F1 | Charles Leclerc si racconta: “In F1 sono diventato più razionale, ma non sarò mai un pilota freddo e calcolatore”

“Non sarò mai un pilota freddo e totalmente razionale” a parlare è Charles Leclerc, giovanissimo pilota della Ferrari, che si è raccontato in un’intervista per Repubblica. A soli ventitré anni, infatti, Leclerc si è già guadagnato un posto in uno dei top team più longevi della F1. Per farlo però il monegasco ha dovuto limare determinati lati del suo carattere, di natura istintivo e poco razionale, che poco si sposano con la categoria regina del Motorsport…

Charles Leclerc
F1 TEST FIORANO – MARTEDì 26/01/21 – CHARLES LECLERC
credit: @Scuderia Ferrari Press Office

“Non sarò mai un pilota calcolatore e freddo, ma adesso sono molto più razionale e maturo” così Charles Leclerc, si è raccontato tra passato e presente nel corso di un’intervista per Repubblica.

Classe 1997, a 23 anni Leclerc ha già conquistato quella che, per molti piloti, è una posizione invidiabile. Nel 2019, infatti, ha intrapreso la sua avventura con la Ferrari, la scuderia con cui ha rinnovato anche lo scorso anno per altre 5 stagioni.

Un traguardo non indifferente, anche se la Ferrari di oggi è ben diversa da quella degli anni d’oro, anche se l’anno scorso di bocconi amari da ingoiare ce ne sono stati molti. Tutt’altra storia rispetto a quest’anno, si spera, che a detta di Maranello dovrebbe essere una stagione di crescita.

Ed è proprio parlando della sua carriera in F1 ed in Ferrari che il monegasco si è raccontato in un’intervista per Repubblica. Secondo Leclerc, infatti, gli anni nel Circus sono stati importantissimi per la sua crescita professionale e lo hanno portato a limare determinati lati del suo carattere.

Le parole di Leclerc

Quando ero più piccolo guidavo con poca razionalità. Diciamo che per il 95% mi lasciavo guidare dalle emozioni e solamente per il 5% dalla ragione ha detto il pilota monegasco nel corso dell’intervista.

“Ovviamente nel corso degli anni ho dovuto fare un bel lavoro su me stesso, perché un pilota non può affidarsi solo alle emozioni. Per anni ho visto i miei idoli vincere gare e mondiali e sono consapevole che per farlo serva praticamente la perfezione”

Proprio per questo motivo, quando sono in pista cerca di essere almeno per il 55% razionale e mi lascio guidare dall’istinto solamente per il restante 45%. Non sarò mai, però, un pilota calcolatore e freddo, perché vivo le gare ed il mio sport in generale con passioneha continuato il pilota della Ferrari che ha poi parlato di quanto la Formula Uno lo abbia aiutato a crescere.

“Da quando sono in F1, quindi da tre anni, sono maturato tantissimo. In questo sport si cresce tanto e velocemente. Diciamo che fino a quando non si è dentro a questo ambiente è difficile comprendere quanta pressione c’è sulle spalle di chi ci lavora”

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