F1 | Giusto penalizzare chi causa una bandiera rossa? Il parere dei piloti

La bandiera rossa causata da Charles Leclerc ha compromesso gli attimi finali del Q3 del GP di Monaco: bisogna penalizzare chi provoca un’interruzione della sessione?

Bandiera rossa
Foto: FIA

La qualifica del Gran Premio di Monaco ha visto una ritrovata Ferrari conquistare la Pole Position con Charles Leclerc. Il monegasco partirà dalla Pole Position nonostante l’incidente nel secondo tentativo (il suo cambio è a posto, non dovrà sostituirlo!). Proprio il suo impatto con il muro ha causato una bandiera rossa che non ha permesso ai suoi rivali di migliorare il tempo ottenuto nel primo tentativo.

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Nella conferenza stampa dopo le qualifiche, i primi tre hanno risposto alla seguente domanda posta da The Race: bisogna cancellare i tempi di chi provoca una bandiera rossa come accade in Indycar? L’opinione dei piloti discorda da quella di Toto Wolff.

Il primo a rispondere è stato Max Verstappen, il quale, nonostante la rabbia espressa nel team radio, riconosce che l’incidente non è stato fatto di proposito: “Penso che ci sia differenza quando qualcuno commette un errore e colpisce il muro o lo fa intenzionalmente. Se Charles avesse parcheggiato con un’ala anteriore appena rotta, è una storia diversa. Ma ovviamente ha appena toccato il muro e poi è finito dove ci sono finito io due volte! Quindi, è solo un peccato. Certo, sono deluso per non aver avuto una possibilità ma questa è la vita. A volte non puoi farlo. Non credo che il suo giro dovrebbe essere cancellato in futuro, se volessero apportare modifiche ai regolamenti. Credo che non sarebbe giusto, tutti ci stiamo provando così duramente. Non è così facile qui a Monaco, soprattutto quando si è al limite. È facile sbagliare”.

Lo stesso Leclerc conferma quanto sia facile commettere errori sui tracciati cittadini: “Sicuramente se lo avessi fatto apposta mi sarei assicurato di colpire il muro un po’ meno forte. Come ha detto Max, su una pista cittadina come questa, dove stiamo spingendo al limite, capita di sbagliare. È una storia diversa quando è fatto apposta, ma penso che sia abbastanza ovvio in questo caso”.

Infine anche Valtteri Bottas si è espresso: “Credo che le regole siano giuste. A volte nello sport la situazione non è nelle tue mani. Certe volte sei fortunato, altre volte sfortunato ed è questo ciò che accade”.

Come accadde nel caso di Rosberg nel 2014, l’errore di Leclerc non è stato intenzionale. Fu giudicata invece illegale la manovra di Michael Schumacher nelle qualifiche del 2006: la FIA costrinse il tedesco a partire dall’ultima piazza revocandogli la Pole conquistata al sabato.

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Emanuele Zullo

Classe 2005, vivo a Napoli dove frequento il liceo linguistico. Adoro qualsiasi cosa abbia quattro ruote e spero di trasformare la mia passione in lavoro.