F1 | Ferrari, Rueda spiega la strategia (sbagliata) usata nel GP di Portogallo

Iñaki Rueda, capo delle strategie Ferrari, ha spiegato in un video quella che doveva essere la strategia del team in Portogallo.

Rueda strategia Ferrari Portogallo
Credits: planetf1

Iñaki Rueda fa chiarezza sulle decisioni sbagliate del team Ferrari per quanto riguarda la strategia del GP di Portogallo. Come ben sappiamo, la scuderia di Maranello ha avuto molti problemi a livello strategico nello scorso weekend, soprattutto con Carlos Sainz. Lo spagnolo, partito in quinta posizione, ha fatto un pit stop in anticipo rispetto agli altri. Gli ingegneri hanno optato per gomme medie che, guardando ai tempi di Leclerc non sembravano in realtà, essere adatte. Lo stesso monegasco, infatti, nel suo pit stop ha montato gomme dure, le quali gli hanno permesso di fare tempi molto buoni pur non arrivando alla quinta posizione. Ma come mai si è deciso di fermare Sainz in anticipo? Perchè ha montato gomme gialle nonostante non fossero promettenti? Perchè non ha montato le gomme dure come Leclerc? A queste domande ha dato una risposta Rueda.


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A Portimao, il comportamento delle gomme è stato strano. All’inizio pensavamo che sia gomme soft che gomme medie fossero due ottime scelte. Ma cosa abbiamo visto durante la gara? Che la gomma media, non per tutti i piloti, ma per alcuni (Charles) creava graining molto velocemente. Cos’è il graining? Quando la gomma perde performance a causa di segni che si formano sulla gomma. Quindi cos’è successo a Carlos? Quando abbiamo messo gomme medie nel giro 20, abbiamo pensato che quella gomma poteva arrivare fino in fondo. Per noi, questa gomma ha creato molto più graining di quanto ci aspettassimo, e di quanto non abbia fatto con gli altri team. Per questo Carlos ha sofferto molto“.

La doppia strategia per fermare Norris

“Abbiamo iniziato la gara su due gomme diverse: soft per Carlos e medie per Charles. Dopo la safety car ci siamo trovati con entrambe le monoposto dietro la McLaren di Norris. Era lui il nostro obbiettivo. Volevamo rendere la gara molto difficile per il team di Woking. Come fare? Cercare di avere una strategia precisa per entrambe le monoposto, così da avere una doppia possibilità di successo. Carlos, che si trovava davanti, si è fermato al giro 20 e gli abbiamo montato gomme medie, che pensavamo potessero resistere fino alla fine senza grossi problemi. Anche se Charles era ancora lontano da Norris, questo lo ha spinto a fermarsi prima e montare anche lui gomme medie. Con Charles che si sarebbe fermato per il pit stop più tardi, se Norris avesse sofferto dello stesso problema di cui ha poi sofferto Sainz, ne avremmo tratto vantaggio. Con Norris in sofferenza con le medie, Charles sarebbe riuscito a sorpassarlo con gomme dure. Queste sono state le nostre due strategie per cercare di fermare Norris.

Insomma, in poche parole Ferrari non aveva fatto i conti con ciò che stava accadendo a Leclerc. Il monegasco stava faticando molto con le medie. Ma il muretto Ferrari ha fatto male i conti: il problema era ben più grave di ciò che pensavano loro e questo ha compromesso la gara dei due piloti. Resta il fatto preoccupante che Ferrari sia stata l’unico team ad aver sofferto così molto con le gomme. Questo è un tema da non sottovalutare e a Maranello dovranno riflettere attentamente sul da farsi.

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Alessia Malacalza

Classe 2000, aspiro a lavorare nel mondo dello sport. Studio Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche a Milano.