F1 | Analisi tecnica: osservazioni sul GP del Bahrain 2014

Vedendo le prime gare della stagione 2014 si nota che in Formula Uno i bloccaggi in frenata erano molto più lunghi e frequenti rispetto a quelli visti nella passata stagione. Le ragioni possono essere molteplici, ma le più probabili sono l’introduzione delle nuove power unit ibride e del sistema di frenata brake by wire.

Frenata in formula uno
Credit: canale YouTube F1

Sono passati ormai sei anni da quella stagione e di passi avanti tecnologici nella Formula Uno se ne sono fatti molti, anche per quanto riguarda la dinamica e la frenata .

Il salto nell’era delle power unit ibride ha stravolto la configurazione delle vetture, con lo spostamento e l’aggiunta di pesi.

La differenza di peso tra le vetture del 2013 rispetto a quelle del 2014 è di circa 90 chilogrammi. Questo è dato principalmente dalla modifica della power unit.

Sono passati dai motori termici da 2400 cc ai motori 1600 cc, con l’aggiunta di un turbocompressore di notevoli dimensioni. Inoltre, è stato sostituito il sistema KERS con un altro tipo di sistema di recupero energia, l’ERS, che ha introdotto batterie più capienti e due motori più potenti ed efficienti.

Frenata in formula uno
Credit: canale YouTube F1

Il bilanciamento e la distribuzione dei pesi sulle vetture è un punto delicato della progettazione. Questo influenza la dinamica del veicolo.

Questo ci porta a pensare che tutti quei bloccaggi erano dovuti ai nuovi telai e alle nuove sospensioni progettate ma non ancora sufficientemente testate, che mostravano i propri limiti nelle frenate più difficili.

Inoltre, nel 2014 hanno introdotto il sistema brake by wire, un sistema che affida all’elettronica la parte di controllo lasciando alla meccanica pura la parte di potenza della frenata. Sembra che le difficoltà riscontrate in curva uno e dieci del Gp del Bahrein siano riconducibili anche ad un settaggio approssimativo di questo sistema.

Curiosità: Leclerc lo scorso anno ha conquistato la pole position con un giro da 1.27.185, 5 secondi e mezzo più veloce della pole del 2014.

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Fabrizio Marini

Studente d'ingegneria meccanica presso l'università di Bergamo. Il primo ricordo della Formula Uno risale alla stagione 1999. Un Eddie Irvine che prova a vincere il titolo, avevo 8 anni. Da li in poi ho trascorso un sacco di domeniche sul divano a guardare le gare, combattendo la sonnolenza post brasato con polenta. Sono cresciuto tifando nell'ordine Alonso, Raikkonen, Button (fenomeno sul bagnato), Alonso, Alonso (Ferrari),... , Alonso (McLaren) e Ferrari dei giorni d'oggi.