F1 | GP Abu Dhabi – Analisi strategie: Leclerc batte Perez grazie ad una sosta in meno… ma non funziona per tutti

L’ultima gara della stagione 2022 ha regalato diverse lotte in pista, tra cui spicca quella per il secondo posto nel mondiale tra Leclerc e Perez, nelle quali le strategie sono state determinanti. Esaminiamole in questa analisi delle strategie del GP di Abu Dhabi.

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Analisi strategie GP di Abu Dhabi 2022 (@Scuderia Ferrari Press Office)

Degrado in gara inferiore del previsto

Secondo le previsioni il GP di Abu Dhabi molto probabilmente si sarebbe corso per tutti su due soste. Il degrado elevato rilevato nelle prove libere sembrava infatti non lasciare aperta l’opzione di un solo pit stop, ritenuta nel pre-gara dai team e da Pirelli troppo al limite per essere la strategia migliore.

Tuttavia, sin dalle prime fasi del Gran Premio è stato evidente che i livelli di degrado erano inferiori rispetto alle libere, con i team che di conseguenza si sono trovati a dover rivedere i piani. A prova di ciò nei giri 14-16, quando secondo i piani presumibilmente si sarebbero dovuti effettuare i primi stop della strategia a due soste, non solo diversi piloti continuavano a girare con un passo spedito senza evidenziare un netto peggioramento dei tempi, ma alcuni addirittura continuavano a migliorarsi in alcuni microsettori. Il che indicava che le gomme erano ancora lontane dal cliff e che quindi potevano percorrere stint più lunghi del previsto.


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Una sosta vincente per Leclerc…

Questi dati hanno indotto diversi team a valutare anche la strategia ad una sosta. È stata proprio quest’ultima a permettere a Leclerc di battere Perez per aggiudicarsi il secondo posto nel mondiale costruttori.

Il pilota della Ferrari ha infatti attuato una gestione magistrale delle coperture che gli ha permesso di rimanere in pista ben 6 giri in più di Perez, il quale al contrario ha dovuto effettuare un pit stop probabilmente anticipato per essere andato in difficoltà con i pneumatici. La medesima situazione si è ripetuta nel secondo stint con il messicano che, riscontrando un degrado maggiore e avendo inoltre le gomme da più giri rispetto al monegasco, è stato costretto alla seconda sosta. Invece, il pilota #16 è riuscito a mantenere un ritmo competitivo fino alla fine di uno stint di ben 37 giri, evitando un sorpasso finale di Perez in rimonta con gomme più nuove. Dunque ottima gestione nonchè strategia da parte della Ferrari.


Medesimo piano è stato adottato da Max Verstappen il quale, con un’attenta gestione ed una vettura “dolce” con i pneumatici, è riuscito ad arrivare al traguardo con un solo pit stop senza difficoltà.

…ma non per tutti

Tuttavia, Leclerc e Verstappen non sono stati gli unici piloti ad effettuare soltanto una sosta. Negli altri casi, però, tale scelta non si è rivelata prettamente corretta.

Un esempio è Lewis Hamilton, il quale già ad inizio gara ha riscontrato problemi alle temperature delle gomme posteriori per aver spinto troppo nei giri di apertura. indice della difficoltà della gestione sul circuito di Yas Marina. Tuttavia, anch’egli ha intrapreso la strada di un solo pit stop. Tale scelta ha comportato un elevato peggioramento del ritmo nel finale di gara che, pur senza il ritiro, avrebbe causato la perdita della quarta posizione a favore di Carlos Sainz.

La scelta della strategia ad una sosta ha impattato negativamente anche sull’ultima gara in carriera di Sebastian Vettel. Il tedesco ha infatti effettuato uno stint iniziale di ben 25 giri, il che gli ha comportato una netta perdita di tempo su gomme ormai deteriorate. Tuttavia, risparmiare una sosta non è stato sufficiente per evitare di essere poi sorpassato dei piloti, tra cui Ocon e il suo compagno di squadra Stroll, che al contrario si erano fermati la seconda volta e dunque avevano pneumatici più freschi e veloci.

Il motivo per cui non tutti hanno beneficiato della strategia ad una sosta è che, nonostante il degrado inferiore del previsto, rimaneva ugualmente un’opzione molto al limite. Dunque è stata efficace solo per le vetture più “gentili” con i pneumatici se accompagnate da una perfetta gestione da parte dei piloti.

Gestione fondamentale

Un esempio di quanto fosse fondamentale la gestione in ogni giro si può trovare nella gara di Carlos Sainz. Il pilota spagnolo ad inizio gara si è trovato ingaggiato in un duello con i piloti Mercedes durante il quale non ha potuto curare le gomme come previsto. Secondo quanto dichiarato dal pilota, è stato proprio quel paio di giri di mancata gestione ad accorciare la vita dei suoi pneumatici al punto tale da costringerlo, a differenza del suo compagno di squadra, ad effettuare due pit stop.

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Matteo Venezia

Studente di ingegneria meccanica, classe 2002. Appassionato e studioso della tecnica di Formula 1, in particolare dell’area strategica.