F1 | Ayrton Senna-Williams: storia di un legame controverso

Le strade di Ayrton Senna e della Williams si sono incrociate soltanto nel 1994. Ma il rapporto fra il campione brasiliano e la scuderia di Sir Frank è cominciato diversi anni prima. Ayrton Senna Williams.

Ayrton Senna Williams
Ayrton Senna a Donington sulla Williams FW08C nel luglio 1983 – Credit: Autosprint

Il primo approccio di Senna con la Williams risale addirittura al 1983. In quella stagione, Ayrton è un pilota della Formula 3 inglese, campionato che vinse insieme al GP di Macao, dopo che già nel 1981 e 1982 dominò prima il campionato di Formula Ford 1600 e poi quello di Formula Ford 2000. Il brasiliano era dunque pronto al grande salto nella massima serie del motorsport. Ayrton Senna Williams.

Ebbene, il 19 luglio di quell’anno, Sir Frank gli mette a disposizione una FW08C motorizzata dal V8 Ford-Cosworth, per un test da effettuare sul circuito di Donington. Sarà quella la prima vettura di Formula 1 guidata da Ayrton Senna: 83 giri completati lungo i 3,149 chilometri del circuito inglese e miglior tempo in 1:00.82. Ma quello rimase un semplice test. Frank Williams non era solito infatti mettere piloti giovani ed inesperti sulle proprie vetture.

Senna debuttò così in F1 nel 1984 con la poco competitiva Toleman. Di quella stagione si ricorda il clamoroso secondo posto sotto il diluvio di Monte Carlo. Poi tre anni in Lotus in cui arrivarono le prime vittorie e le prime pole. Nel 1988 il passaggio in McLaren, periodo in cui conquistò i suoi tre titoli mondiali.

Ma già nel 1991, anno del suo ultimo titolo, Ayrton si accorse del potenziale della Williams. Senna infatti ottenne subito quattro vittorie e quattro pole position. Poi però la McLaren andò in difficoltà tecnica a fronte della crescita esponenziale della Williams, che divenne la vettura più veloce del lotto. I due piloti della scuderia di Sir Frank, Nigel Mansell e Riccardo Patrese, conquistarono infatti ben 7 vittorie, contro le 4 della McLaren.

La Williams già nel 1991 era un concentrato di soluzioni avveniristiche, il cambio semiautomatico o il motore V10 Renault dotato di valvole a comando pneumatico ed un’aerodinamica estremamente curata. Senna aveva compreso che sarebbe stata la Williams la vettura del futuro.

Tant’è che proprio nel corso di quella stagione, portò avanti una trattativa per diventare pilota della scuderia di Grove a partire dal 1992: Ayrton voleva andare alla Williams, seguendo il suo istinto di base, ma era particolarmente fedele al signor [Nobuhiko] Kawamoto, che era il presidente della Honda”, ha rivelato l’ex manager di Senna, Julian Jakobi, nell’ultimo podcast di Beyond the Grid.

Ayrton Senna agita la bandiera brasiliana al termine del GP del Giappone 1991. Ha appena conquistato il suo terzo titolo mondiale – Credit: twitter F1 in the 1990s

“Era molto vicino a lui, perché la Honda aveva praticamente portato se stessa e Ayrton alla McLaren nel 1988, e avevano vinto tre campionati insieme. Anche alla fine del ’91, quando vinse il terzo campionato, non sentiva istintivamente che la Honda fosse quella che era, ed era preoccupato per il futuro.

Proprio il weekend di Spa, dove Senna ottenne la sesta vittoria stagionale, fu quello della svolta in tal senso. Proseuge Jakobi: “Ricordo di essere andato a Spa con due contratti per Ayrton, uno per la McLaren e uno per la Williams. Ed Ayrton sapeva, penso, che sarebbe dovuto andare alla Williams”.

“Avevamo entrambi i contratti pronti per la firma. E domenica mattina abbiamo pensato che avrebbe firmato con Williams. Ma poi ha parlato con Kawamoto durante la notte in Giappone, è entrato la domenica mattina e ha detto: ‘Starò un altro anno’. Così è rimasto alla McLaren per il ’92.”

La stagione 1991 volge al termine con Senna e Mansell in lotta per il campionato. Proprio quel cambio innovativo fu la causa di diversi ritiri di Mansell che gli costarono la conquista del titolo già nel 1991. Il leone inglese ci mise anche del suo: nel penultimo round di Suzuka, nel corso dei primi giri, finisce lungo alla prima curva proprio nel tentativo di inseguire Senna e termina la sua corsa nella sabbia.

Il brasiliano, forte delle sue immense capacità di guida e dell’affidabilità della McLaren-Honda, riuscì a conquistare il terzo titolo mondiale. Vittoria che arrivò con una gara di anticipo, proprio a Suzuka.

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Ayrton ci aveva però visto giusto. Nel 1992 la Williams venne dotata delle sospensioni attive e di altre soluzioni tecnologicamente avanzatissime e divenne la dominatrice assoluta della stagione. Nigel Mansell conquistò 9 vittorie e 14 pole position ed il titolo mondiale, il primo ed unico della sua carriera, arrivò addirittura in Ungheria, con ben 5 gare ancora da disputare.

Ma la storia avrebbe potuto prendere un’altra piega se solo Senna avesse deciso diversamente. Continua Jakobi: Nigel (Mansell, ndr) probabilmente non sarebbe stato lì. Ed è l’anno in cui ha vinto il campionato. Ma quando Ayrton ha rifiutato, Mansell è rimasto. Così Kawamoto lo ha convinto a rimanere e che la Honda sarebbe rimasta impegnata”.

È stata una decisione davvero difficile. E alla fine dipendeva da lui. Tutto quello che potevamo fare era presentare entrambe le alternative. Alla fine, ha scelto la lealtà“.

Ayrton Senna sulla Williams nel 1994 – Credit: Derapate

Solo qualche mese dopo però, la Honda decise di abbandonare la Formula 1  al termine del 1992 e la McLaren passò ai V8 Ford-Cosworth per il 1993: “La Honda ha deciso di ritirarsi, e lo dissero ad Ayrton penso tre mesi prima di dirlo a Ron [Dennis]. Ne fu devastato, ha detto Jakobi.

I contatti tra Senna e la scuderia dell’Oxfordshire ripresero nel corso del 1992 per il passaggio del brasiliano alla Williams nel 1993. Ma in quella stagione era previsto l’arrivo di Prost alla corte di Sir Frank ed il francese, visti i trascorsi in McLaren, pose inevitabilmente il veto all’arrivo di Senna, il quale dovette ulteriormente rinviare l’arrivo alla Williams.

Senna iniziò così a guardarsi intorno. Si arrivò a parlare di un passaggio alla Formula CART americana o addirittura di un anno sabbatico Quanto è arrivato vicino a non guidare nel 1993? La risposta è: abbastanza vicino, ha concluso Jakobi.

Alla fine decise di restare un altro anno alla McLaren. In realtà, inizialmente firmò contratti di gara in gara, ossia, prima di ogni gran premio, poteva scegliere lui se correre o meno. Da metà stagione, decise poi di rimanere fino al termine del campionato.

Nonostante le premesse e la conclamata superiorità della Williams, il 1993 si rivelò una delle stagioni migliori della sua carriera. Ottenne infatti 5 vittorie, tra cui una delle più belle della sua carriera a Doningnton, ed il secondo posto nella classifica piloti alle spalle di Prost.

Alla fine dell’anno, il “professore” si ritira e nel 1994 il matrimonio tra Senna e la Williams finalmente si compie. Tutti purtroppo sappiamo com’è andata a finire. Come preventivato da Senna però, la Williams dominò la scena della Formula 1 per diverse stagioni. Tra il 1992 ed il 1997, conquistò infatti ben 9 titoli mondiali tra piloti e costruttori.

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Elia Aliberti

Classe 1994, studente di ingegneria meccanica. Appassionatosi alla Formula 1 ed al motorsport fin da tenera età, sulle orme dei trionfi di Schumacher e della Ferrari