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F1 | Ferrari, il Mondiale lo vinciamo l’anno prossimo

In quel di Maranello, Ferrari si prepara ad una stagione 2024 di F1 che sancirà il vero inizio dell’era Vasseur: quale obiettivo porsi?

Quale deve essere l’obiettivo Ferrari per la stagione 2024 di F1? Fra speranze e aspettative, oltre ai soliti rumors da Maranello, l’attesa per la presentazione della nuova Rossa si fa più trepidante. È quel periodo dell’anno in cui si cerca la voce, l’indizio, l’uccellino che porta buone nuove o presagi di sciagure. Ma battere Red Bull non è questione esclusivamente nelle mani di Vasseur.

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Charles Leclerc sul podio di Abu Dhabi F1 – Ferrari Media Centre

Il mese di gennaio, soprattutto negli anni recenti, da quando il Mondiale inizia con l’arrivo di marzo, rappresenta l’ultimo grande vuoto da colmare per gli appassionati. L’attesa si fa trepidante, ricercare e interpretare le voci di corridoio diventa quasi estenuante. C’è chi dà in pasto al pubblico dati e numerini che parrebbero arrivare dal simulatore e chi, come Leo Turrini, si limita a qualche (razionale) opinione.

Il giornalista, sul suo blog, si è lasciato andare a dei pensieri scritti quasi a mo’ di diario. C’è qualche voce, qualcosa sentita di qua o di là, ma soprattutto c’è un’idea, appunto, razionale: “Il traguardo ragionevole è vincere almeno cinque gare, dando il senso di una inversione di tendenza“.

Per la prima vera stagione di Frédéric Vasseur in Rosso, cinque vittorie sono l’obiettivo perfetto. Vincere il Mondiale non è certo fuori dai pensieri, dalle parti di Maranello, ma nessuno può crederci davvero. Certo, come sostiene anche Toto Wolff, non si partecipa ad una competizione con l’idea di perderla. Ma se si vuole dare stabilità ad un progetto, in un ambiente come quello Ferrari, è vietato fare sparate.

Lo vinciamo l’anno prossimo

Chiunque bazzichi l’immenso universo dei social network, non può non essere imbattuto nel supremo mantra delle Rosse: “Il Mondiale lo vinciamo l’anno prossimo“. Una frase diventata tristemente emblema del Cavallino Rampante, il cui ultimo titolo è un Costruttori, e risale all’ormai lontanissimo 2008. I fasti dell’era Schumacher sono passati, le nuove generazioni neanche ricordano l’ultima Rossa vincente.


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La Formula 1, però, è anche un gioco di pazienza, dove i due team più vincenti dell’ultimo decennio sono anche quelli che non cambiano la loro leadership. Certo, i titoli consolidano le posizioni delle personalità di vertice, ma ad ogni nuova avventura va concesso il giusto tempo. Pretendere la lotta ad armi pari con Red Bull, nella prossima stagione, sarebbe ingeneroso nei confronti di Frédéric Vasseur.

Cinque vittorie significa essere, più o meno agevolmente, la seconda forza del Mondiale. Un traguardo perfetto, che avrebbe il sapore di un successo ampiamente soddisfacente. Per buona pace di chi vuole l’immediata caduta dell’Impero del Male (leggasi: Max Verstappen), lo sport è, appunto, gioco di pazienza.

Il trionfo Red Bull nel 2021 non è stato costruito in una stagione. È stato frutto di una progressiva risalita, a partire dal disastroso 2014. Ma soprattutto, è stato frutto di una Mercedes che, per la prima volta dall’inizio dell’era ibrida, non ha proposto una vettura imbattibile. Una variabile, forse l’unica che conti davvero, che non è nel controllo di nessuno a Maranello. Tempo al tempo.

Foto Copertina: Ferrari Media Centre

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