F1 | Analisi tecnica GP Italia – Ali scariche nel tempio della velocità

Il GP di Italia di F1 a Monza è uno dei più iconici per il particolare layout della pista che necessita di un pacchetto aerodinamico diverso. Andiamo a vedere il perchè facendo un confronto Ferrari-Mercedes.

F1 monza analisi tecnica

Il GP di Italia sul circuito di Monza si caratterizza per la velocità media sul giro più alta della stagione. La pista brianzola richiede infatti una maggiore efficienza aerodinamica rispetto alle velocità di percorrenza in curva. I team sviluppano quindi delle ali con profili di corda ridotta in modo da esporre meno superficie al flusso d’aria, cosa che genera resistenza all’avanzamento. F1 monza analisi tecnica

Questo significa che a Monza il fondo della vettura assume un’importanza maggiore, essendo l’unico componente della vettura che garantisce quel minimo di carico aerodinamico per affrontare i curvoni veloci e le sei staccate.


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Ferrari: all in sulle ali

Il team che più deve cercare compromessi per il gp di casa è Ferrari. La Rossa di Maranello paga poca potenza e un eccessivo drag. La logica conseguenza di questo è scaricare le ali per ottenere quanta più velocità sul dritto.

Dalle foto di Albert Fabrega si nota come sull’ala anteriore il flap superiore (upper flap) sia stato modificato nella curvatura e nell’inclinazione. Riducendo l’inclinazione si riduce notevolmente il carico aerodinamico e di conseguenza la resistenza indotta. Bisogna infatti tenere conto che il drag varia con la deportanza al quadrato e dipende dall’allungamento alare.

A questo si può aggiungere che i soffiaggi tra i vari flap siano stati aperti di più per energizzare il flusso d’aria e fare in modo che lo strato limite non separi alle alte velocità, generando drag.

Il confronto più interessante però riguarda l’ala posteriore. Dalla foto di Fabrega si nota la differente concezione di Ferrari e Mercedes nell’interpretazione della pista di Monza.

Il profilo principale della Mercedes presenta un maggiore inarcamento seppur abbia una corda ridotta. Questo significa che Mercedes non ha avuto bisogno di scaricare l’ala posteriore in maniera esagerata. Perché? La spiegazione più ovvia è che i tecnici di Brackley siano già in ottica 2022, facendo lavorare di più il fondo e ottenendo carico aerodinamico variando l’altezza da terra della vettura (angolo di rake). L’ala della Ferrari sembra quasi una lastra piana con inclinazione nulla. Questo evidenzia tutte le difficoltà della Rossa nel cercare la velocità di punta che il motore di quest’anno non può garantire.

DRS sì, DRS no

L’ultimo aspetto che affrontiamo in questa analisi riguarda il DRS. Il sistema dell’ala mobile è stato introdotto per favorire i sorpassi aumentando la velocità di punta. A Monza l’effetto è molto ridotto, perché? Generalmente le vetture a causa delle turbolenze genera un muro di resistenza per la vettura che segue con una perdita di velocità. Per il gp di Italia abbiamo detto in precedenza che tutti i team cercano la massima efficienza a discapito del carico, quindi le turbolenze sono ridotte.

D’altra parte però riveste importanza l’effetto scia, ossia il risucchio che la vettura subisce. Essendo una pista a basso carico, la vettura che segue in termini di stabilità non perde nulla ma guadagna in termini di velocità di punta. Un ottimo stratagemma per chi ha bisogno di velocità pura. F1 monza analisi tecnica

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