F1 | Ayrton 60: Europa, Brasile e Donington, tre capolavori firmati Senna

Sono tante le perle del brasiliano nei suoi dieci anni di Formula Uno. Ma Senna si racconta con tre vittorie superlative in tre anni diversi: 1985, 1991 e 1993. Tracce di memoria indelebili del pilota più grande a sessant’anni dalla nascita. Ayrton senna

Ayrton senna

Anche il primo maggio 1994 a Imola è come se tutto il mondo si fosse fermato. Un po’ come oggi, in tempi di Coronavirus, ahinoi. Pensava di essere immortale Ayrton? Prost lo aveva insinuato anni addietro, lui invece diceva di essere ben conscio dei rischi. E noi gli crediamo ancora oggi. Semplicemente i piloti dei pericoli se ne fregano, altrimenti farebbero un altro mestiere. E invece il Tamburello se l’è preso e ce l’ha portato via: a noi appassionati di Formula Uno, alla sua famiglia, al suo Brasile. Nel fiore dell’età, quando brillava di una luce netta, risaputa, consacrata. Di lui, che oggi sarebbe ancora un giovanotto di 60 anni, perché era nato il 21 marzo 1960 a San Paolo, ci resta però soprattutto il fatto sportivo e tre capolavori che sono il suo fiore all’occhiello. Ayrton senna

 

GRAN PREMIO DEL PORTOGALLO, 21 APRILE 1985

Credits: ayrton-senna-dasilva.com

Erano tre anni che la Lotus non vinceva un Gran Premio. L’ultimo a riuscirci fu Elio De Angelis in Austria, nel 1982. Ayrton vince il suo primo GP in carriera e non lo fa in modo banale, un po’ come tutte le sue vittorie che verranno. Pole-position, giro veloce, vittoria. In testa dal primo all’ultimo giro. Dopo l’esordio nel 1984 con la Toleman, dove a Montecarlo il suo primo successo viene fermato solo dalla bandiera a scacchi anticipata di Jacky Iyckx, che interrompe anzitempo la gara per la troppa pioggia, Ayrton mette in campo un autentico show all’Estoril. Anche stavolta sotto la pioggia.

E non le manda a dire a chi gli negò quel successo un anno prima: “Le condizioni erano terribili, non si vedeva nulla, si rischiava a ogni metro di uscire di pista per l’acquaplaning. E’ stato più pericoloso dieci volte qui che a Montecarlo lo scorso anno. Il rettilineo lo facevo in quarta, anziché in quinta, perché rischiavo costantemente di andare fuori strada”.

 

GRAN PREMIO DEL BRASILE, 24 MARZO 1991

Risultato immagini per senna brasile 1991

Credits: fuoritraiettoria.com

 

Strano a dirsi, Ayrton Senna non aveva mai vinto in Brasile. Secondo nel 1986 con la Lotus, terzo nel ’90, addirittura undicesimo nel 1989 e squalificato l’anno precedente per essere ripartito col muletto dai box, procedura non ancora consentita all’epoca. Campione del mondo in carica dopo aver buttato fuori Prost a Suzuka nel 1990, con un fondo nemmeno troppo nascosto di pentimento, il brasiliano si presenta ai nastri di partenza della stagione ’91 vincendo subito il primo Gran Premio negli Stati Uniti. Da quest’anno, chi vince ha un punto in più rispetto al passato: sono 10 invece di 9 i punti assegnati al vincitore. Darebbe tutto sé stesso Ayrton per regalare alla torcida di Interlagos un successo alla quale tiene più di ogni altra cosa.

E infatti è ciò che accade: partito in pole-position, riesce a controllare la gara subendo in varie riprese il ritorno della Williams di Mansell, fino a quando l’inglese non finisce nella sabbia per un problema al cambio al 61° giro. Problema che, curiosamente, è ciò che affligge anche la monoposto di Senna: gli ultimi 7 giri sono un romanzo di fatica, passione, amore e dedizione. Ayrton guida con la macchina innestata in sesta, impiegando tutte le forze possibili per governarla e taglia il traguardo per primo.

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L’urlo che proviene da dentro l’abitacolo e mandato in mondovisione, è uno dei manifesti della sua carriera. Spalle e braccia sono fuori uso: devono intervenire i medici per riportarlo alla pit-lane, perché non riesce a guidare oltre. Ayrton ha dato tutto. E ha dato quella gioia al suo popolo che la meritava tutto. A fine anno arriverà il terzo e ultimo titolo mondiale.

 

GRAN PREMIO D’EUROPA, 11 APRILE 1993

Risultato immagini per senna donington 1993

Credits: Corriere.it

A detta di molti, l’autentico capolavoro nella carriera del brasiliano. In una stagione dove la McLaren non è più quella competitiva e vincente degli anni precedenti, con l’addio del motore Honda ad Ayrton tocca mettere in pista tutta la sua classe cristallina per elevare le prestazioni della MP4/8 portandola a vincere cinque Gran Premi. Il 1993 è dominato dalla Williams dell’arcirivale Prost, contro il quale Ayrton questa volta non può nulla. E’ l’ultimo anno di attività del francese, e la pace con il brasiliano arriverà all’ultima gara ad Adelaide quando Senna isserà il rivale sul gradino più altro del podio nel Gran Premio d’Australia.

Ma appena arrivata la primavera, e di nuovo sotto la pioggia (14 GP vinti su 24 corsi sul bagnato da parte di Ayrton) il brasiliano, oltre a vincere, umilia addirittura gli avversari. A Donington, uno dei circuiti inglesi che sono la storia dell’automobilismo insieme a Silverstone o a Brand Hatch, sotto una pioggia torrenziale, Senna parte quarto e alla prima curva viene sopravanzato dalla Sauber di Werdlinger.

A questo punto il tre volte campione del mondo si scatena: supera Michael Schumacher e la sua Benetton, fa fuori Werdlinger e punta alle due Williams. Prima supera quella di Hill e poi all’interno quella di Prost. A questo punto, saluta la compagnia e va a vincere. A Hill darà più di un minuto di distacco, a Prost addirittura un giro. L’ultima, grande recita prima dell’addensarsi delle nubi.

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