F1 | Caso Verstappen, i suoi insulti scatenano l’ira di un ambasciatore della Mongolia

Gli insulti di Verstappen nei confronti di Stroll hanno attirato l’attenzione di un rappresentante della Mongolia. L’ambasciatore ha presentato un reclamo alla FIA e ha condannato il linguaggio razziale utilizzato dal pilota.

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Max Verstappen, Press Conference. Fonte: grandprix.com

Non si sono ancora placate le polemiche suscitate dalle parole che Max Verstappen si è lasciato sfuggire via radio durante il Gran Premio di Portogallo.

Dopo lo scontro con Lance Stroll durante la seconda sessione di Prove Libere, l’olandese ha utilizzato espressioni che hanno urtato la sensibilità di molti e che sono state trasmesse inevitabilmente in mondovisione.

Il pilota della Red Bull ha dato a Stroll del “ritardato” e del “mongolo”. Commenti che hanno attirato l’attenzione di Mongol Identity, organizzazione mondiale a difesa delle diversità. Verstappen insulti Mongolia

L’azienda ha presentato un reclamo al team e alla FIA, pretendendo le scuse immediate da parte di Verstappen. Scuse che però si fanno parecchio attendere.

Lundeg Purevsuren, ambasciatore della Mongolia presso le Nazioni Unite e l’Organizzazione Mondiale del Commercio, ha invitato la Federazione e le squadre a ricordare l’importanza dell’iniziativa “We Race As One”.

Iniziativa volta a promuovere l’uguaglianza in ogni sua forma.

“Mi rammarico per l’uso di un linguaggio razzista e immorale in pubblico da parte del pilota della Red Bull Max Verstappen” ha così iniziato Purevsuren.

“Lo sport è considerato un simbolo di unità in tutto il mondo e credo che non ci debba essere alcuna forma di discriminazione razziale in esso.

Sostengo l’iniziativa lanciata da Formula 1, ‘We Race As One’, ma non credo incontri affatto la realtà”.

Il rappresentante dell’ONU si augura possa arrivare presto una punizione esemplare per l’olandese.

“Spero che la Federazione possa prendere provvedimenti nei confronti di Max Verstappen, comportamenti simili a quello della passata settimana non devono più ricapitare.

Il pilota ha usato ripetutamente un linguaggio dispregiativo e razzista contro un gruppo etnico ed è inaccettabile” ha concluso l’ambasciatore della Mongolia.

Se dai vertici di Red Bull arrivano dichiarazioni che si scostano da quanto detto da Verstappen, il pilota ha liquidato l’argomento con un “non è un problema mio se qualcuno si è sentito offeso”.

E dinanzi all’incuranza di Max, quasi si rischia l’incidente diplomatico.

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