F1 | Binotto: “Mi son chiesto se sono adatto al mio ruolo. Wolff? Non parlo degli altri”

Mattia Binotto si è raccontato al Corriere della Sera trattando diversi temi, dall’appoggio della dirigenza al mettersi in discussione, passando per le frecciatine di Wolff.

Binotto
Foto: Mark Thompson / Getty Images

Mattia Binotto ha affrontato alcune tematiche in un’intervista per il Corriere della Sera, parlando in particolare delle sue difficoltà da team principal, delle regolari telefonate con Camilleri ed Elkann e delle tante dichiarazioni di Toto Wolff sulla Scuderia di Maranello.

Il nativo di Losanna dichiara di essersi messo in discussione e di aver tratto delle conclusioni dopo le sue riflessioni: “Onestamente mai, perché so di avere il supporto dei miei responsabili. Però mi sono messo in discussione da solo, ho riflettuto se posso essere adatto al ruolo di team principal. Avrei potuto far meglio in alcune aree, per esempio la riorganizzazione tecnica si poteva fare prima. Ma credo che i miei 25 anni in F1 e la conoscenza di quest’azienda siano elementi chiave per far bene in questo mestiere. Aver sbagliato il progetto di questa macchina è stato il mio peggior errore da team principal”. 

Binotto è solo? Non è così a sua detta: “È una delle cose più sbagliate che sento. Non sono solo, ve lo posso assicurare. Con Louis Camilleri mi sento più volte al giorno, con il presidente John Elkann regolarmente. Ricevo i loro consigli, sicuramente il loro stile di leadership è diverso da quello a cui eravamo abituati in passato. [Elkann] voleva capire perché siamo andati così male, se stiamo regredendo anziché progredendo. Analizzare ed eventualmente dare il supporto di ciò che serve per migliorare”.

Inoltre Binotto ha parlato del suo collega Toto Wolff e ha provato a spiegare il perché delle sue innumerevoli dichiarazioni sul Cavallino Rampante: “Abbiamo stili di leadership diversi, io non parlo mai degli altri. E poi perché la Ferrari è la Ferrari, tutti vogliono dire la loro. Anche per lui rappresenta qualcosa di speciale. Infine perché io sono uno dei pochi che non gli dice sempre sì”.

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Emanuele Zullo

Classe 2005, vivo a Napoli dove frequento il liceo linguistico. Adoro qualsiasi cosa abbia quattro ruote e spero di trasformare la mia passione in lavoro.