Formula 1

F1 | Formula 1 e sportswashing: l’opinione di Verstappen su questa ‘pratica’ diffusa

Si parla sempre più spesso di F1 e sportswashing, una ‘pratica’ diffusa da alcuni anni: Max Verstappen ha dato la sua opinione al riguardo.

F1 e sportswashing: un binomio in crescita, specialmente negli ultimi anni. Il termine è entrato prepotentemente in uso nel linguaggio comune, anche se non ne sentiamo parlare spesso.

Cosa intendiamo per ‘sportswashing’? Letteralmente è “il lavaggio sportivo”, una pratica utilizzata come sorta di propaganda politica. Un paese, o uno stato, sfrutta lo sport per ripulirsi l’immagine pubblica con il resto del mondo, distogliendo lo sguardo dai veri problemi che lo riguardano.

Il presidente FIA Ben Sulayem con Max Verstappen © F1inGenerale

Questa strategia si è diffusa fin dal periodo nazista, ma se ne sta parlando solo negli ultimi anni. Quando il Qatar e l’Arabia Saudita sono state aggiunte nel calendario di F1, non sono mancate accuse di sportswashing. Parliamo di paesi in cui i diritti umani sono vietati, o comunque limitati. In Qatar, l’omosessualità è considerata un crimine; in Arabia Saudita, le donne non potevano avere la patente di guida fino a qualche anno fa.

Dopo la gara a Jeddah, Max Verstappen ha risposto a una domanda inerente alle accuse di sportswashing.

Come piloti, non ci occupiamo di politica. Lo sport è lo sport. La politica è la politica”, ha esordito il campione del mondo olandese. “A volte alla gente piace essere nel mezzo. Io preferisco concentrarmi solo sullo sport. Altrimenti avrei fatto il politico. Ma questa non è la mia competenza e sicuramente non è il posto in cui voglio finire.”

L’alfiere della Red Bull ha comunque sottolineato come i piloti, in quanto sportivi e personaggi pubblici, cerchino sempre di condividere valori positivi. Per il resto, “spetta anche al Paese apportare cambiamenti. Da quando corriamo qui, in Arabia Saudita, ci siano già stati dei cambiamenti. A volte, in alcuni paesi, ci vuole un po’ più di tempo.”

“È bello vedere e incontrare una nuova cultura, e permettere a tutti di ricevere un’istruzione su questo”, ha proseguito Verstappen.Ognuno di noi è diverso, in qualunque posto del mondo. E lo devi rispettare. Ovviamente, non importa da quale paese tu provenga, ci sono sempre cose che possono essere fatte meglio.”

Crediti immagine di copertina: Jacopo Moretti per F1InGenerale

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