F1 | Analisi metà stagione – Toro Rosso: il Toro rialza testa e…corna!

Durante il periodo estivo anche il Circus della Formula 1 va in ferie: per gli appassionati può essere un dispiacere, ma è senz’altro giusto viste le fatiche che i piloti, le squadre, gli addetti alla logistica devono affrontare settimana dopo settimana. Proprio il meritato riposo di cui le squadre godranno fino al termine di agosto ci permette di analizzare la situazione dei vari team, tra aspettative e risultati reali. Dopo una stagione difficile nel 2018 per la Toro Rosso, cavia nel test dei motori Honda, il 2019 sembra essere l’anno del riscatto per la squadra faentina: scopriamo perché nella nostra analisi.

Foto: Scuderia Toro Rosso

La prima sorpresa in casa Toro Rosso: la coppia Albon-Kvyat

Dopo il deludente 2018, con pochi acuti come la quarta posizione in Bahrain conquistata da Gasly, il team di Faenza stupisce tutti con la nuova coppia di piloti: il ritorno di Daniil Kvyat in Formula 1 e l’esordio di Alexander Albon. La coppia mostra subito grande solidità, così come la squadra e la nuova monoposto. Il motore Honda sembra finalmente essere pronto e, dopo un anno passato come tester per Red Bull, il team di Faenza può finalmente tornare a lottare per i propri obiettivi.

L’inizio e la prima parte della stagione – Analisi Toro Rosso

La squadra italiana parte subito bene in Australia conquistando la zona punti con Daniil Kvyat, bene anche Albon in quattordicesima posizione e all’esordio in Formula 1. In Bahrain e Cina proseguono degli ottimi piazzamenti grazie al talento del pilota anglo-thailandese: Alex Albon conquista i primi punti in formula 1, tagliando il traguardo in nona posizione in Bahrain e in decima posizione in Cina, autore di una grande rimonta dopo essere partito dalla pitlane.

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Dopo un deludente 2018, il team di Fenza capisce che con questa monoposto si può tornare a lottare per le posizioni di metà classifica.

La squadra continua a mostrare grande solidità. Dopo il passaggio a vuoto in Azerbaijan, Kvyat conquista la nona posizione in Spagna, mentre Albon conclude la gara in una sfortunata undicesima posizione. A Monaco la squadra ottiene un ottimo piazzamento. Le strade strette del principato si rivelano amiche e Daniil e Alex concludono la gara in P7 e P8.

L’incredibile ed inaspettato podio in Germania

La stagione prosegue per il verso giusto per il team di Faenza e, tra molti alti e qualche basso arriva, dopo la pazza gara in Germania, il miglior risultato da 11 anni a questa parte in F1: Kvyat conquista il podio, Albon il suo miglior piazzamento in F1, ovvero la sesta casella della griglia.

Arrivati all’ultima gara prima della pausa estiva, la squadra crede di poter dimostrare il proprio valore anche in Ungheria, nella “Monaco senza barriere”. Dopo una gara complessa Albon chiude in decima posizione, conquistando altri importanti punti. Solo quindicesimo invece Kvyat. I due piloti si sono però dati grande battaglia in pista: una lotta bella e spettacolare!

La situazione al giro di boa – il confronto con il 2018 – Analisi Toro Rosso

Dopo un 2018 concluso con l’occupazione della nona casella nel mondiale costruttori con appena 33 punti raccolti, la Toro Rosso si trova oggi in una posizione nettamente migliore: quinta posizione nel mondiale costruttori davanti a Renault, Alfa Romeo, Racing Point, Haas e Williams, con ben 43 punti conquistati.

Assetto e strategie

La squadra, dopo un anno difficile passato a far da cavia per Red Bull con i motori Honda ancora non pronti al salto, quest’anno ha beneficiato di un’ottima power unit, ma anche di un buon telaio telaio.  Proprio questi fattori le ha permesso di conquistare ottimi risultati laddove il carico aerodinamico è determinante: Spagna, Monaco, Ungheria.

La STR14 si è però dimostrata abile anche in tracciati tecnici e veloci: Germania, Canada, Cina e Bahrain. Ci sono stati dei passaggi a vuoto, dei weekend in cui la squadra non è riuscita ad affinare al meglio il bilanciamento della monoposto, come in Francia, Austria e Azerbaijan. In generale però, tralasciando questi sporadici casi, il team faentino è sempre riuscito ad estrapolare il massimo o quasi da ogni weekend di gara.

Quando la messa a punto era difficoltosa, la squadra è talvolta riuscita a “metterci una pezza” con la strategia. Quando la strategia non era delle migliori, i piloti mostravano la loro bravura. Molto spesso però sia strategia, che bilanciamento che bravura dei piloti sono andati a braccetto: il culmine di questo connubio è senza dubbio stato il risultato ottenuto ad Hockenheim.

Kvyat, Albon e…Gasly

Dopo aver analizzati i risultati ottenuti, quale sarà il futuro del team nella seconda parte della stagione? La clamorosa decisione della Red Bull di promuovere Albon e di far ritornare con i “torelli” Pierre Gasly in che modo inciderà?

Daniil Kvyat

Foto: Scuderia Toro Rosso

Il pilota russo, tornato in Formula 1 dopo un passato travagliato per via della retrocessione da Red Bull a Toro Rosso, dimostra subito grande velocità ed affidabilità nei risultati. È molto spesso lui il protagonista nella riscossa della Toro Rosso: costanza, velocità ed esperienza fanno al differenza e il culmine del suo lavoro e quello del team è senza dubbio la conquista del podio in Germania:  l’ultimo, il team faentino, lo aveva ottenuto ben 11 anni prima a Monza, nel 2008.  La gara di Hockenheim è forse emblematica della forza ritrovata dalla squadra: sembrava tutto complesso ma, l’ottima strategia e la guida di Daniil consentono di ottenere un risultato incredibile ed inatteso.

Alexander Albon

Foto: Scuderia Toro Rosso

Non è la scelta della Toro Rosso l’unica cosa sorprendente ma, anzi, a stupire sono proprio le prestazioni del debuttante pilota anglo-thailandese. Alex, all’esordio in F1, si dimostra veloce e costante, salvo qualche sbavatura, complice l’inesperienza. Proprio le ottime prove fornite durante la stagione hanno portato alla clamorosa decisione in casa Red Bull, la promozione al team austriaco e la retrocessione di Gasly. Lo stesso Albon non si sarebbe mai immaginato una simile decisione e, dopo la pausa estiva, si troverà addirittura al volante di una Red Bull.

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Studente di Scienze della Comunicazione (Comunicazione d'impresa) presso l'università di Macerata e grande appassionato di F1 sin da bambino.

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