F1 | Fernando Alonso, una carriera di gioie e dolori

Domenica prossima il Gran Premio di Abu Dhabi segnerà l’ultima gara in Formula 1 di Fernando Alonso. Il Circus perderà così uno dei piloti più talentuosi di questo millennio oltre che un personaggio che incarna lo spirito dei pionieri del motorsport.

Foto: MotorSport Italia

Sarà tempo di addii Domenica a Yas Marina: sopra quello di Daniel Ricciardo alla Red Bull e di Kimi Raikkonen alla Ferrari svetta l’addio di Fernando Alonso alla Formula 1 dopo 19 anni.

La carriera

Lo spagnolo approda in Formula 1 nel 2001, quando in una sessione di test a Jerez assieme ad altri 4 candidati per la selezione piloti della Minardi umilia gli altri concorrenti.
Dopo la prima stagione in Minardi passa alla Renault dove nel 2002 rimane “fermo” come collaudatore. Nel 2003 viene promosso titolare e in occasione del Gran Premio di Ungheria diventa il più giovane vincitore di un Gran Premio. Nel 2005 diventa anche il più giovane campione del mondo nella storia della Formula 1, un successo bissato anche l’anno seguente.

iNel 2007 passa alla McLaren, dove una lotta fratricida con il proprio compagno di squadra, un certo Lewis Hamilton, lo priva del terzo titolo mondiale.
Nel 2008 ritorna quindi alla Renault prima del passaggio in Ferrari nel 2010, con la quale in due occasioni arriva a giocarsi il titolo mondiale all’ultima gara contro un’accoppiata Red Bull-Sebastian Vettel semplicemente perfetta.

Foto: Reddit

La scarsa competitività delle rosse di Maranello lo spinge a tornare in McLaren nel 2015, dove però trova la peggior situazione di arretratezza tecnica nella storia della scuderia di Woking. Dopo 4 anni di lotte nelle retrovie arriva la decisione: Alonso saluta la Formula 1 per cimentarsi in altre sfide, una su tutti la conquista della Triple Crown, ossia la vittoria combinata del Gran Premio di Montecarlo, della 24 ore di Le Mans e della 500 Miglia di Indianapolis.

I numeri di Fernando

Se è vero che per un campione i numeri parlano da soli, nel caso di Fernando Alonso bisogna andare a cercare i numeri giusti.
Per una serie di scelte sbagliate Alonso si è ritrovato spesso a guidare monoposto con un forte divario tecnico rispetto alla concorrenza, che non gli hanno permesso di arricchire il suo già straordinario palmares che consta di 2 titoli mondiali, 4 secondi posti in campionato, 313 Gran Premi disputati, 32 vittorie, 97 podi e 22 pole position. Ecco che i numeri in grado di descrivere il talento di Fernando Alonso sono altri.

Spiccano quindi i 16 piazzamenti nella classifica finale di campionato davanti al compagno di squadra su 18 stagioni disputate, spesso con un punteggio doppio rispetto al collega. Le uniche due stagioni in cui Fernando non ha raggiunto questo traguardo;sono il 2007, quando arrivò a pari merito con Lewis Hamilton, e il 2015 quando Jenson Button gli stette davanti per soli 5 punti.
Spiccano i soli 24 anni con cui si laureò campione del;mondo, diventando anche il primo pilota a battere Michael Schumacher dai tempi di Mika Hakkinen. In particolare restano indimenticabili i duelli con il tedesco a Imola nel 2005 e 2006.

lSpiccano i secondi posti in campionato e i punti conquistati rispettivamente con delle Ferrari e delle McLaren tutt’altro che irresistibili.
iSpiccano le sue straordinarie partenze, come quella a Barcellona nel 2011 quando si presenta primo alla prima curva dopo essere scattato dalla quinta casella.
lSpiccano anche i suoi duelli con campioni quali Schumacher, Raikkonen, Massa, Hamilton, Button, Webber e Vettel.

Ma soprattutto spicca la sua straordinaria grinta e tenacia che gli sono valsi il soprannome di Samurai.   E’ possibile rivederle nei primi giri del Gran Premio di Ungheria del 2006,;dove partito nelle retrovie si rende protagonista di una serie di sorpassi sul bagnato nei primi giri degni di Ayrton Senna, culminati con il sorpasso su Michael Schumacher. O ancora basti rivedere la vittoria con la Ferrari nel 2012;a Valencia dove era stato escluso dal Q3 in qualifica e le commuoventi difese all’arma bianca con la F14T in Ungheria nel 2014,;dove giunge secondo, o con la Mclaren-Honda nel 2017 a Mexico City contro Lewis Hamilton su una Mercedes ben più performante.

L’esempio più significativo di questa determinazione è però la sua gara a Baku nella stagione corrente, dove;al primo giro rimane coinvolto nei contatti e si ritrova con due gomme forate. Fernando non si arrende e percorre un giro intero su due ruote per tornare ai box,;da dove riparte ultimo e inizia una straordinaria rimonta fino alla settima posizione.
Non importa quante difficoltà gli siano comparse davanti e per quale posizione nelle retrovie si sia ritrovato a combattere. Alonso ha sempre dato il 110% in qualsiasi circostanza, contrariamente a;quanto si possa dedurre da alcuni suoi team radio, dettati anche dalla frustrazione.

Il lato umano di Alonso

Fernando Alonso sarà una grave perdita per la Formula 1 anche per il suo lato umano. In una Formula 1 dove regnano le dichiarazioni standard, la prevedibilità e il politically correct,;Alonso è sempre andato fuori dagli schemi, comunicando i propri pensieri in maniera schietta e diretta, senza ricorrere a ridondanti e inconcludenti giri di parole,;che si trattasse di un team radio o di una conferenza stampa. Una caratteristica che ha portato i fan ad amarlo o ad odiarlo, senza possibilità di vie di mezzo,;e che in alcuni contesti ha anche provocato delle fratture negli ambienti in cui si è ritrovato a lavorare.

Foto: Formula Passion

Lo spagnolo però non esclude niente per il suo futuro, come si legge dalle sue recenti dichiarazioni:

“Abu Dhabi sarà certamente una gara molto emozionante per me, dal momento che sarà la conclusione di una lunga e felice carriera di 17 anni in Formula 1. E’ giunto il tempo per me di andare avanti, ma sono concentrato per finire la stagione a la mia carriera in Formula 1 con una nota positiva.”

“Sono anche contento che il mio rapporto con la Mclaren continuerà con la Indy 500 e ci saranno ulteriori nuove sfide insieme. Sono una cosa molto eccitante e sono entusiasta per quello che mi porterà il futuro. Per adesso non sto escludendo niente”.

Alonso ha reso popolare la Formula 1 in Spagna e resta un personaggio insostituibile per la Formula 1,;perché la sua grinta e sincerità fanno di lui il prototipo del pilota romantico di altri tempi.

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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.