F1 | Caccia ai furbetti, la FIA annuncia un’indagine sulla gestione dell’ERS

Insieme alla regola della mappatura identica per qualifiche e gara, la Federazione cerca di limitare eventuali violazioni del regolamento soprattutto dove è più difficile rilevarli. Ecco perché ha avviato un indagine anche per quanto riguarda la parte ibrida delle power unit. L’obiettivo è delineare il funzionamento esatto dei vari sistemi di recupero di energia di ognuna delle 4 case fornitrici di propulsori. FIA indagine gestione ERS

FIA indagine gestione ERS
Credits: Renault Sport F1

 

Molti giustamente criticano le decisioni prese dalla Federazione in termini di limitazioni alle performance delle vetture, ma come ogni azione c’è un motivo ben chiaro che spinge a compierla. In questo caso si tratta del fatto fatto che sta diventando sempre più difficile dimostrare se con le attuali power unit se qualcuno sta barando o meno. Il caso Ferrari ha mostrato che la FIA, pur avendo a disposizione più di 1000 ingegneri, non è riuscita ad individuare l’irregolarità del motore sviluppato a Maranello. FIA indagine gestione ERS

Quello che è certo, tuttavia, è che tutti e quattro motoristi dovranno caricare informazioni dettagliate sui loro sistemi ERS sul server FIA entro il 21 agosto. Nella direttiva tecnica TD / 036-20 del 4 agosto infatti si citano principalmente i vari componenti ausiliari del sistema di recupero energetico. FIA indagine gestione ERS

A quanto pare la FIA ha il sospetto che uno o più motoristi non stiano seguendo le regole per quando riguarda la gestione energetica. Le richieste della FIA sono infatti troppo specifiche per un’indagine di routine.

Ferrari, Honda, Mercedes e Renault verranno analizzate sulla base innanzitutto di quanto riportato nel Regolamento Tecnico. Due sensori misurano i flussi di energia in entrata e in uscita dalla batteria e dall’MGU-K. Inoltre, come riportato nell’articolo 5.3.5, tali sensori dovranno trasmettere i segnali necessari al data logger della FIA per poter monitorare che i flussi di energia siano conformi alle regole.

Quindi, alla luce del regolamento, la FIA ha voluto precisare che qualsiasi misura o sistema inventato per alterare intenzionalmente le misurazioni elettriche è considerato una grave violazione delle norme. Secondo i rumor del paddock si pensa che alcuni sensori siano stati manipolati in modo tale da poter iniettare più benzina di quella consentita.

Il resto del testo della Direttiva Tecnica chiarisce dove la FIA sospetta possibili irregolarità. I collegamenti dalla batteria alle varie centraline che monitorano il sistema ERS normalmente non sono collegati al circuito ad alta tensione; ed è esattamente qui che è possibile interrompere o modificare la misurazione. Ciò avrebbe quindi lo stesso effetto della presunta manipolazione della Ferrari sulla misurazione della potenza e consentirebbe di immettere più potenza nel sistema tramite l’MGU-K (120 kW massimo consentito dal regolamento).

Dead line: FIA indagine gestione ERS

I produttori di motori dovranno fornire informazioni sull’architettura del proprio ERS entro la fine di questa settimana. Ciò include disegni e viste CAD di tutti i circuiti ausiliari che non appartengono al circuito ad alta tensione. Verranno analizzati anche i valori minimi e massimi di corrente che fluiscono nel sistema ERS sia quando l’auto è in pista che quando si trova in garage.

La Federazione non esclude la possibilità di effettuare verifiche approfondite sulle power unit:

In caso di dubbio, la FIA è autorizzata ad effettuare controlli ancora più accurati direttamente nella monoposto. Tutti i motoristi dovranno dare la propria disponibilità per l’analisi.

Non è ancora chiaro se la FIA sta brancolando nel buio o uno o più motoristi stanno sfruttando una o più zone grigie del regolamento per avere una potenza extra.

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Matteo Quattrocchi

Studente presso L’Università degli Studi di Pavia, fotografo sportivo e appassionato di motori da sempre.