F1 | Ecclestone risponde a Liberty Media: “Gli consiglierei di non bandirmi dalla Formula 1”

Continua la polemica tra Bernie Ecclestone e Liberty Media dopo le dichiarazioni dell’89enne alla BBC a sfondo razzista. Ecclestone Liberty Media

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Bernie Ecclestone e Vladimir Putin – Foto EPA

Dopo il comunicato di Liberty Media, Bernie Ecclestone ha voluto chiarire e ribadire che le sue dichiarazioni non volevano essere assolutamente razziste.

“Non sono contro i neri, piuttosto il contrario da quello che si evince dalle mie precedenti dichiarazioni. Non mi importa che il colore della pelle sia rosa, verde, giallo o marrone”, ha dichiarato Ecclestone a The Mail.

“Sono stato sempre disposto ad ascoltare le persone indipendentemente dal colore della pelle. Il padre di Hamilton voleva entrare in affari con me, non lo avrei nemmeno considerato se fossi stato anti-nero. Sarei entrato in società con lui se il progetto era buono.”

“Nella vita ho incontrato tante persone bianche che non mi piacevano, ma mai una persona di colore con cui ho avuto problemi. Una delle volte che sono stato rapinato erano 3 neri e sono finito in ospedale, ma anche dopo l’incidente non ho cambiato il mio modo di vedere la vita.”

Bernie Ecclestone ha voluto anche rispondere alla critica mossa da Lewis Hamilton:

“Non penso ad Hamilton come un nero o altro, per me Lewis è un campione e basta. Se qualcuno viene rifiutato in una posizione lavorativa bisogna chiedersi il perchè: era per il colore della pelle o forse perchè non era all’altezza? Questo è quello che volevo dire nelle dichiarazioni dei giorni scorsi.”

“Nelle ultime settimane la gente va a queste manifestazione organizzate da marxisti che vogliono distruggere la figura della polizia, questo sarebbe un disastro per i Paesi. Molto probabilmente una grossa percentuale dei manifestanti non sa neanche il motivo per il quale si trova in piazza.”

L’ex boss della Formula 1 si è voluto soffermare sulle ultime frasi del comunicato di Liberty Media, in merito allo status di Presidente Onorario scaduto nel 2020.

Ecclestone razzismo F1
Bernie Ecclestone e Chase Carey nel paddock – Foto derapate

Quando Chase Carey mi ha chiesto di dimettermi nel 2017, ha enfatizzato il ruolo che mi stava dando. «In America la gente ucciderebbe per questo», mi disse. A me non mi interessano i titoli, 20 anni fa l’Università inglese mi nominò Dottore ma adesso non mi faccio chiamare Dottor Ecclestone.”

“Sono contento che sia stato chiarito al pubblico che non faccio parte più della Formula 1, non potrò essere incolpato di tutte che non stanno facendo. Adesso si stanno concentrando sul razzismo per distogliere l’attenzione degli azionisti dal calo di pubblico negli eventi in America. Il Covid sarà una buona scusa per loro, il virus potrà essere la causa per il non raggiungimento degli obiettivi prefissati.”

Ecclestone ha inoltre precisato la sua personalità ancora forte tra gli organizzatori dei Gran Premi in tutto il mondo.

“Bandirmi dalle gare? Gli consiglierei di non provare a farlo. Sarebbe interessante se mi vietassero l’accesso al paddock in Russia e qualcuno [l’amico Vladimir Putin] riuscisse a procurarmi un pass”, ha concluso l’89enne che diventerà padre tra poche settimane.

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Marco Talluto

Ingegnere Gestionale appassionato di Formula 1. Social Media Manager dal 2009 con la voglia di trasmettere la mia passione per il motorsport.