F1 | Focus sulle ali anteriori flessibili: boomerang Mercedes

Ali anteriori flessibili, è iniziata una nuova guerra tecnica. E se fosse proprio l’ala il problema del bilanciamento Mercedes?

Confronto della flessione delle ali anteriori – Credits: Sky

Confronto tra Ferrari, Mercedes e Red Bull

Nemmeno il tempo di archiviare il grande polverone alzato sulle ali posteriori flessibili che, nel paddock di Formula 1, è già scoccata la nuova guerra tecnica sulle ali anteriori flessibili. Durante le FP2 del GP di Baku, è stata messa in evidenza l’eccessiva flessione delle ali anteriori di Mercedes e Red Bull. E’ importante sottolineare come entrambe le soluzioni siano, con il regolamento attuale, corrette. Infatti, per poter essere equipaggiate sulle auto e scendere in pista devono aver superato dei test statici. Come è naturale aspettarsi, i test sulle ali anteriori prevedono una flessione di gran lunga maggiore rispetto a quelle posteriori. In particolare, la flessione massima consentita è di 15 mm sull’asse verticale con un carico di 1000N applicati.

Analizzando l’immagine, Mercedes è sembrato il team con una flessione maggiore rispetto alle altre. D’altra parte, anche Red Bull evidenzia una flessione accentuata, ma minore rispetto al team di Brackley. Ferrari, invece, adotta soluzione decisamente più rigida rispetto alle due rivali. Anche stavolta, gli uomini di Maranello hanno intrapreso una strada conforme al regolamento, senza esplorare le cosìddette zone grigie.


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Boomerang

E’ tutto partito da Mercedes, ma adesso sono loro sotto la lente di ingrandimento. Tanto che Christian Horner punzecchia Toto Wolff consigliandolo di guardarsi in casa in quanto a infrazioni. Da un punto di vista puramente regolamentare, le infrazioni non ci sono. Se le ali superano i test statici possono scendere in pista. Ma perchè la Mercedes accusa Red Bull, se, anche loro, hanno esplorato la stessa zona grigia? Sembra un autogol da parte della scuderia di Brackley. Ma non potrebbe essre l’unico commesso. Proprio sul circuito di Baku, Mercedes ha mostrato gravi problemi sulla ricerca del bilanciamento ottimale. Questo è evidenziato dalle considerazioni dei piloti durante le prove libere. Infatti, analizzando i problemi riscontrati dai due portacolori Mercedes, si nota un continuo disappunto per l’interazione tra l’avantreno ed il retrotreno. Ma perchè pensiamo possa esserci una correlazione con l’ala anteriore?

Hamilton – Credits: Mercedes AMG

Può l’ala anteriore essere responsabile dei problemi Mercedes?

Riuscire a progettare un’ala di Formula 1 in grado di essere aerodinamicamente efficiente è difficle. Se quest’ala deve anche flettere, il lavoro si complica notevolmente. L’ala anteriore è la prima superficie ad essere investita da un flusso d’aria indisturbato, è quindi necessario che lo indirizzi nel modo migliore sul resto della vettura. Con un’ala flessibile, questa difficoltà raddoppia. In particolare, guardando la prima immagine, notiamo che a flettere sono i flap superiori. Questi ultimi contribuiscono a formare il vortice Y250 che, con l’utilizzo del cape, delle turning vanes e poi dei bargeboards acquista energia. Questo vortice è responsabile del carico generato con il fondo della vettura, infatti genera una minigonna aerodinamica ai lati del fondo stesso.

Se l’auto non è ben bilanciata o l’ala anteriore non si sposa al meglio con la macchina, è possibile riscontrare un comportamento inadeguato che non risponde alle richieste del pilota. Un’ala flessibile impone una progettazione della vettura tale che sia efficiente con un’ala che al tempo stesso svolge un doppio lavoro. Il primo in rettilineo ad alta velocità, il secondo nei tratti guidati dei circuiti. Durante le prove libere e le qualifiche Mercedes sembra aver fatto qualche passo avanti in termini di bilanciamento, anche se solo Hamilton è riuscito a strappare una buona posizione.

 

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