F1 | Analisi tecnica GP Austria – Spettacolo ad alta quota

La F1 torna in pista su uno dei circuiti più caratteristici del calendario. Saliscendi, frenate ravvicinate e lunghezza ridotta sono i punti chiave del circuito austriaco. C’è un’altra variabile da tenere in considerazione: l’altitudine. Andiamo a vedere il perchè.

Analisi tecnica Austria
Credit: F1

Il gp di Austria è una delle gare più iconiche della Formula 1. Il Red Bull Ring è infatti una delle piste dal layout semplice ma che allo stesso tempo richiede una vettura ben bilanciata per poter affrontare i vari saliscendi che caratterizzano il paesaggio della Stiria. È questo uno dei fattori chiave che i team devono tenere in considerazione per non avere problemi di affidabilità. Il Red Bull Ring si trova infatti ad un’altitudine di oltre 700 metri sul livello del mare e questo può avere conseguenze su parti meccaniche. Analisi tecnica Austria

Incognita raffreddamento

Uno dei problemi delle elevate altitudini è legato al raffreddamento. L’aria alle elevate altitudini presenta una densità minore, ossia è più rarefatta. Cosa significa? Vuol dire che le molecole sono in numero minore per effetto della diminuzione della pressione atmosferica. Da un punto di vista aerodinamico, questo si traduce in una diminuzione dell’intensità del drag e della deportanza. Analisi tecnica Austria

D’altra parte però si ha un peggioramento dello scambio termico. La vettura scambia calore con l’ambiente principalmente per convezione e irraggiamento. Essendo l’aria più rarefatta, ha meno capacità di smaltire e assorbire calore. Per questo i team sono costretti ad aprire sfoghi in grado di incanalare quanta più aria possibile per migliorare il raffreddamento delle parti meccaniche, dei dischi freno che possono arrivare a temperature intorno ai 1000/1100 ° C e degli pneumatici, con conseguente degrado.



Sollecitazione del gruppo turbo-compressore

Un’altra conseguenza della bassa densità dell’aria ha effetti sul motore. In maniera semplice un motore turbo presenta un compressore che è collegato (in gergo calettato) sullo stesso albero della turbina, formando il gruppo del turbocompressore.

Poichè l’atmosfera è rarefatta, il motore in aspirazione riceve meno aria a parità di portata. Per garantire un apporto di ossigeno costante per la corretta combustione, è necessario che il compressore giri più a lungo e più velocemente per erogare una potenza superiore. Il tutto si traduce quindi in una maggiore sollecitazione delle parti meccaniche e un conseguente aumento delle temperature.

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