F1 | Analizziamo gli assetti di Ferrari, Mercedes e Red Bull utilizzati in Stiria

Torniamo a parlare di ali posteriori e analizziamo gli assetti utilizzati nel GP di Stiria da Ferrari, Mercedes e Red Bull.

Ali posteriori Mercedes e Red Bull (Stiria 2021) – Fonte: r/Formula1

Durante l’ultimo weekend di gara, è stata messa in mostra la totale supremazia di Max Verstappen nei confronti del rivale Lewis Hamilton. Infatti, il pilota olandese ha chiuso con 35s di vantaggio sull’inglese, complice anche il secondo pit stop di quest’ultimo. Il dominio Red Bull sul circuito austriaco è frutto di molti fattori tecnici e umani. Per quanto riguarda la tecnica, il nuovo motore Honda ha sicuramente svolto un grande lavoro mostrandosi al pari se non superiore rispetto a quello Mercedes. Tuttavia, è importante sottolineare quanto la scuderia austriaca abbia corso con un assetto più scarico. Invece, nell’analisi degli assetti, Ferrari ha scelto la strada intrapresa da Mercedes, ovvero di maggior carico.

Red Bull visivamente più scarica

Dal GP di Francia sono stati introdotti i nuovi test statici sulle ali posteriori per evitarne la flessione in rettilineo. Nonostante questo, complice anche il nuovo propulsore Honda più affidabile, Red Bull ha espresso una grande forza al Paul Ricard e dominato il GP di Stiria. Come evidenziato dalla foto, Red Bull ha utilizzato un’ala con una superficie verticale minore. In termini di performance, questo si traduce in un auto aerodinamicamente più scarica e quindi con meno drag. Mentre Mercedes, con una superficie verticale maggiore, ha optato per una configurazione più carica rispetto ai rivali. Questo si è tradotto in perdite sui rettilinei. Infatti, l’ingegnere di pista di Hamilton, Peter Bonnington, comunicava al pilota inglese che negli allunghi Verstappen guadagnava. Ricordiamo che esattamente sulla stessa pista, nella stagione passata, gli uomini di Christian Horner non godevano della stessa libera scelta di set-up, infatti, hanno utilizzato un’ala con una superficie maggiore, quindi con più resistenza all’avanzamento. Ma perchè, adesso, Red Bull può permettersi di utilizzare un assetto più scarico?


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Red Bull RB16B (Francia 2021) – Credits: F1inGenerale

Efficienza aerodinamica

La chiave di Red Bull è proprio l’aerodinamica. Avere un set-up di ali più scarico e non consumare eccessivamente le gomme è sinonimo di alta efficienza aerodinamica. La maggior parte del carico sprigionato da una vettura di F1 è da ricercare sul fondo della vettura stessa. Storicamente, Red Bull ha sempre utilizzato un assetto rake molto accentuato, come si nota dalla nostra foto. Questo, unito al nuovo regolamento sul fondo, si sposa con le prestazioni della RB16B. Inoltre, la scuderia austriaca sta continuando con lo sviluppo della vettura, facendo debuttare in Stiria un nuovo diffusore.

Una buona parte del merito è da attribuire anche al corpo vettura. Se non fosse altrettanto efficiente, Red Bull avrebbe grossi problemi nella gestione dei fluidi che vanno ad interagire sia con il diffusore che con l’ala posteriore. Quindi, possono sfruttare questo vantaggio aerodinamico generando molto carico senza l’ausilio di ali posteriori con eccessivo drag. E’ anche importante ricordare il lavoro svolto durante l’inverno per migliorare le sospensioni posteriori della RB16B. Infatti, dal punto di vista della guidabilità, visivamente è una macchina molto ben bilanciata sia sull’anteriore che sul posteriore. Ovviamente, le prestazioni messe in mostra da Red Bull sono l’insieme di tanti aspetti che riguardano anche altre aree fondamentali della vettura, come, a titolo di esempio, telaio e gestione dei flussi interni.

Ferrari come Mercedes

Dopo il GP di Francia, nel quale Ferrari ha scelto un assetto scarico per massimizzare la qualifica, in Stiria hanno optato per un set-up differente. Infatti, come Mercedes, anche gli uomini di Maranello hanno scelto di utilizzare un assetto con più carico aerodinamico. Visti i risultati in gara la scelta ha pagato anche se la qualifica non è stata all’altezza. Come dichiarato dai piloti stessi, dopo la gara al Paul Ricard era necessario capire in fretta i problemi riscontrati sulla SF21. La macchina, infatti, in gara con un assetto scarico e con condizioni meteo particolari, ha mostrato problemi nella gestione gomme. Questo ha condotto i tecnici di Maranello ad un lavoro differente il venerdì in Austria, culminato con la scelta dell’assetto in funzione della gara. Anche la pista ha giocato a favore per l’ottenimento del risultato. Infatti, essendo un circuito che premia la trazione nelle poche curve che lo compongono, la SF21 è stata in grado di esprimere il suo potenziale. Ovvero, quello di poter essere la terza forza del mondiale.

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