F1 | Conferenza Stampa GP Belgio – Alonso: “Cerco nuove sfide che la F1 al momento non può offrirmi”

Il rientro dalla pausa estiva del Circus in terra belga si apre con la consueta conferenza stampa del Giovedì, questa volta animata da ben otto piloti (Fernando Alonso, Daniel Ricciardo, Carlos Sainz, Pierre Gasly, Marcus Ericsson, Lance Stroll, Stoffel Vandoorne, Max Verstappen), tutti protagonisti, diretti o indiretti, delle vicende di mercato e non che hanno reso torride le ferie della classe regina delle corse automobilistiche. GP Belgio Alonso

Al centro delle domande dei cronisti è stato Fernando Alonso, reduce da una rocambolesca 6h di Silverstone, che alla fine della corrente stagione dirà addio alla Formula 1 dopo una straordinaria carriera lunga 17 stagioni che lo ha visto laurearsi per due volte campione del mondo.

La stampa non poteva dunque non concentrarsi proprio sul suo imminente ritiro: “Quella di lasciare la F1”, ha spiegato il pilota asturiano, “è stata una decisione che ho cominciato a maturare l’anno scorso. Quest’anno ci sono stati parecchi cambiamenti all’interno del team (anche a livello di fornitori) e ho pensato che sarebbe stato peggio restare un altro anno. Mi piace guidare queste nuove macchine, con i nuovi regolamenti, le nuove gomme, più carico aerodinamico. E mi stavo divertendo. Credo che quest’anno sia stata una gioia continuare a correre e a fare un altro tentativo, però allo stesso tempo, durante questa stagione, ho fatto qualche cambiamento nelle mia priorità, con il campionato WEC e altre cose che vanno verso questa direzione.”

“Quest’anno, un paio di mesi fa per la precisione, ho deciso che era il momento giusto per lasciare, perché mi sento ancora forte, mi sento ancora un pilota di alto livello, e voglio lasciare questo sport quando sono ancora al massimo delle mie capacità, e non in un momento in cui non sono più competitivo, o non ho dove andare. Preferisco prendere la decisione alle miei condizioni e trovare delle nuove sfide che forse la Formula Uno al momento non può offrirmi”.

Se si tratti di un “addio” o di un semplice “arrivederci” per ora è difficile dire: “Al momento penso che sia un addio, ma nella vita le cose cambiano velocemente. Come ho detto nel comunicato, bisogna sempre lasciare una porta aperta per il futuro”.

Interrogato invece sul compatriota Carlos Sainz, attuale pilota Renault che andrà a raccogliere la sua eredità in McLaren a partire dalla prossima stagione, Alonso ha affermato: “Guiderà una macchina migliore della mia, o almeno spero. È questo il nostro obiettivo per le nove gare che restano: preparare la macchina nel miglior modo possibile. Non posso sapere precisamente come sarà, so però che il team è fantastico: la McLaren è il secondo miglior team nella storia di questo sport ed è una cosa che capisci immediatamente quando vai in fabbrica e incontri gli ingegneri, i meccanici, i dirigenti. Tutti vogliono riportare la scuderia al vertice”.


Sui piani per il futuro, il pilota di Oviedo sembrerebbe avere le idee abbastanza chiare

Le sfide al di fuori del Circus sono più grandi rispetto a quelle che posso avere in F1. La tripla corona è un qualcosa a cui penso da molto tempo. Per essere il miglior pilota del mondo dovrei vincere otto titoli in F1,;cosa che mi sembra improbabile in questo momento della mia carriera, oppure riuscire a vincere in diverse categorie. A Indianapolis ero stato competitivo: voglio poter vincere con macchine di diverse categorie in futuro. Per il prossimo anno ho diverse opzioni. Non sono rimasto in Formula 1 perché ci sono soltanto due squadre che possono vincere qui,;e continueranno con i loro piloti anche per la prossima stagione. La F1 che c’è ora non è quella che sognavo da bambino, né quella di quando sono entrato. Arriva un giorno in cui non ti emozioni più. Per questo ho lasciato.

Fernando ha inoltre aggiunto: “Sicuramente non essere in un top team ha avuto un peso sulla mia decisione di lasciare:;non poter puntare al titolo rende tutto più difficile. In F1 c’è sempre stato un predominio per pochi team,;ma ci sono stati anni di eccezioni con più libertà di scelta, di decisioni e di gomme. Anche se un team sembrava nettamente superiore agli altri, c’erano sempre gare con più variabili strategiche, più azione. Ora non è lo stesso”.

 

 

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