F1 | Ferrari conferma la rottura del mozzo sulla ruota della monoposto di Leclerc. Ma perché è sfuggito ai controlli?

Dopo un’attenta analisi, in Ferrari sono arrivati a una conclusione: Leclerc si è ritirato a causa della rottura del mozzo della ruota sulla monoposto #16. Ma perché questo particolare è sfuggito agli uomini della Rossa?

Mozzo Leclerc Ferrari
Leclerc e il collega Russell, che lo va a consolare dopo il DNS

Arrivano conferme da Maranello. È stato un cedimento del mozzo della ruota posteriore sinistra a impedire a Leclerc di gareggiare con Ferrari nel GP di casa. Questo è quanto risulta dalle prime analisi effettuate a Maranello al rientro della vettura in Italia. I tecnici della Rossa hanno dovuto smontare tutto attentamente per analizzarne i dettagli tecnici. Hanno identificato, con molta probabilità, ciò che ha causato il ritiro della vettura 16 e ha tolto al pilota monegasco una papabile vittoria. Ieri si pensava al semiasse o a un elemento collegato, come una giunzione esterna ma non era l’ipotesi giusta.

La rottura è avvenuta durante i giri di ricognizione

Il danno è stato una conseguenza collaterale dell’incidente di sabato delle qualifiche. Charles, infatti, nell’ultimo tentativo era andato a muro all’uscita delle Piscine dopo aver ottenuto il miglior tempo. La botta è avvenuta sul lato destro della monoposto, ma è stata così forte da aver causato danni anche al lato sinistro.

Il mozzo si è rotto domenica subito dopo l’uscita dal garage di Charles. Alla curva 6, il disastro. Il pensiero di Leclerc, che ha sentito che qualcosa non andava, è andato al cambio, ma in realtà il problema non era quello. Il cambio, come spiegato da Binotto, funzionava alla grande. Anche perché in caso di dubbi si sarebbe passati alla sostituzione, nonostante le cinque posizioni di penalizzazioni in griglia previste dal regolamento.


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Perchè, allora, la rottura del mozzo è passata inosservata?

Ma allora perché Ferrari non ha svolto controlli più approfonditi per escludere qualsiasi tipo di problema? Ecco la spiegazione: le procedure non prevedevano l’ispezione del mozzo per quel genere di incidente. E questo spiegherebbe perché i sensori e continui controlli nel garage prima della partenza non avessero riscontrato anomalie. “Saranno rinforzate le procedure di sicurezza e aumentati i controlli, questa è lezione che la Ferrari trae dallo sfortunato Gp di casa di Leclerc”, ha detto Binotto. Si è trattato di una rottura mai capitata prima dopo un botto del genere, che non era ad alta velocità. I meccanici avevano comunque dovuto ricostruire parti importanti della vettura: fondo, ali, piantone dello sterzo, pompa dei freni. Ma qualcosa è evidentemente sfuggito.

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Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.