F1 | Ecclestone: “Schumacher era un arrogante”

Bernie Ecclestone a ruota libera sui piloti di Formula 1 di ieri e di oggi, definendo Schumacher “un arrogante”, sul team principal della Ferrari Mattia Binotto e sulla questione budget cap

ecclestone schumacher
© El Espanol

Si sa, quando il buon Bernie apre bocca non lo fai mai per caso e non usa mezzi termini, anche a costo di scatenare grandi polemiche. Intervistato dal Giornale, Ecclestone ha espresso il suo pensiero sui piloti del passato, in particolare affrontando il duello tra Senna e Schumacher, definendo il tedesco arrogante:

Ayrton o Michael? Erano diversi. Se Senna fosse uscito vivo da quell’incidente avrebbe sicuramente messo in bacheca molti più titoli e Schumacher qualcuno in meno. Michael era un arrogante, pensava sempre di essere meglio lui della macchina e non aveva il senso del limite. Bisogna dire comunque che portava sempre il lavoro a termine, era un vincente. Il migliore per me, però, è stato Prost perché è stato uno degli ultimi piloti a correre senza l’ausilio della tecnologia e delle informazioni che hanno a disposizione oggi. All’epoca pensavano solo a salire in macchina e spingerla al massimo. Andando indietro citerei Moss e Fangio, ma avevano auto diverse. Hamilton? Davvero molto, molto, molto talentuoso. E’ tra i primi 5 piloti di sempre”.

Guardando più ai giorni nostri, l’ex boss del Circus ha sottolineato l’importanza della Rossa in questo sport, dicendo di “non riuscire a immaginare una F1 senza Ferrari”. Nel contempo ha sollevato dubbi sulla gestione del team di Maranello da parte di Mattia Binotto:

“E’ davvero un eccellente ingegnere e conosce tutto della Ferrari. Ma fare il team principal non è la stessa cosa, perché per raggiungere i propri obiettivi deve essere duro, spietato. Alla Todt o Wolff per intenderci. Non credo che lui abbia questa caratteristiche, anzi all’opposto mi sembra molto sensibile, un “nice guy”. Alla Ferrari, al suo posto, vedrei bene un personaggio come Flavio Briatore”.

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Non poteva mancare l’opinione di Mr. B. sulla spinosa questione budget cap, che tanto sta facendo discutere i team. In tutta la storia della Formula 1, il fattore denaro è sempre stato un elemento fondamentale per la costruzione di grandi successi da parte delle varie scuderie, e questo Ecclestone lo sa molto bene:

Non sono un gran sostenitore del budget cap, credo sia stupido. Le cifre che ho sentito sono da matti perché sono da team medio.  In Formula 1 ci sono sempre stati team ricchi e team senza soldi. In passato si potevano vincere dei mondiali nonostante un budget più basso rispetto alle grandi squadre, perché ciò che più contava era il talento della gente nei team. Oggi le squadre sono strutturate differentemente, in tantissime parti. Va da sé che se solo una di queste non funziona correttamente, non puoi pensare di vincere

Infine, Bernie ha voluto chiudere parlando del 70esimo anniversario del Circus, dai suoi ricordi dell’epoca alla gestione odierna di Liberty Media, e della  sopravvivenza della Formula 1 alla pandemia causata dal coronavirus:

Ero solo un adolescente al primo GP, ma esserci e correrci è stata un’esperienza emozionante. Anche se non c’erano le tribune che vediamo oggi nei vari circuiti, c’era un mare di gente a vedere quelle auto italiane di color rosso, quelle Alfa Romeo, dominare la gara. A quei tempi la F1 era uno sport da gentleman appassionati, non un lavoro per fare soldi. Oggi è un business. Ora è tutto in mano a Liberty Media  che in tre anni, nonostante le loro premesse di rivoluzione, ha cambiato solo il logo. La F1 sopravvivrà al virus? Si perché è più grande degli individui e le persone hanno bisogno di eroi da ammirare, come i piloti da corsa, i piloti di Formula 1

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Francesco Maggio

Appassionato di Formula 1 sin da bambino. Michael Schumacher e Fernando Alonso i miei idoli.