F1 | Come funziona un simulatore professionale? Le risposte a tante curiosità (Seconda parte)

Continuiamo con il secondo appuntamento delle curiosità sui simulatori professionali: ecco altre interessanti informazioni sulle specifiche tecniche e sull’utilizzo di questo incredibile strumento come funziona simulatore f1

Credits: Dallara

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Qualche settimana fa abbiamo avuto la possibilità, mediante Experis Academy, di visitare il simulatore professionale di Dallara, esatta copia di quello utilizzato da Ferrari a Maranello: abbiamo posto tantissime domande, tra le quali molte suggeriteci da voi tramite il nostro account Instagram. come funziona simulatore f1
Quanta corrente consuma un simulatore? Che tipo di hardware utilizza? Ecco le risposte a queste e diverse altre domande.

Che tipo di Hardware utilizza il simulatore?

L’hardware meccanico è lo stesso del 2010, ne abbiamo parlato più approfonditamente qui. Il simulatore dispone di un computer per ogni proiettore che si occupa di riprodurre le grafiche, un altro computer per l’impianto audio, ed una macchina particolare che ha il compito di riprodurre il modello del veicolo, sfruttando il sistema real time sviluppato su Linux. Infine, troviamo un ultimo computer dedicato all’interfaccia con la pista. Ogni macchina viene sostituita o modificata ogni due anni per mantenere sempre aggiornato il sistema.

Il simulatore può essere utilizzato anche per formare gli ingegneri?

Certamente, ed anzi questo è uno dei migliori impieghi di un simulatore. A differenza della professione di pilota, le cui qualità possono essere sì coltivate, ma di certo non semplicemente costruite con il simulatore, l’abilità dell’ingegnere di pista viene totalmente acquisita soltanto con la pratica, ed il simulatore può essere di enorme aiuto in questo senso.

In particolare, può essere accresciuta l’intesa tra ingegnere e pilota grazie alla fedele ricostruzione delle dinamiche della pista; inoltre, la disponibilità di una radio monodirezionale, può aiutare sia il pilota che l’ingegnere a rapportarsi con questa tipologia di comunicazione, imparando, banalmente, ad alternare correttamente le comunicazioni, o ad aspettare il tempo giusto tra un messaggio e l’altro.

Quali requisiti minimi deve avere il pilota per provare il macchinario? Può causare dei danni? (Domanda di leo2311)

Tutti i piloti, per poter salire sul simulatore, devono mostrare una copia della licenza. Prima della sessione viene effettuato un briefing, e se il pilota si attiene fedelmente a quanto spiegato è pressoché impossibile che possa cagionare un qualche genere di danno.

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Credits: Dallara

Lo sforzo del pilota al simulatore è paragonabile a quello in pista?

Assolutamente sì! Misurando le pulsazioni del pilota durante la simulazione, si è notato come il battito cardiaco medio fosse di poco al di sotto a quello registrato in pista. Lo stress è quindi totalmente paragonabile, considerando anche come lo sforzo nel maneggiare lo sterzo sia perfettamente riprodotto al simulatore: è per questo che all’interno del cockpit è presente una ventola con l’utilità di raffreddare il pilota.

Il simulatore può emulare anche forature o danni sulle monoposto?

Al contrario di quanto si possa pensare no, il simulatore non è modellato per simulare danni. Perché?
L’obbiettivo di questo strumento non è punire il pilota in caso, ad esempio, di impatto contro un muro: avrebbe poco senso quindi investire risorse per simulare una rottura sulla monoposto che rallenterebbero soltanto il pilota nello svolgimento del proprio programma.

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Il simulatore è però spesso utilizzato per verificare il comportamento del pilota in determinate situazioni di emergenza: ad esempio è possibile impostare, durante una sessione di guida, l’allarme sul volante “foratura lenta”, per accertare che il pilota lo sappia riconoscere e che si comporti secondo il protocollo per quella data situazione. Non si può, tuttavia, riprodurre fedelmente la dinamica della gomma sgonfia: sarebbe una situazione difficile da rappresentare al simulatore ed attualmente non vi è il concreto interesse.

Quali condizioni climatiche è in grado di simulare? Riproduce fedelmente anche la variazione, ad esempio, dello stato dell’asfalto? (Domanda di gioelepieracci)

Il simulatore è disposto di un modello termico, che tiene conto sia della temperatura della pista che delle condizioni atmosferiche, e di un modello di usura, che permette di simulare il decadere della prestazione con il passare dei giri in funzione dello stile di guida e del conseguente sfruttamento della gomma. Tuttavia, sono modalità raramente utilizzate: perché?

Nel 90% dei casi, ai team interessa lavorare in maniera clinica e ripetibile: se la squadra vuole provare; l’effetto di una barra antirollio paragonato a quello di un grado di ala, l’ideale è che tra i due run le condizioni rimangano invariate, in modo da effettuare un paragone il più preciso possibile. Di conseguenza, l’evoluzione della pista ed il degrado della gomma sono due effetti che al simulatore è; preferibile evitare, ed è proprio la possibilità di mantenere costanti le condizioni a rappresentare uno dei migliori vantaggi della simulazione.

Quanti circuiti sono registrati nel software?

Nel simulatore sono salvati all’incirca 100 circuiti. La registrazione di una pista avviene tramite una scansione a laser che permette di rilevare ogni singola buca, irregolarità o avvallamento del circuito. Un team di esperti si occuperà poi di realizzare l’interfaccia grafica e fisica. Le scansioni dei circuiti non sono effettuate direttamente da Dallara ma da alcune aziende partner che effettuano su richiesta le scansioni. Chiaramente, c’è tanta domanda per i circuiti nel calendario di F1, con i team che vogliono dati sempre aggiornati per arrivare il più pronti possibili al weekend.

F1 | Come funziona un simulatore professionale? Le risposte a tante curiosità (Prima parte)

Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"