F1 | Binotto e Wolff parlano delle difficoltà riscontrate con Porsche e Audi

Mattia Binotto e Toto Wolff, parlano delle difficoltà riscontrate con l’ingresso di Porsche e Audi in vista del cambio di regolamento del 2026.

Mattia Binotto e Toto Wolff
Mattia Binotto e Toto Wolff , da motorbox

Fino a poche settimane fa, alcune fonti annunciavano la possibilità per alcuni marchi automobilistici di entrare all’interno della Formula 1. I marchi automobilistici di interesse sarebbero Audi e Porsche, ancora in attesa del via libera dal gruppo Volkswagen. Tuttavia a parlare oggi, sono i team principal Mattia Binotto e Toto Wolff, che forniscono un quadro più ampio sulla situazione, e sulla possibile collaborazione con Audi e Porsche nel 2026.

Mattia Binotto, team principal Ferrari parla dell’ingresso dei due marchi, in relazione ai futuri regolamenti che entreranno in vigore dal 2026. E di alcuni aspetti che interessano invece, relazioni finanziare particolari nel mondo della Formula 1: “Siamo felici di poter competere con  Porsche e Audi. Da ora fino a giugno il tempo è poco, dunque significa che c’è bisogno di lavorarci con la massima priorità. Chi saranno i nuovi arrivati? Come si gestiranno? Ci sono regolamenti finanziari da formalizzare, il tempo stringe conclude.


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Una situazione ancora confusa all’interno del paddock. D’altra parte le parole di Toto Wolff spingono la direzione della Formula 1 a fare chiarezza in vista del cambio di regolamento previsto nel 2026, la cui approvazione finale è prevista a giugno.

“E’ grandioso che il gruppo Volkswagen sia interessato ad entrare in Formula 1. Anche perché non farebbe altro che accrescere la nostra credibilità nel mondo delle corse.” continua.

Nonostante le voci di corridoio, Toto Wolff continua a sostenere quanto la situazione sia ancora poco chiara, e il fatto che gli accordi siano ancora in via ufficiosa: “Ma per tutto quello che so non c’è ancora nulla di ufficiale”.

Infine Toto Wolff conclude l’intervista parlando di quanto la situazione sia ancora complicata. Nonché del lavoro che c’è ancora da fare per definire il futuro regolamento del 2026.

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