F1 | Ferrari e il mancato pit stop in regime di safety car: “Solo gomme dure a disposizione”

In regime di safety car durante il GP di Miami, Ferrari non ha approfittato della situazione per fare un pit stop. Questo ha dato un ulteriore vantaggio a Red Bull.

Ferrari pit stop safety car
Fonte: Il Foglio

In regime di safety car durante il GP di Miami, Ferrari non ha approfittato della situazione per fare un pit stop. Questo ha dato un ulteriore vantaggio a Red Bull. Quando di è passati da virtual safety car a safety car, il leader della gara Max Verstappen aveva superato già i box, ma il duo Ferrari Charles Leclerc e Carlos Sainz non lo aveva ancora fatto.

C’era quindi possibilità per uno o entrambi  di passare a gomma fresca, il che avrebbe dovuto dare loro un vantaggio per gli ultimi giri. Ma, sorprendentemente per la Red Bull, la Ferrari ha tenuto entrambi i suoi piloti fuori con pneumatici più vecchi. Il capo del team Red Bull Christian Horner ha detto: “La Ferrari ci ha lasciato un po’ fuori dai guai quando non si è fermata in regime di safety car. Max aveva già superato l’ingresso ai box, mentre la Ferrari avrebbe avuto una sosta libera. Il fatto di non fermarsi si è trasformato in vantaggio per noi. Perché penso che se avessero messo gomme soft, Max sarebbe arrivato terzo“.


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La Ferrari ha spiegato, tuttavia, che la situazione non era così semplice. Leclerc e Sainz erano piuttosto limitati sulle loro opzioni di pneumatici in quella fase della gara, senza che nessuno dei due avesse un nuovo set di medie o soft disponibili. La coppia aveva solamente a disposizione un nuovo set di hard, ma secondo Binotto scegliere tale soluzione avrebbe peggiorato le cose.
Credevamo che in termini di riscaldamento, una gomma usata sarebbe stata più forte di una nuova“, ha spiegato. “Avremmo sofferto più problemi di riscaldamento con nuove hard, che erano quelle che avevamo a disposizione in garage. Così abbiamo deciso di stare fuori perché credevamo che fosse la migliore possibilità per noi di attaccare nei primi giri, che è quello che è successo.”

Penso che la migliore opportunità per Charles fosse stata proprio al primo giro dopo la safety car, e certamente era vicino in quella fase. E anche per Carlos, ha aiutato a cercare di difendere Perez che aveva appena messo le medie”

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Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.