F1 | Briatore: “Hamilton? Un fortunato campione, quando ha avuto pressione ha perso il mondiale”

L’abilità dei piloti in pista, la gestione della pressione e l’evoluzione della F1 sono solo alcuni degli argomenti caldi trattati da Flavio Briatore durante una recente intervista concessa a Insider Blog. Da Schumi ad Alonso, fino a Hamilton e Verstappen, l’ex boss della Renault non esclude proprio nessuno. Flavio Briatore Hamilton

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MONTE CARLO, MONACO, FRANCE – 2018/05/27: Flavio Briatore in the paddock during the Monaco Formula One Gran Prix. (Photo by Marco Canoniero/LightRocket via Getty Images)

Nel corso di un’intervista concessa a Insider Blog nel suo nuovo locale, il “Crazy Pizza” di Montecarlo, Flavio Briatore parla della F1, di come si è evoluta la categoria regina, delle abilità in pista dei campioni di ogni era e della loro gestione della pressione. Flavio Briatore Hamilton

La vulcanica personalità del manager italiano è ben nota a tutti. Anche questa volta, l’ex boss di Benetton e Renault è riuscito a catturare l’attenzione con dichiarazioni tanto interessanti quanto spontanee.

Briatore, nell’intervista, parla del ruolo del pilota nella F1 moderna: “Oggi la macchina conta molto più del pilota, è fondamentale. Credo che ci siano 4 o 5 piloti che, se avessero la vettura di Hamilton, potrebbero tranquillamente vincere il mondiale“.

Lewis Hamilton e la gestione della pressione

2020 British Grand Prix,Sunday – LAT Images

Soffermandosi su Hamilton dichiara: “È un pilota molto forte, ma è così imbattibile anche perché negli ultimi anni non ha mai avuto alcuna particolare pressione. L’unica volta che ha sentito pressione è stata nel 2016 con Rosberg, e lì ha perso il campionato”.

“Come in ogni sport, è fondamentale sopportare la pressione: c’è chi ci riesce meglio e chi no. Ricordo tanti anni fa a Imola quando Schumacher è stato negli scarichi di Alonso per tantissimi giri, in quei momenti vedi la differenza tra chi sbaglia e chi no”.


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Le esperienze personali con due grandi campioni

Briatore torna anche agli anni ’90, ricordando i talenti di Schumi e Nando: “All’epoca c’erano alcuni piloti molto interessanti come Frentzen, Werlinger e Schumacher. Michael è poi stato qualcosa di speciale, il più talentuoso”.

“Io ho lavorato con Alonso e Schumi, due grandi campioni che avevano qualcosa in più di tutti gli altri, erano fortissimi in ogni condizione, portavano sempre la macchina al limite”.

L’evoluzione tecnica e la vera essenza della F1

“La tecnologia – continua l’imprenditore, parlando dell’evoluzione tecnica e dell’essenza del motorsport – è giusta, ma per me la vera F1 è la differenza tra i piloti, sono dei gladiatori”.

“Se mettessimo su macchine tutte uguali Hamilton, Alonso, Vettel, Verstappen e gli altri migliori piloti vedremmo gare spettacolari. A fine gara sarebbero distaccati di pochi decimi”.

“La tecnologia è importante ma toglie importanza al pilota. A fine anni ’90 le auto erano simili e le gare più divertenti. Oggi, Mercedes domina nettamente le gare, non è quello che la gente vuole vedere“.

“Gli appassionati vogliono vedere questi gladiatori combattere in pista ruota a ruota, questa è la vera F1“, chiosa Briatore.

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Francesco Rapetti

Aspirante giornalista, studente di Scienze Politiche all'Università di Genova. Appassionato di Formula 1 fin da piccolo.