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F1 | Ferrari 676 – La SF-23 è un ricordo: “Con la monoposto 2024 gireremo pagina”

Il direttore tecnico di Ferrari Enrico Cardile ha spiegato come lo sviluppo del progetto 676 andrà a migliorare i limiti della SF-23.

Ferrari sta lavorando intensamente su quello che è il progetto 676, la monoposto 2024 che sarà sviluppata seguendo una nuova filosofia. Se infatti la SF-23 aveva dato una continuità con la monoposto del 2022, la vettura del prossimo anno rappresenterà un cambiamento più marcato. Il direttore tecnico Enrico Cardile, in un’intervista rilasciata a motorsport.com, ha spiegato come cambierà la prossima vettura e quali sono stati i limiti principali della Ferrari nel 2023.

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Dettaglio delle pance Ferrari portate a Barcellona – Credits: F1inGenerale

Ferrari SF-23 limitata dal telaio, nel 2024 si cambia

Dopo le prime gare della stagione non proprio esaltanti, Ferrari ha deciso di cambiare filosofia aerodinamica a partire dal GP di Barcellona. Gli aggiornamenti hanno modificato la forma delle pance, abbandonando l’iconica “vasca”, e del fondo. Tuttavia il team di Maranello ha dovuto scontrarsi con dei forti limiti derivanti dalla geometria del telaio, che ha impedito intervenire in modo più “drastico” sulla vettura. 

Proprio per questo motivo la monoposto Ferrari del 2024, il progetto 676, avrà un telaio completamente nuovo e quindi funzionale alla nuova filosofia, come confermato dallo stesso Cardile.

Con la monoposto 2024 gireremo pagina, il progetto è diverso. Abbiamo capito che per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati c’è bisogno di una vettura diversa. Di conseguenza l’anno prossimo vedrete una monoposto progettata in modo differente rispetto al concetto portato in pista nel 2022”

Le limitazioni sono state legate principalmente al telaio. La differenza tra la nostra vettura e quelle in stile Red Bull è nelle bocche dei radiatori. Il design di quest’area sulla nostra vettura era più ampio rispetto a quello della Red Bull, ma c’è un perché. Noi usavamo quest’area della carrozzeria per modificare i parametri di pressione dell’aria con l’obiettivo di controllare la scia proveniente dalle gomme. D’altra parte, scavando nell’area sotto alle bocche dei radiatori si può portare un flusso d’aria migliore verso la parte posteriore della vettura, con benefici in termini di carico al retrotreno. Ma facendo ciò si deve trovare un modo per recuperare la gestione della scia proveniente dalla gomma”.


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La precedente filosofia aerodinamica non richiedeva un telaio troppo “specifico” in quanto il focus era sulla parte superiore delle pance. L’abbandono delle vasche, e l’idea di sfruttare il sottoquadro per alimentare il fondo, richiede invece una geometria più specifica.

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Enrico Cardile, DT Ferrari – Credits: XPB Images

“Aggiungendo al discorso i pod più ampi”, ha spiegato Cardile, “alla fine non avevamo bisogno di progettare un telaio particolarmente complesso, perché abbiamo montato l’elettronica dietro ai radiatori. Inoltre abbiamo deciso di porre il cono anti-intrusione laterale inferiore all’altezza maggiore concessa dal regolamento, in modo da avere un design che ci consentisse di trovare maggiori prestazioni da una maggior pulizia sulla superficie superiore della parte anteriore del fondo. Però nel momento in cui si decide che per centrare un differente obiettivo hai bisogno di forme differenti. La posizione dell’elettronica, il design del telaio e la posizione del cono anti-intrusione inferiore sono diventati dei limiti”.

Una sensibilità al vento da migliorare

Come avevamo spiegato in un precedente articolo, la Ferrari SF-23 era una monoposto particolarmente sensibile al vento. Molte volte infatti abbiamo visto la macchina diventare più imprevedibile in condizioni di vento forte. Questo naturalmente mette in difficoltà i piloti. Il direttore tecnico di Ferrari ha sottolineato che anche questo aspetto è stato preso in considerazione durante lo sviluppo del progetto 676.

Sicuramente faremo dei correttivi, perché da questo fattore dipende anche la fiducia che il pilota ha nella monoposto. Nelle giuste condizioni abbiamo delle buone performance, sempre al netto di una Red Bull che volava rispetto a noi. Quando però ad un certo angolo di imbardata si aggiunge il vento, il pilota perde fiducia perché non sa quando ci sarà una folata di vento, la direzione in cui soffia e come ciò influenzerà il comportamento della vettura”.

Ferrari dunque ha ben chiaro quali siano stati i limiti principali della SF-23 e quali azioni correttive vadano fatte sul progetto 676 per non riavere gli stessi problemi nel 2024. 

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Copertina: Scuderia Ferrari