F1 | Cosa si cela dietro al comunicato FIA in merito alla Power Unit Ferrari?

Qualche ora fa è stato rilasciato il comunicato di risposta da parte della FIA ai sette team che minacciavano azioni legali. In molti lo hanno interpretato come una vittoria del team di Maranello, ma analizziamolo nel dettaglio: Ferrari ha dovuto rinunciare a qualcosa?

Comunicato FIA Ferrari
Davide Galli per F1inGenerale.com

Quella a cui stiamo assistendo è un’autentica guerra dichiarata a soli pochi giorni dall’inizio della stagione 2020. Prima di tutto, facciamo;un rapido riassunto per chi non fosse riuscito a seguire questa particolare vicenda attualmente in via di sviluppo. Comunicato FIA Ferrari 

Ricapitoliamo: dalle indagini della FIA durante la stagione al comunicato del 5 marzo

Evidente fin dai primi Gran Premi, ma in;particolar modo al rientro dalla pausa estiva, il motore Ferrari nel 2019 poteva godere di un surplus di potenza notevole che ha destato non pochi sospetti in casa Mercedes. Il team tedesco, seguito a ruota da Red Bull con Marko come portavoce, ha in più occasioni chiesto alla Federazione di indagare sul powertrain di Maranello, sospettando che la squadra italiana fosse riuscita ad aggirare il limite di;flusso di benzina imposto a 100km/h. La FIA ha reagito dando inizio ad una serie di indagini che passarono dal sequestro di alcune componenti della Power Unit Ferrari all’installazione di un secondo flussometro su tutte le vetture per monitorare diversamente il flusso di carburante. Nessuna di queste analisi ha tuttavia portato ad alcun esito positivo, la FIA non ha mai provato che Ferrari aggirasse nel concreto questo preciso limite.

Trascorso un inverno di silenzi, la questione è improvvisamente ritornata a galla al termine dei test prestagionali. Con un comunicato estremamente superficiale e piuttosto criptico, la Federazione ha voluto dichiarare;che le indagini sulla tanto chiacchiera PU Ferrari si erano concluse con un accordo, il quale contenuto sarebbe tuttavia rimasto riservato. Ma una chiarificazione di cruciale importanza è stata omessa: la FIA non ha sancito nè l’illegalità, nè tantomeno la legalità del powertrain italiano.

Quanto dichiarato dalla FIA non è passato inosservato, e nella giornata di ieri i sette team non motorizzati Ferrari, capitanati da Mercedes, hanno reagito minacciando azioni legali in merito a questo patto confidenziale. La risposta della;Federazione è arrivata prontamente, ma non ha di certo chiarito alcun dubbio. E anche in questo secondo comunicato non ha scagionato la Ferrari. La natura giuridica dell’accordo, inoltre, suggerisce che Ferrari abbia dovuto sacrificare qualcosa. Andiamo ad analizzarne il contenuto insieme.

Un atto di transizione: Ferrari rinuncia ad una soluzione tecnica?

Nel documento si legge che la FIA, a causa dell’eccessiva complessità della materia, non sarebbe riuscita a giungere ad alcuna;conclusione inequivocabile in merito alla PU di Maranello nemmeno con ulteriori indagini. Pertanto, ha preso la;decisione di stipulare un “settlement agreement” con Ferrari per concludere la questione. Da una lettura superficiale si può pensare che la FIA, non essendo riuscita a provare alcuna violazione, abbia deciso di archiviare semplicemente la faccenda. Ma non è del tutto esatto.

Un settlement agreement, in italiano atto di transazione, è un particolare istituto giuridico con il quale le parti si impegnano a concludere un;certo contenzioso mediante reciproche concessioni. “Reciproche concessioni” significa che i contraenti, in questo caso FIA e Ferrari, hanno entrambe rinunciato a qualcosa prima di archiviare la questione.

Cosa è stato sacrificato?

Per quanto riguarda il lato “Federazione”, viene facile pensare che la concessione riguardi la chiusura di qualsivoglia indagine in merito all’ipotetico aggiramento del limite di 100kg/h di flusso di carburante da parte del team di Maranello. Dal lato Ferrari;invece è più complicato intuire cosa abbia concesso, ma è abbastanza pacifico che si tratti della rinuncia all’utilizzo di una certa soluzione, presumibilmente quella incriminata.
In soldoni, la FIA si impegna ad interrompere ogni indagine che potrebbe portare anche alla squalifica del team, a patto che Ferrari rinunci all’utilizzo della soluzione sospetta. Se così fosse, come è verosimile, il team italiano ne esce sconfitto: dovrà, alla fine dei fatti, abbandonare un’idea che contribuiva alla supremazia della Power Unit italiana, ed è facile fare due più due con le recenti affermazioni di Binotto in cui dichiara che il motore 2020 è meno potente del 2019. 

Ci possono essere altre ipotesi in merito al contenuto dell’accordo del quale sappiamo per certo soltanto che c’è stata una concessione reciproca tra FIA e Ferrari, ma qualunque esso sia è importante sottolineare come la Federazione non abbia;in alcun modo scagionato la squadra italiana. Non c’è stata alcuna vittoria da parte della Ferrari, ma si è giunti ad un atto di transazione. Le prestazioni della SF1000 e delle sue future eredi potrebbero essere fortemente condizionate dal contenuto di questo patto.

F1 | La FIA reagisce al comunicato dei sette team contro l’accordo con la Ferrari

 

Davide Galli

Studente di giurisprudenza e appassionatissimo fin dall’infanzia di Formula 1. Amo qualunque cosa faccia "bruum"