F1 | Charles e Jules: Leclerc racconta il profondo legame con l’amico Bianchi

In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Charles Leclerc racconta il profondo rapporto d’amicizia con Jules Bianchi.

charles leclerc racconta bianchi
Fonte: @Jules_Bianchi

Charles Leclerc racconta il legame profondo tra lui e Jules Bianchi, e lo fa in un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. Il pilota della Ferrari parla dell’amico Jules, dai momenti trascorsi insieme fino al tragico giorno di Suzuka.

Il ruolo di Jules nella carriera di Leclerc

Il monegasco è molto riconoscente a Bianchi: “Jules mi ha aiutato nel momento più difficile della mia carriera.”

“Nel 2010 i costi altissimi del kart erano diventati insostenibili per mio padre. Jules aveva Nicolas Todt come manager e gli ha parlato di me. Dopo avermi osservato a lungo, Nicolas ha deciso di sostenermi”.

“Mi ha messo subito nel team giusto, in poco tempo ho vinto molto e sono passato velocemente dai kart alle macchine di Formula. Tutto è accaduto avendo sempre Jules accanto a me“, afferma Leclerc.

“Grazie a lui ho imparato presto le piccole cose importantissime per essere subito competitivi”.

“La più importante da sapere – continua Leclerc – è saper prendere tempo e lavorare tanto. Se nel kart forse basta il talento, in macchina non è così. Bisogna lavorare tantissimo, anche perchè al giorno d’oggi con tutti i dati disponibili anche un pilota meno talentuoso può essere competitivo con il lavoro”.

“Il talento aggiunge qualcosa, ma sono il lavoro e l’impegno profuso sulla e per la macchina che sono fondamentali”.

La fase più dolorosa: la gara di Suzuka e i mesi successivi

Jules Bianchi ci ha lasciati nel 2015, dopo nove mesi di coma, a soli 25 anni. Charles Leclerc racconta come ha vissuto la vicenda e come ancora oggi ne risenta: “È stato davvero difficile, e lo è ancora oggi. Anche io ero impegnato in un weekend di gara e la domenica mattina guardavamo distrattamente il gran premio di Suzuka”.

“io ero ai meeting – continua Charles – non guardavo la gara, l’ha vista mio papà, e quando sono tornato non voleva farmi vedere. Mi disse che c’era bandiera rossa, io capii che qualcosa non andava”.


“Dopo, un’ora prima della mia gara, vidi che era Jules ad avere avuto l’incidente. Non sapevo la gravità della situazione”.

“Quando ho capito è stato durissimo, un’esperienza terribile. Nei nove mesi tra l’incidente e la sua morte – prosegue – sono andato spesso da lui in ospedale, gli sono stato vicino. È stata una sofferenza grandissima, le nostre famiglie erano davvero molto unite, e lo sono ancora oggi. Separarmi da lui è stato davvero tanto difficile“.

Jules, Charles e la Ferrari

Charles Leclerc svela di quando da piccolo andò in visita alla Ferrari a Maranello accompagnato da Bianchi: “Andai una volta con Jules. Lui mi portò, io ero a Formula Medicine e lui doveva andare alla Ferrari Driver Academy. Parcheggiata la macchina, andammo verso il cancello che portava nel luogo dei sogni. Lui passò, ma io fui fermato”.

“Jules mi disse: <<Lavora e forse un giorno ti faranno passare>>. Quel giorno è arrivato conclude il giovane monegasco.

 

Seguici anche sui social: TelegramInstagramFacebookTwitter

 

F1 | Oggi il secondo filming day Ferrari a Silverstone

Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.