell’attuale modo di lavorare nel team italiano: si è persa, ormai da anni, quella maniacale cura del dettaglio che un team vincente deve sempre mantenere.

Voto alla stagione: 3 Ferrari 2020

Il verdetto non può essere diverso. Ferrari è stata senz’ombra di dubbio il peggior team sulla griglia rispetto a quello che devono essere i risultati che competono ad un team come la rossa. Sono poche le cose che si salvano in questo 2020, ed anzi per pensarle è necessario un notevole sforzo intellettuale. Leclerc, con tutta probabilità, è stato l’unico punto fermo di questa stagione: sebbene debba ancora crescere sportivamente, il monegasco ha dimostrato anche quest’anno di sapere guidare oltre i limiti stringenti della vettura, confermando che quantomeno sul fronte piloti Ferrari è in buone mani.

Ma la macchina ce la deve mettere la squadra: l’anno prossimo il team si appresterà ad affrontare un’altra difficile stagione, ma con la certezza che peggio del 2020 difficilmente;si potrà fare. Il 2022 sarà invece l’occasione che si presenta una o due volte a decennio: si gira pagina regolarmente parlando, c’è la chance per ricominciare con il piede giusto. Se Ferrari saprà riorganizzarsi e ritrovare serenità, allora potrebbe essere finalmente l’anno giusto per ripartire. Se ciò non accadrà, Maranello potrebbe cadere in una delle peggiori crisi della sua storia.

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F1 | Analisi fine stagione 2020 Renault: presente e futuro.

Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"