F1 | Analisi tecnica Red Bull RB16

La Red Bull ha tolto i veli alla vettura che prenderà parte alla stagione 2020 di Formula 1. Andiamo ad analizzare alcuni aspetti interessanti.

Red Bull presentazione 2020
credits: redbbullracing.com

È sicuramente una delle vetture più attese della stagione, grazie e non solo al genio di Adrian Newey. Dopo aver riportato alla vittoria la Honda, il team Red Bull non è disposto a veder lottare per il titolo solo Ferrari e Mercedes. Red Bull Formula 1

Anteriore completamente rivisto

Le prime modifiche sostanziali riguardano l’ala anteriore. Pur essendo rimasta immutata rispetto allo corso anno, ossia ala non outwash, il muso nel suo insieme presenta grandi novità. Dalle prime foto si nota un muso molto elaborato, con diverse aperture che vanno sia a raffreddare le componenti e ad indirizzare i flussi d’aria e ad alimentare il condotto dell’S-Duct. In generale la filosofia del muso riprende quella che hanno introdotto inizialmente Alfa Sauber e McLaren e successivamente la Ferrari. In particolare le due aperture laterali hanno la funzione di generale carico alle basse velocità per ottenere una vettura più precisa in inserimento.

Red Bull Formula 1

La novità più interessante in questo senso è la comparsa sul muso delle cosiddette zanne introdotte da Mercedes e riprese in parte da Ferrari lo scorso anno nell’ultima parte della stagione. La Red Bull si è ispirata al concetto Mercedes con una lunghezza maggiore e che tende a congiungersi verso lo scivolo al di sotto della vettura. Per pulire i flussi che vanno a generare carico su queste appendici sono state inserite due prese NACA.

Red Bull Formula 1

Per quanto riguarda la parte superiore del muso, sono rimaste inalterate le due appendici svergolate per indirizzare i flussi verso le turbolenze generate dalle ruote.

Corpo vettura molto elaborato

Una volta che i flussi lasciano l’ala anteriore, si dipanano verso i badgeboards e il fondo. La parte centrale della vettura è un tripudio di appendici aerodinamiche, molto elaborate. I flussi vengono convogliati sia nelle pance laterali per il raffreddamento della vettura che verso il fondo per generare carico e alimentare mediante vortici la minigonna pneumatica.

Specchietti allineati con la filosofia Mercedes e Ferrari. La carenatura fa in modo da creare un’intercapedine che, soffiando aria ad alta velocità, aiuta il flusso a non separarsi e a creare deportanza senza resistenza generata dai vortici.

Diversa filosofia dell’ala posteriore

Finora quindi, dalle prime foto, si nota che la Red Bull abbia evoluto in maniera consistente la precedente vettura. Questo è confermato anche al posteriore. I tecnici di Milton Keynes hanno infatti adottato un diverso supporto dell’ala posteriore. In precedenza c’era un solo sostegno a collo di cigno vincolato sullo scarico posteriore.

Questo perchè c’erano i tiranti per irrigidire la struttura a causa delle vibrazioni del motore Honda. La RB16 invece presenta un doppio supporto vincolato sul sistema anti intrusione. Si nota inoltre una diversa collocazione dei due scarichi della wastegate che sono più corti e uniti con lo scarico principale secondo una struttura triangolare.

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