F1 Analisi | Gasly, talento ed incostanza

Pierre Gasly ha impressionato in questa prima parte di stagione anche se le sue prestazioni sono state altalenanti. Il talento del vivaio Red Bull ha impressionato ed ora, insieme a Carlos Sainz, è candidato per il sedile di Daniel Ricciardo.

F1 Analisi | Gasly, talento ed incostanza
© Toro Rosso

Pierre Gasly approdato solo l’anno scorso in Formula 1, nel GP della Malesia, sta affrontando quella che è la sua prima stagione da titolare. Il francese non aveva ben impressionato nel 2017 se era riuscito a tenere testa a Sainz non era stato così con Hartley. Nel 2018 la tendenza si è nettamente invertita e il transalpino sta vincendo la lotta interna con il neozelandese.

La stagione per il giovane pilota della Toro Rosso non inizia nel migliore dei modi, nel GP d’Australia il suo motore Honda lo abbandona dopo appena 13 giri ma neanche in qualifica aveva brillato finendo ultimo a quasi 8 decimi da Hartley. Nel GP di Bahrain è un altro pilota e la Toro Rosso un’altra auto, Gasly fa 6° in qualifica e 4° in gara il miglior risultato del team di Faenza in questa stagione. Escluse le gare di Monaco e Ungheria dove torna in Q3 e in zona punti nelle restati il francese è sembrato opaco e poco incisivo.

In Canada paga la poca affidabilità della PU mentre in Germania la strategia errata del team.

Nel GP della Cina ha un’incomprensione con il compagno di scuderia e i due finiscono al contatto in curva 13, gara rovinata per entrambi e Gasly viene penalizzato di 10 secondi.

In Azerbaijan è protagonista insieme ad Hartley di un episodio più che pericoloso in qualifica. Un’altra incomprensione tra i due che rischiano di collidere in modo pesante. Il francese finisce dietro al compagno sia in qualifica che il gara, Hartley conquista anche un punto.

Nel GP di Spagna non può nulla per evitare la Haas del connazionale e abbandona subito la gara dopo un’ottima qualifica (13°).

In Francia il risultato è amaro finisce la qualifica 14°, il peggiore dei francesi, mentre in gara collide con Esteban Ocon con conseguente ritiro di entrambi al primo giro.

In Inghilterra arriva 10° al traguardo ma è penalizzato di 5 secondi per aver causato un’incidente con Perez, senza conseguenze, e viene declassato in 13° posizione.

© Toro Rosso

Confronto con il compagno di scuderia

Gasly è in vantaggio nel confronto con Hartley. Il francese è finito davanti al neozelandese 9 volte su 3 in qualifica conquistando anche più piazzamenti in Q3 (3 a 1). In gara è arrivato davanti 7 volte, centrando 3 volte, una in più ad Hartley, la zona punti. In questa prima parte di stagione Gasly è sembrato nettamente più veloce del compagno che sta trovando non poche difficoltà anche a causa dell’affidabilità di Honda.



Confronto tra 2017 e 2018

© Toro Rosso

Il francese ha iniziato la sua avventura in Formula 1 solo nel GP della Malesia 2017, disputando poi altri 4 GP con risultati discutibili. Gasly si è confrontato sia con Sainz che con Hartley nel finale di stagione. Se nella prima qualifica in F1 ha pagato pochi millesimi dallo spagnolo non è stato così in Giappone dove si è preso quasi un secondo. Non c’è confronto in gara poiché Sainz non ha completato entrambe. Saltata la tappa americana per provare a vincere la SuperFormula nell’ultima gara stagionale (poi non disputata) è tornato in pista nel GP del Messico. Sainz, accasatosi in Renault, ha lasciato spazio al campione WEC 2015 e 2017 Hartley.  Con quest’ultimo la sfida è equilibrata anche se sembra averne di più il neozelandese. Nell’ultima gara della stagione ad Abu Dhabi Gasly chiude nel peggior modo possibile con un testa coda da dilettante.

 

Nel 2018 è tutto un altro Gasly, il campione del mondo GP2 2016 sembra aver finalmente preso la mano con la F1 e già dai test pre stagionali inizia ad impressionare. Nella prima gara stagionale non fa molto bene ma nella seconda ottiene un risultato più che notevole. Ora il francese sembra aver preso la strada corretta ma c’è ancora molto da migliorare soprattutto se verrà scelto per sostituire Ricciardo.

Punti di forza

Pioggia: 6° nelle qualifiche del GP d’Ungheria, davanti a Max Verstappen e di quasi mezzo secondo. Il francese non può fare meglio di così, Sainz era troppo distante anche con il giro perfetto che ha fatto. Essersi messo dietro un “rain master” come Verstappen è già una grande conquista.

Punti deboli

Incostanza: Gasly è incostante, la maggior parte delle sue prestazioni sono nella media e vengono interrotte da qualche acuto (Bahrain, Monaco, Ungheria). Questo però non basta, se si vuole arrivare in alto bisogna dimostrare di essere costanti oppure gli ottimi risultati possono finire in secondo piano.

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Giada Di Somma

Ragazza appassionata di motorsport fin da bambina. Autrice su F1 in Generale e blogger su Instagram (_SV_05_).