F1 | Ferrari, 5 motivi per credere nel titolo

I tanti punti di vantaggio di Lewis Hamilton e della Mercedes nelle due classifiche iridate hanno indirizzato il mondiale 2018 verso una direzione ben precisa. Non mancano tuttavia i motivi validi per sperare di continuare a vedere un campionato combattuto fino alla fine della stagione.

Foto: FIA

 

Il Gran Premio d’Italia e la gara notturna di Singapore hanno segnato uno spartiacque nella storia di questo campionato. Oltre al grande margine accumulato nelle due classifiche che Lewis Hamilton e le Frecce d’Argento potranno gestire nelle sei gare rimanenti, gli ultimi due round hanno portato grande ottimismo in casa Mercedes e parallelamente sconforto e disorientamento tra le fila della Ferrari. Dapprima gli uomini in rosso hanno mancato la vittoria nella gara di casa e poco dopo hanno subito una sconfitta su una pista dove la Ferrari era data per favorita.
Per provare a riaprire il campionato gli uomini di Maranello devono ripartire da un’analisi lucida dei propri errori e allo stesso tempo dei propri punti di forza, per trovare la benzina necessaria a spingere le SF71-H verso una clamorosa rimonta.

LA MACCHINA

Foto: Scuderia Ferrari F1

Una delle speranze per Sebastian Vettel si chiama SF71-H.
Sarebbe erroneo oltre che controproducente e poco stimolante pensare che la Ferrari 2018 sia la macchina migliore della griglia in quanto non si è mai assistiti a un dominio netto in questa stagione. Tuttavia è evidente di come l’ultima vettura di Maranello possa finalmente giocarsela alla pari con la Mercedes.
Considerando da dove si era partiti e il distacco che è stato colmato, le prestazioni attuali rappresentano già una piccola vittoria, attribuibile in parte al lavoro di sviluppo portato avanti da Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen dal 2015 a oggi.

La SF71-H ha dimostrato di poter contendere la vittoria alla Mercedes su  piste veloci quali Canada, Silverstone e Spa, confermandosi allo stesso tempo ancora veloce sulle piste più tortuose. A Montecarlo Sebastian Vettel ha conquistato il secondo posto davanti a Lewis Hamilton, mentre a Budapest entrambe le Ferrari sono andate a podio, mancando la vittoria per delle carenze in condizioni da bagnato, con cui si sono disputate le qualifiche.

La performance sottotono a Singapore è dovuta a scelte di assetto sbagliate e;a un grande lavoro della Mercedes per risolvere le sue storiche criticità sulla pista asiatica, più che a delle carenze intrinseche della SF71-H.
Prima della trasferta a Singapore, che comunque rappresenta una pista atipica rispetto a quelle rimanenti in calendario, la Ferrari ha mostrato delle prestazioni molto convincenti a Monza, Spa,;Budapest, Hockeneim e Silverstone, nonostante la vittoria in molti casi sia sfuggita per degli episodi di gara.


I PILOTI

Foto: Scuderia Ferrari F1

La Ferrari è l’unica squadra a poter contare su due piloti campioni del mondo.
Sebastian Vettel ha commesso diversi errori nel corso della stagione,;ma attualmente rappresenta uno dei pochissimi piloti in grado di contendere il titolo a un Lewis Hamilton tanto veloce quanto infallibile.
Il tedesco quattro volte del mondo raramente ha mostrato delle prestazioni velocistiche sottotono e;si è reso protagonista anche di gesti arditi come il sorpasso su Valtteri Bottas che gli è valso la vittoria a Silverstone;o la gestione delle gomme in Bahrain che gli ha consentito di difendere la prima posizione sino alla bandiera a scacchi.

Al suo fianco Kimi Raikkonen si trova nel suo stato di forma migliore dal suo ritorno in Ferrari, costituendo un grande alleato per Sebastian Vettel.
Il rinnovo mancato potrebbe far pensare che il finlandese non sarà disponibile a sacrificarsi per la causa mondiale, ma Kimi Raikkonen ha già dato prova in passato della sua professionalità.

LE POWER UNIT

Da qui al termine della stagione non sarà più possibile sostituire componenti della power-unit senza incorrere in penalità.
L’eventualità di una sanzione o di un guasto tecnico rappresenta una variabile impazzita in questo finale di campionato, che può danneggiare la Ferrari tanto quanto aiutarla.
Lo sa bene lo stesso Lewis Hamilton che nel 2016 ha perso un mondiale a causa del cedimento del proprio motore in Malesia.

Sarebbe un peccato se questo mondiale così combattuto venisse deciso da episodi simili, ma l’affidabilità rappresenta comunque una variabile che può ancora riaprire il campionato oppure chiuderlo definitivamente.

LA STORIA

Due dei quattro titoli mondiali di Sebastian Vettel sono nati da una rimonta nel finale di campionato.
Nel 2010 il tedesco allora pilota Red Bull nelle ultime sei gare recuperò lo svantaggio;di 31 punti andando a vincere il mondiale nella gara finale di Abu Dhabi, battendo gli altri candidati al titolo ossia Alonso, Webber, Button;e lo stesso Hamilton.

La storia si è ripetuta nel 2012, dove a sette gare dal termine Vettel aveva un distacco di 39 punti dalla Ferrari e Fernando Alonso. Anche in quella occasione il tedesco conquistò il titolo all’ultimo appuntamento. Nelle ultime due gare di quella stagione inoltre Sebastian si è ritrovato a rimontare in gara dall’ultima posizione: ad Abu Dhabi prese parte alla corsa dalla pit-lane, mentre a San Paolo andò in testacoda al primo giro, venendo sfilato da tutto il gruppo.

LA MATEMATICA

La matematica dice che Sebastian Vettel potrebbe colmare i 40 punti di distacco dal leader in classifica vincendo le sei gare rimanenti,;pur con Lewis Hamilton sempre secondo.
Più che nella probabilità di questo evento, l’importanza di questo dato risiede nel fatto che Vettel può ancora vincere il titolo facendo affidamento unicamente a sé stesso,;senza sperare in eventuali passi falsi di Hamilton. Una situazione questa che rappresenta una carica psicologica in più per la Ferrari.

Prima della fine del mondiale sono ancora disponibili 150 punti per il campionato piloti e 258 per quello costruttori,;che rendono ancor meno scoraggiante il ritardo in campionato della Ferrari dalla Mercedes.
Lewis Hamilton attualmente si trova in uno stato di grazia che gli permette di guidare in maniera semplicemente perfetta,;ma in passato ha già dato prova della propria fragilità psicologica. Se le prossime due gare non dovessero andare secondo i suoi piani,;ecco che alcune certezze dell’inglese verrebbero meno e l’inerzia della situazione penderebbe a favore di Sebastian Vettel e della Ferrari.

 

In conclusione Lewis Hamilton e la Mercedes sono i favoriti per la conquista del titolo,;ma le variabili ancora in gioco non permettono di escludere eventuali colpi di scena.
La Ferrai può e deve credere nella rimonta, per non sprecare il grande lavoro fatto fino ad adesso.
Solo quando arriverà la certezza matematica ci si potrà arrendere a un Lewis Hamilton e una Mercedes che fino ad adesso si sono dimostrati semplicemente perfetti.


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Carlo Platella

Nato e cresciuto a Torino, studio ingegneria dell'Autoveicolo nel Politecnico della mia città. Ho una grande passione per il motorsport in tutte le sue forme che mi piace trasmettere negli articoli. Lavoro nella Squadra Corse della mia università con la speranza un giorno di entrare in Formula 1.