F1 | Analisi fine stagione: L’annata d’oro della Mercedes

A pochi giorni dal gran finale di Abu Dhabi è tempo di tirare le somme sulla stagione d’oro del team di Brackley. Hamilton e Bottas promossi a (quasi) pieni voti in un’annata da incorniciare negli annali Mercedes. Dall’ottimo inizio al calo di prestazione di metà stagione. Tutto l’anno in breve del Dream Team dell’era ibrida.

Stagione Mercedes 2019
La coppia argentata ad Abu Dhabi

Non doveva essere il 2019 l’anno che avrebbe immatricolato nella storia della competizione l’ennesimo successo iridato, se ci fermassimo a prendere in analisi i test di Barcellona. Il fatto è che poi quello che conta sono sì anche le prove nel gelo catalano di febbraio, ma soprattutto (e di gran lunga) quanto accade in giro per gli autodromi di tutto il mondo. Stagione Mercedes 2019

In questo possiamo affermare che il gruppone super unito capitanato da Toto Wolff abbia centrato l’obiettivo che per l’appunto, solo trenta giorni prima di partire per l’Australia sembrava non essere del tutto raggiungibile. Il plot iniziato a Melbourne e conclusosi il primo dicembre ad Abu Dhabi ci ha raccontato quanto la Mercedes sia stata in grado di comandare, gestire e vincere per tutti gli otto mesi di “intrattenimento” targato Formula 1.

La prima metà di stagione

Inizio scoppiettante grazie a cinque doppiette filate, da Albert Park a Barcellona Mercedes è l’unica che fa la differenza, per il resto chi doveva mettere i bastoni tra le ruote ancora non si vede; Ferrari in balia di problemi di affidabilità mentre in casa Red Bull, fresca di Gasly a rimpiazzare Ricciardo volato in Renault fatica a ripetere i successi del 2018.

Il team di Brakley non ci mette molto a dimostrare quanto buon lavoro abbiano fatto nelle due factory di Brackley e Brixton; elemento chiave l’aerodinamica, vero e proprio punto forte di una monoposto capace di creare un dominio stile Ferrari-Schumacher. Poi Hamilton, fondamentale per creare il divario in classifica dai diretti avversari; capace di aggiudicarsi otto gare delle dodici disputate nei primi quattro mesi del campionato, delle quali si ricorda particolarmente la parabola fortunata del Bahrain (primo sotto la bandiera a scacchi grazie ai problemi sulla rossa di Leclerc), il finale di Montreal con il #44 promosso a vincitore per la retrocessione a secondo di Vettel. Stagione Mercedes 2019

Annata condita anche da qualche “incidente di percorso” seppur passeggero. Il disastro dell’Austria a giugno dove la macchina non ne voleva sapere di andare, per non parlare della festa con tanto di stile vintage preannunciata ad Hockenheim, poi clamorosamente “annullata” dalla figuraccia di Bottas contro le barriere ed Hamilton miracolosamente al nono posto.

Stagione Mercedes 2019
Hamilton pronto a scendere in pista

La seconda metà di stagione

Molto meno esaltante, ma sempre efficace per ottenere quel tanto che basta a vincere sia il campionato costruttori numero, il sesto di fila che quello piloti, con Hamilton che aggiunge il 2019 ai cinque già conquistati. Un ritorno dalle vacanze più complesso di quanto fatto nella prima parte stagionale almeno sulla carta; Spa parte subito come pista favorevolissima alla Ferrari la quale approfitta di un’aereodinamica che si sposa bene con lunghi rettilinei e curvoni in settima marcia, ma gli uomini di Toto rimangono al passo diversamente da quanto atteso in precedenza.

Complice una crescita progettuale sia di Red Bull che Ferrari, il duo Hamilton-Bottas mette a segno solo due doppiette, contro le sette delle prima metà. Il britannico sale sul gradino più alto del podio in tre occasioni, Russia, Messico ed Abu Dhabi, collezionando un secondo posto (quello con cui festeggia il mondiale in USA) e terzi posti a Monza e Suzuka. per quanto concerne Bottas, il cui anno era partito nel migliore dei modi, segna due vittorie a Suzuka ed Austin, due secondi e due terzi ritirandosi in Brasile soltanto. Stagione Mercedes 2019

Macchina Perfetta

Cosa si può dire ad un inisme di menti che danno vita ad un gioeiello tecnologico come la W10? Non sarebbe stata un impopolare opinione quella di considerare sotto le aspettative la prestazione della Mercedes ai test; poi la conferma ha spiazzato tutti, soprattutto i tifosi Ferrari che dopo l’apparente crisi invernale del fulmine grigio erano già prontia d innalzare il bandierone col cavallino rampante a festeggiare un ipotetico (quasi sconato) successo della Rossa.

La costanza della power unit ha reso i giochi più dolci, quando a scricchiolare era l’affidabilità del motore Ferrari. Il mondiale sembrava chiuso già a luglio, poi tre settimane di vacanze pare abbiano adagiato sugli allori la crew di Brackley; Belgio ed Italia tasti deboli del 2019, forse più spaventoso Spa per i primi colpi di tosse dati del motore Mercedes (Kubica a fumo nelle libere del venerdì). Il calo prestazionale aveva preso un’importanza più ampia a Singapore, dove proprio ne Lewis ne Valtteri avevano il passo dei primi. “Stiamo lavorando al 2020” ha affermato Wolff per parare alle domande scomode di chi chiedeva del perchè gli anglo-tedeschi avessero abbassato la guardia.

Progetto azzeccato anche per le scelte aerodinamiche, elemento di punta che ha fatto la differenza nei vari GP in Francia, Montecarlo, Baku e per un certo senso anche a Monza; proprio sulla pista di casa nostra Hamilton e Bottas colmavano il gap su Leclerc alla seconda di Lesmo, Ascari e Parabolica, le parti più lente del tracciato.

Tutto Liscio

Se esiste una voce nel dizionario in cui la direzione Mercedes quest’anno non ha mai toppato la si troverebbe nella pagina dedicata alla lettera “G” e si chiamerebbe “Gestione“. Dopo la scomparsa di Niki Lauda, grande figura di spicco e personalità nel box, a comandare e assicurarsi una buona condotta dei due piloti ci ha pensato sempre lui: Toto. Ai piloti è stato permesso di lottare libermente, fino a quando ad avere la meglio è stato il sei volte campione; molti meno “favori” a differenza della stagione precedente, più libertà di guida e tranquillità all’interno della squadra. Forse quell’ ingrediente che ha permesso di arrivare a quanto conquistato. Mercedes F1 2019

Stagione Mercedes 2019
Bottas festeggia i 25 punti a Suzuka

Voto

Come un’analisi che si rispetti ci sentiamo in dovere di esprimere un giudizio finale sull’operato dei due piloti Mercedes.

Hamilton | 9,5
Stagione strabiliante si, ma per arrivare alla perfezione (ovvero al 10) avrebbe dovuto far sparire i fantasmi dello Spielberg e ripetere quantomeno per non mettere in imbarazzo tutto il team davanti ai grandi capi, la prestazione di Hockenheim dell’anno prima. Per il resto sempre lì a “raccogliere” quando gli altri sbagliavano come un vero leone; in fatto a qualifiche forse poteva fare meglio (5 pole position vs le 7 di Leclerc) ma l’importante poi come si sa è chi arriva primo la domenica. Rockstar.

Bottas | 8
Vince all’esordio stagionale in Australia, replica a Baku poi ricompare là davanti a tutti nel GP del Giappone e ad Austin. Rinato in parte dopo la semi umiliazione in Russia nel 2018, sembrava essere lui in lizza per il mondiale ma il signore con la macchina gemella ha deciso di vivere i gran premi costantemente sull’onda dell “Hammer Time“. Poteva fare meglio sì soprattutto a metà anno, ma il suo ruolo sul contratto è quello di aiutare la squadra a portare punti per l’iride costruttori. E così ha fatto. Freddo.

Mercedes | 9,5
Perchè possa scrivere la parola “Eccellente” in pagella, come probabilmente avrete capito non esiste errore (grave) da commettere; 2019 come al solito da super protagonista, discorso aereodinamica a parte dove è parsa la forza più preparata, il mezzo punto che la relega ad appena sotto il 10 sta nel weekend tedesco: tanto rumore, tanta storia, tanta festa; peccato che poi la festa gliel’abbia fatta Verstappen (e Kvyat). Raggiungere l’obiettivo del sesto mondiale dedicato ai team però è da invidia pura. Dell’era ibrida ne è diventata un’icona. Chapeau. Stagione Mercedes 2019

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Marco Passoni

Progettato nel 1997, fotografo e studente di Comunicazione, Media e Pubblicità alla IULM. Ho sempre voluto lavorare nel mondo della Formula 1 sin da bambino e spero un giorno di arrivarci come responsabile comunicazione o marketing. Instagram: @marcopasso18