F1 | Force India: da top del campionato degli “altri” a bassa classifica

La scuderia indiana ha attraversato varie peripezie, in particolare l’essere messa in amministrazione controllata. Che la pausa estiva serva per una riorganizzazione? Riuscirà la Force India a riprendersi un quarto posto in campionato che aveva di diritto fino all’anno scorso?

Force India F1

Prestazioni previste dopo i test

Dopo i test pre-stagionali di Barcellona, la Force India (con 3 piloti nei quattro giorni, ovvero Esteban Ocon, Sergio Perez e Nikita Mazepin) tutt’ad un tratto aveva perso la sua classica forma degli ultimi anni. Da quarta forza nel mondiale, si è trovata pericolosamente in basso nella classifica, con Ocon che ha chiuso in tredicesima posizione nella classifica combinata, Sergio Perez in diciannovesima e Mazepin addirittura ultimo. La vettura ha qualche innovazione rispetto all’anno scorso, ovviamente, ma le performance mostrate sul tracciato hanno lasciato intendere un anno abbastanza duro per la scuderia indiana, al netto di eventuali aggiornamenti.

Di norma, la Force India tende ad usare lo stesso chassis per due anni, con piccole modifiche, ma con l’introduzione dell’Halo nel 2018 sono stati costretti a rivedere tutto lo chassis, in particolare le parti di fissaggio dell’Halo, con una spesa maggiore e quindi meno fondi per lo sviluppo in altre aree, tanto che nei test hanno corso con vari elementi della vettura 2017.


Reali prestazioni

In pista, la VJM11 si è dimostrata una vettura abbastanza complicata da gestire, con vari problemi che le hanno fatto ottenere solo un punto nelle prime tre gare. Una parziale rinascita è arrivata con il terzo posto di Baku di Sergio Perez, seguito poi da una serie di piccoli punti (mediamente 5 punti e mezzo a gara) che hanno riportato la Force India stabilmente al quinto posto, ma ad appena 7 lunghezze da McLaren, sua diretta inseguitrice, e dietro a Renault di 7 lunghezze.

Prime tre gare: direzione buio pesto

In Australia, la Force India si è presentata con un massiccio pacchetto evolutivo rispetto agli elementi 2017 nei test, che valeva un miglioramento di circa mezzo secondo al giro. Ciononostante, la vettura indiana non è riuscita a battere i top team, Renault e McLaren, arrivando appena fuori dalla zona punti. Stesso discorso si ripete in Bahrain, dove però Ocon riesce ad ottenere il primo punticino 2018, anche grazie al triplo ritiro di Raikkonen, Ricciardo e Verstappen. In Cina, invece, la situazione torna la stessa dell’Australia, con Perez ed Ocon di nuovo ai margini della zona punti (undicesimo e dodicesimo). Si rende quindi necessario un rapido cambio di passo, che arriva in Azerbaijan.

La rinascita dall’Azerbaijan

Perez sul podio di Baku 2018 – Foto Force India

In Azerbaijan (gara piena di contatti, ricordiamo in particolare il contatto Raikkonen-Ocon al primo giro;e l’autoeliminazione delle due Red Bull al giro 40) Sergio Perez riesce, grazie ad una strategia diversa, a passare Vettel per conquistare il terzo gradino del podio. E’ il momento di rinascita della Force India, che grazie a quella gara riprende un;po’ di fiato e, proseguendo, aumenta il suo bottino di punti. In Francia un doppio zero ferma la risalita degli angloindiani, che arrivano comunque a punti subito dopo in Austria, Gran Bretagna e Germania. Nella gara ungherese, le vetture partono praticamente dal fondo della griglia (Ocon 17°, Perez 18°), sempre senza un buon passo, concludendo ben fuori dalla zona punti, doppiate di un giro.

Reattività nel trovare l’assetto ideale e nella strategia

La monoposto è una versione aggiornata della vettura 2017, di base, ma come tutte le vetture è stata sviluppata in galleria del vento. Sulla vettura di quest’anno, sfortunatamente, c’è stato un gran problema di stabilità al retrotreno, a causa di un carico aerodinamico ridotto. A questo punto, per ottenere una vettura più stabile, i tecnici inglesi sono dovuti scendere a compromessi, in quanto il carico aerodinamico si è rivelato essere il problema principale.

Per quanto concerne la strategia usata dalla Force India, abbiamo visto come in Australia la strategia ad una sola sosta non abbia pagato molto, in quanto nei giri immediatamente successivi al pit sia uscita la VSC, compromettendo la strategia della gara. In Azerbaijan, invece, Perez monta delle gomme supersoft, al posto delle ultrasoft, in quanto non erano più disponibili set freschi; Perez giunge comunque a podio grazie al bloccaggio di Vettel in curva 1 alla ripartenza.

In generale, le strategie Force India, dal gran premio di Monaco in poi, sono principalmente state dettate da contatti o da problemi con il graining, che ha in effetti compromesso il risultato delle due vetture rosa.

Confronto rispetto alla passata stagione

La vettura, rispetto alla passata stagione, ha avuto degli step evolutivi non indifferenti, ma sfortunatamente la base della vettura non era al livello di;quella 2017, ragion per cui la Force India si è ritrovata un po’ con l’acqua alla gola per quanto riguarda la performance. Inoltre, con i problemi economici che si sono creati, i tecnici non avevano molto materiale con cui tentare un miglioramento. L’unico acuto, per quanto concerne la prestazione in gara, si è avuto a Baku, ma;a parte quella performance la Force India è tornata una squadra di metà classifica, non più la prima delle altre.

Possibili miglioramenti

Ogni weekend la Force India porta dei piccoli aggiornamenti, dei dettagli che possono comunque fare la differenza. La sfortuna è che alcuni di questi elementi non sempre lavorano, come nel caso dell’ala posteriore nelle prime cinque gare, che non ha risolto i problemi di carico aerodinamico. Miglioramenti sono possibili, ma solo dopo che la situazione economica sarà risolta e la scuderia potrà nuovamente avere delle finanze da investire a disposizione. E’ presumibile che la Renault, quarta forza del mondiale, riesca ad allungare fino;a quando la Force;India non rimetterà il piede – o per meglio dire, la gomma – nella giusta direzione, ed è ovvio che;la scuderia rosa abbia bisogno di quanto più denaro possibile riesca ad ottenere dal campionato, oltre che dagli sponsor.

Conclusioni

La vettura non è delle migliori, i piloti hanno avuto vari incidenti di percorso (il doppio ritiro in Francia, un;inizio di stagione un po’ traballante), tutti elementi che confermano la forma non ottimale della Force India in questo inizio di 2018. Per tornare a brillare,c’è bisogno di aggiornamenti costanti, che però non possono arrivare senza denaro. La scelta di mettere la scuderia in amministrazione controllata può rivelarsi la carta vincente per ottenere degli introiti da usare per aggiornamenti. Visti i miracoli ottenuti negli ultimi anni, è facile pensare che la Force India possa rinascere dalle sue ceneri ed ottenere degli ottimi risultati, che;in fondo è quello che tutti sperano per vedere ancora più lotta in classifica.


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Fabio Seghetta

***NON COLLABORA PIÙ CON F1inGenerale*** Studente di Informatica, 21enne, una grandissima passione per la Formula 1, la IndyCar e la Formula E. Ho anche fatto parte del team di Formula Student della mia Università, giusto per restare di più a contatto con la mia grande passione.