F1 | Ancora guai per Verstappen: il governo della Mongolia si rivolge all’ONU

Il caso Verstappen-Mongolia continua: il governo del paese asiatico ora chiede l’intervento dell’ONU contro il pilota e la Red Bull.

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Il governo della Mongolia chiede l’intervento delle Nazioni Unite (ONU) contro Max Verstappen, reo di non aver chiesto pubblicamente scusa dopo aver ripetutamente usato un linguaggio razzista.

L’ambasciatore della Mongolia e rappresentante presso l’ONU, Lundeg Purevsuren, ha inviato una lettera all’organizzazione. In quest’ultima, Purevsuren denuncia l’uso offensivo della parola “mongolo” da parte del pilota della Red Bull.

Verstappen avrebbe utilizzato impropriamente il termine in due occasioni: durante il Gran Premio degli Stati Uniti nel 2017 e durante lo scorso GP in Portogallo.

A Portimao, il giovane olandese insultò Lance Stroll, colpevole, secondo Verstappen, di aver provocato una collisione in pista tra loro. Il termine con cui l’ex Toro Rosso ha apostrofato il canadese non è piaciuto né a Mongol Identity, né al governo della Mongolia.

Dopo il weekend iberico, Verstappen ha riconosciuto di aver utilizzato termini “non corretti”. Ha poi aggiunto però che non c’è bisogno di rendere la questione più grande di quella che è, dato che – come riferito a Fox Sports Asia – non ha mai avuto intenzione di offendere nessuno.

Il team principal della scuderia di Milton Keynes, Chris Horner, ha definito la risposta di Max come una “reazione emotiva”. Il britannico ha poi continuato affermando: La squadra non perdona i commenti di Verstappen in radio. D’altra parte sono stati realizzati in un momento in cui il pilota aveva grande adrenalina e forti emozioni. Max non voleva offendere nessuno, ne abbiamo parlato internamente con lui”.

La lettera inviata all’ONU

Il governo mongolo però considera la questione di seria importanza: “Sia nel 2017 che in Portogallo, non si è scusato pubblicamente”, sostiene Purevsuren.

“È ovvio che né Verstappen né Red Bull abbiano imparato la lezione del 2017, insistendo sul fatto che non sia un loro problema se qualcuno sia rimasto offeso per causa loro”, dice la lettera.


“Sfortunatamente la mancanza di una risposta adeguata del team ha un effetto negativo per la loro immagine”.

Ricordando la Convenzione internazionale sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale del 1965 e i principi guida su imprese e diritti umani del 2011, in particolare nei suoi articoli 11 e 15, chiedo il vostro sostegno contro Verstappen e Red Bull Racing“.

“È inaccettabile che abbiano ripetutamente usato un linguaggio razzista. Al fine di prevenire il ripetersi di tale comportamento non etico nello sport chiedo il vostro sostegno”.

Purevsuren ha inviato la lettera a Li Yanduan, presidente del Comitato per l’eliminazione della discriminazione razziale. Il documento è stato inviato anche a E. Tendayi Achiume, relatore speciale delle Nazioni Unite sulle forme contemporanee di razzismo, oltre che al presidente della FIA Jean Todt.

Con queste azioni il governo della Mongolia chiede provvedimenti all’ONU contro i recenti comportamenti di Verstappen e Red Bull. Come andrà a finire?

 

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.